Accademia dei Rintronati di Quartaia

Compagnia Teatrale

Anno di fondazione: 2005
Sede: Colle Val d’Elsa (SI)
email: accademiadeirintronati@gmail.com
sito web: accademiadeirintro.wixsite.com
Telefono: 334 671 2506
Generi rappresentati: commedia brillante
Lingua: vernacolo toscano

L’inizio della nostra avventura come compagnia teatrale è quanto mai casuale. Solo alcuni di noi (la nostra regista e pochi altri) avevano avuto qualche esperienza teatrale nelle rappresentazioni popolari tipiche del contado toscano (Bruscello). Per quasi tutti gli altri invece c’era l’assoluta mancanza di qualsiasi forma di teatro.
Nella non lontana primavera del 2005 alcuni di noi, trovandosi a dover organizzare le manifestazioni per la celebrazione della festa patronale della piccola frazione di Quartaia (Colle Val d’Elsa), ebbero l’idea di mettere in scena una commedia teatrale. Fu un’idea buttata lì per caso, quasi per ridere, ma qualcuno la prese più seriamente.
Fu così che Monica Rodani, adattatrice e regista dei nostri testi preparò appunto un adattamento di un testo intitolato, “La sposa e la cavalla”. La commedia raccontava i divertenti equivoci di una famiglia toscana di inizio secolo e di un padre che aveva chiamato una cavalla, bella ma alquanto ribelle, proprio con lo stesso nome della figlia, innamorata di un giovane, figlio di un suo carissimo amico. La storia, anche se semplice doveva essere messa in scena da persone che non avevano nessuna esperienza teatrale.
Le prime prove furono molto confuse Non sapevamo come muoverci, cosa fare o quando entrare in scena, come interagire con gli altri, ci sentivamo un po’ storditi confusi, insomma ci sentivamo proprio dei “rintronati”. Fu così probabilmente da qui che nacque il nostro nome appunto ”Accademia dei Rintronati di Quartaia”.
Nonostante le numerose difficoltà la rappresentazione teatrale fu un buon successo, almeno per i nostri concittadini. Tant’è che ci fu chiesto di replicarla, questa volta però in un vero, piccolo ma grazioso teatro quale è il Teatro dei Varii di Colle Val d’Elsa, anche qui con un discreto successo.
Recitare dentro quel teatro è stato per tutti noi un’emozione meravigliosa e sentire il pubblico ridere e applaudire ci ha dato coraggio e voglia di continuare in questa piccola ma appassionante E pur senza la pretesa di sentirsi ormai degli “attori”, ma anzi con la sincera consapevolezza dei nostri limiti, abbiamo portato in scena nel 2006 una nuova commedia, anche questa brillante, dal titolo “Inferno, purgatorio e paradiso”. Quello delle commedie brillanti è ovviamente il filo conduttore che lega tutte le nostre rappresentazioni. Ci piace, infatti, pensare che il nostro “lavoro” serva a far passare un paio d’ore piacevoli e spensierate al nostro pubblico e a raccontare un po’ di quello spirito “toscanaccio” dei primi anni del 1900. Anni difficili per la condizione in cui si trovava la maggior parte della gente e anche per l’imminente tragedia delle guerre che sarebbero di lì a poco arrivate, ma anche anni in cui la semplicità della gente e del vivere quotidiano rendeva l’atmosfera più calda e accogliente come le storie dei nonni raccontate “a i’ canto del foco”.

Ed è proprio in questa atmosfera che prende vita la nostra commedia dal titolo “Amleto i’ vinaio” (2007) tratto da un testo di un autore fiorentino, Mario Recchia, il quale ci ha voluto onorare della sua presenza quando l’abbiamo rappresentata al Teatro dei Varii di Colle e al Teatro San Giuseppe di Poggibonsi.
Nel 2008 abbiamo provato a mettere in scena una commedia scritta e sceneggiata direttamente dalla nostra regista, “L’eredità del Bista” ed anche in questo caso ci pregia dirlo, il successo è arrivato a piene mani.
Nel 2009 sempre con testo e sceneggiatura di Monica abbiamo interpretato la Commedia “Polli Galletti e … Capponi” che riprendeva spunto in alcuni tratti alla commedia all’italiana dove due fidanzatini riuscivano a sposarsi nonostante facessero parte di due famiglie litigiose divise fra screzi e dispetti. I rispettivi capi famiglia si sentivano due Galletti comportandosi poi da polli e diventando poi … Capponi davanti all’amore dei rispettivi figli. Ma anche nel finale la disputa proseguiva finendo a spaghetti in testa.

