L’Anello

Compagnia Teatrale Amatoriale

Anno di Fondazione: 2004
Sede: Cascina (Pisa)
Cap: 56021
Indirizzo: via Pascoli 44/46
email: compagnialanelloct@gmail.com
Sito web: http://www.compagnialanello.it/
Facebook: https://www.facebook.com/LAnello-Compagnia-Teatral…
Generi rappresentati: Commedia, Teatro-musica
Lingua: Italiano


L’intervista al Presidente:

Orazio Cioffi, 44 anni, nato a Cervinara (AV) e pisano di adozione. Sposato, due figli. Professione: consulente informatico. Appassionato di teatro, cinema, libri e videogames. Si è avvicinato al teatro nel 2000 quasi per caso, ed è stato colpo di fulmine.

Presidente, ci dica:

Qual è lo spirito che anima la Compagnia e per quali scopi è nata?
Il nucleo originale de L’Anello è un gruppo di amici con un profondo amore per il teatro. Crediamo fortemente nel teatro “vivo”, quello in cui l’evento scenico non è una ripetizione meccanica di battute e movimenti, ma il racconto di una storia in modo che l’attenzione dello spettatore sia continuamente solleticata.
Rifuggiamo dai codici comunicativi poco comprensibili, e cerchiamo di produrre spettacoli piacevoli da vedere che abbiano anche un buon grado di complessità.
Per questo, selezioniamo copioni moderni e contemporanei e li sottoponiamo a una intensa fase di analisi e revisione prima di portarli in scena.
Cerchiamo di coinvolgere il maggior numero di persone nelle nostre attività, mettendo a disposizione il nostro spazio scenico a chi abbia un progetto artistico da realizzare.

Quali sono le maggiori difficoltà che dovete affrontare?
Il primo grande scoglio che abbiamo dovuto affrontare è stato quello di trovare un luogo nel quale svolgere la nostra attività. Le istituzioni (anche quelle che sbandierano ai quattro venti interesse per la cultura), hanno sempre mostrato gelida indifferenza. Talvolta finto interesse.
La difficoltà che tutt’ora rallenta la nostra attività è la diffidenza. Molto spesso l’aggettivo “amatoriale” viene interpretato come una dichiarazione di impreparazione tecnica e culturale. Come se non fare teatro per sostentarsi implichi necessariamente che si faccia teatro male. Del resto, non si parla mai di “musica amatoriale” o “pittura amatoriale”. Quell’aggettivo esplicito ci penalizza nella percezione che gli altri hanno di noi.

In che modo, in base alla sua esperienza, queste difficoltà possono essere superate?
Quella dello spazio l’abbiamo risolta investendo in prima persona per l’affitto di un locale. Dopo lo sforzo iniziale, siamo riusciti a farlo funzionare egregiamente e adesso riusciamo a sostenerne i costi con le attività di compagnia. All’inizio però è stato un azzardo.
La diffidenza degli altri non si risolve: ci si lotta contro caparbiamente, si insiste nell’invitare gli interlocutori diffidenti agli spettacoli, si accettano rappresentazioni senza alcun rimborso spese o in luoghi poco agevoli per poter dare saggio delle proprie capacità. Abbiamo conquistato molti spazi in questo modo.

Cosa sogna, un presidente, per la sua Associazione?
Il sogno che condivido con gli altri fondatori dell’associazione è quello di essere in grado di supportare un numero sempre maggiore di artisti, di produrre sempre più spettacoli e di aumentare ad ogni nuovo spettacolo il livello qualitativo della produzione.


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