L’Archibugio

Compagnia Teatrale

Anno di fondazione:2010
Sede: Lonigo (Vicenza)
Cap:  36045
telefono: 389 516 7616
email: compagnia.archibugio@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/larchibugio.compagniateatrale/
Sito web: http://www.archibugiocompagniateatrale.it/index.php?page=1
Generi rappresentati: Commedia, Classici, Dramma storico.
Lingua: Italiano


L’intervista al Presidente

Giuseppe Balduino, classe 1984, nato a Crotone, è il presidente della compagnia. Dal 1995 vive a cavallo tra il basso vicentino e il veronese. Al teatro arriva un po’ per scherzo e curiosità, scoprendo una passione. Nel 2006 l’esordio con gli Attori in Saldo ne Il canto di Natale di C. Dickens, nello stesso anno è co-protagonista ne “La cambiale” di Giovanni Falduto e Raffaella Dalla Rosa. Dal 2009 porta in scena drammatizzazioni di vicende storiche, a partire da atti processuali e documenti d’archivio. Fonda così insieme a Giovanni Florio L’Archibugio Compagnia Teatrale, di cui cura anche duelli di spada e pugnale e colluttazioni a mano nuda. Recita tra le province di Verona, Vicenza, Brescia, Padova, Belluno, Trento, Venezia e Treviso. Tra gli spettacoli in repertorio: protagonista in “Paolo e Orgiano” di G. Florio, con cui approda a Rai3 e a Vojager su Rai2; protagonista nella quadrilogia dedicata a “Zanzanù, il bandito del Lago Garda”, di G. Florio; Partecipa a numerosi altri spettacoli a carattere storico de L’Archibugio, quali: “La leggenda dei sassi mori”, “La gloriosa immagine”, “Lonigo e le sue fiere”, “Il racconto del monaco nero”, “Le stanze della storia”. Partecipa anche in “Romeo e Giulietta” con Theama Teatro nel ruolo di formatore e attore, cura i combattimenti all’arma bianca, a mani nude e omicidi. Partecipa nello spettacolo musicale dei Rondeau de Fauvel e ne cura i combattimenti con bastoni, spadoni, lance e mani nude. Ancora con L’Archibugio ha in repertorio:“La bisbetica domata” di Shakespeare; “La Guerra” di Goldoni, in cui è protagonista; “Il Mercante Di Venezia” di Shakespeare.

Presidente, ci dica:

QUAL È LO SPIRITO CHE ANIMA LA COMPAGNIA E PER QUALI SCOPI È NATA?
La compagnia è nata per una serie di fortuiti casi. Un gruppetto di amici poco più che ventenni che con il solo scopo di divertirsi, con la bizzarra idea di fabbricarsi delle armature romane con materiali di recupero a 0€, vengono notati durante un carnevale da un amministratore di una cittadina e scambiati per dei rievocatori storici. Da lì la proposta di inscenare una rievocazione delle vicende che vedevano protagonista una persona vissuta nel ‘600, vicende che, stando agli studi effettuati da un noto professore dell’Università di Venezia, sembrerebbero aver ispirato il sommo Manzoni per il suo Fermo e Lucia e dunque i Promessi Sposi. Rifiutammo la proposta, essendo quello delle rievocazioni un mondo a noi estraneo; ma avendo tra di noi più di un elemento con esperienze teatrali e rimpolpati da altri nostri conoscenti entusiasti del progetto e già formati teatralmente, rilanciammo con uno spettacolo di prosa. Fu talmente esaltante ridare vita a vicende umane appartenenti al nostro passato, mettere in scena dei personaggi che non appartenevano alla fantasia di uno scrittore ma erano figli della realtà come posso esserlo io che vi scrivo e voi che leggete, che subito e senza indugi decidemmo di lanciarci nella sfida di portare in scena piccoli tesori che la storia dei nostri territori ci offre. Abbiamo spaziato così dalla drammatizzazione teatrale di carte processuali e dai documenti conservati negli archivi nazionali -materia di studio scientifico ed universitario- alle leggende dai contorni sfumati che da tempo immemore si tramandano oralmente. Via via, nel tempo, abbiamo ampliato il numero degli attori e ci siamo aperti anche al teatro di prosa dei grandi autori del passato, che ora costituisce una parte molto consistente del nostro repertorio e traiamo anche da questo moltissime soddisfazioni.

QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE DOVETE AFFRONTARE?
Le maggiori difficoltà le riscontriamo nella gestione burocratica che ha una pesantezza paragonabile a quella di un’azienda. Mettere tutta la buona volontà e chiedere l’ausilio di professionisti non sono sufficienti a sciogliere il sempiterno dubbio “sto forse violando qualche comma sparso in chissà quale norma?”.

IN CHE MODO, IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA, QUESTE DIFFICOLTÀ POSSONO ESSERE SUPERATE?
Sarebbe fin troppo facile dare tutta la colpa alla politica che di fatto è l’autrice della legiferazione, ma in questo caso c’è una buona parte di corresponsabilità tra di noi cittadini. Volendo banalizzare, molti passaggi vengono aggiunti per fermare o perlomeno scoraggiare i “furbetti” che stanno nel tessuto sociale di cui facciamo parte. Ci sarebbe moltissimo da dire, ma la questione va ben oltre il teatro.
Al momento, e purtroppo, credo che oltre all’armarsi di pazienza e oltre al cercare di fare nel nostro piccolo del proprio meglio affinché la situazione collettiva migliori, non ci sia molto altro da fare.

COSA SOGNA, UN PRESIDENTE, PER LA SUA ASSOCIAZIONE?
Che possa vivere a lungo per compiere la propria missione: cercare di proporre spettacoli che possano arricchire o per lo meno offrire degli spunti al pubblico coniugando il tutto con la passione di noi associati per la recitazione ed il teatro.


In repertorio:

          


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