Il testo della commedia del 2010 “LA GOVERNANTE DI CASA GRANDI” è stata scritta da uno dei nostri “attori” Marco Guasconi che interpreta, fra l’altro, un nonno tutto particolare, che fingendo d’esser sordo e d’esse anche un po’ grullo gestisce nell’ombra le faccende di casa Grandi cercando di aggiustare tutte le cose fra le quali l’amore nascosto della nipote, Viola, per un giovane modesto, Felice. Il tutto all’insaputa del genero Gino Grandi che non vede l’ora che il suocero levi le tende e torni a vivere da solo, cosa improbabile vista la volontà della moglie Ersilia. Quando in casa arriva il figlio di un conte, Filiberto, Gino vede realizzato il suo sogno di far sposare alla figlia un nobile. Ma nonno Adelmo riuscirà, pur dovendo lottare con le avances della vicina Lina, che lo vuole sposare a tutti i costi, e l’intraprendenza di Felice che ne combina una delle sue, a sistemare tutto con un sotterfugio tutto da ridere …
E la governante??? Beh se vi raccontiamo tutto dov’è il bello???
Nel 2011 l’adattamento di un testo teatrale ci fa conoscere Alfiero e Antonio Morellini, due fratelli titolari di un’impresa di Pompe Funebri. Gli affari non vanno troppo bene anche se “il lavoro non manca” e quando Alfiero fissato con il gioco del lotto indovina finalmente il terno giusto che potrebbe cambiare la vita della famiglia Morellini un banale incidente gli fa perdere la memoria e non si riesce più a trovare la cedola della vincita. Tra litigi e dispetti, ricordi e amnesie, riusciranno a far tornare la memoria al povero Alfiero?
Nel 2012 la nostra regista Monica Rodani scrive questa commedia ispirandosi ad un film di successo e anche al suo ex lavoro di vigile urbano. Una ragazza nei guai e un banale incidente d’auto sembrano compromettere la vita tranquilla della famiglia Pacini, per vocazione e tradizione una famiglia di vigili urbani. Tra sotterfugi, equivoci e … investigazioni riusciranno a rimettere tutto a posto?
Nel 2013 adattiamo il testo originale di Fulvio Barni e Maria Letizia Ceccuzzi “In compagnia prese moglie un frate”  dove intorno alla metà anni ‘60 , uno scambio di persona complicherà le vicende di una famiglia qualunque nel difficile compito di trovare un marito alla figlia che non si può considerare una “bellezza”.  Tra figli dei fiori, sindaci preti e parenti più o meno invadenti si arriverà finalmente al matrimonio? Mah!
Nel 2015 abbiamo adattato un classico testo teatrale di Edoardo Scarpetta “Il medico de’ Pazzi” La trama racconta di Gaspare Cantuccini da Travale (piccolo paesino della Toscana) dove è anche Sindaco, che vuole rivedere il nipote Gastone che vive a Firenze e che gli ha sempre mentito e spillato soldi spacciandosi per un medico nel campo della psichiatria e che con i soldi che gli ha mandato abbia messo su un “ospedale dei pazzi”.L’espediente di Gastone è di portare lo zio a visitare la pensione Stella facendogli credere di essere proprio all’ospedale dei pazzi, dove la stranezza dei personaggi che la abitano è il fulcro intorno alla quale si svolge tutta la commedia con continue battute ed equivoci che assicurano il divertimento. Il valore della commedia sta tutto nella caratterizzazione dei finti pazzi: c’è il musicista squattrinato che sogna di partire per una grande tournée, la signora Amalia, vedova e padrona della pensione, che cerca di trovare marito alla timida figlia Rosina, un Maggiore in pensione stufo dei continui scherzi di cui è fatto oggetto, una coppia di sposini novelli con il marito gelosissimo, una vedova inconsolabile che vede dappertutto il defunto marito Pasquale, il Direttore della pensione e fratello della proprietaria sempre indaffarato. Su tutti, c’è Gaspare Cantuccini, lo zio, che convinto della pazzia dei “pazienti” è del tutto ignaro che questi sono solo gli ospiti della Pensione Stella, un po’ strani, ma totalmente sani di mente. Il testo originale è stato liberamente riadattato da Monica Rodani spostando la scena in Toscana e con un dialetto senese-colligiano. Il messaggio potrebbe essere interpretato come un elogio della follia, perché a volte un po’ di sana pazzia fa bene, dato che è segnale di libertà.
Nel 2016 abbiamo portato in scena la commedia brillante “Due matrimoni .. e un funerale” scritta da Marco Guasconi e racconta di una famiglia toscana che intorno agli anni ’70 riceve la visita di alcuni parenti e non solo che attirati da una vincita al totocalcio del capofamiglia Libero cercano in tutti i modi di trarre vantaggi e benefici. Ma con la complicità di una vicina di casa organizzeranno uno scherzo “macabro”  per smascherare i loro intrallazzi.

Menu Regione
Menu Provincia
Menu Compagnie
Home