La Bottega degli Specchi

Compagnia Teatrale

Anno di fondazione: 1988
Sede: San Maurizio d’Opaglio (Novara)
Cap: 28017
Indirizzo:via al Porto, 3
Telefono: 3284732635 (Lidia) – 3474683319 (Domenico)
e-mail: lafinestrasullago@libero.it
Sito web: www.lafinestrasullago.it
Facebook: https://www.facebook.com/groups/117395828342606/
Generi rappresentati: teatro di parola, testi propri e autori del ‘900
Lingue: italiano


L’intervista al Presidente

Lidia Robba, è la responsabile amministrativa della Compagnia.
Insegnante specializzata nella didattica differenziata per l’infanzia; danzatrice classica e contemporanea; attiva nel teatro-danza e cabaret musicale; costituisce il gruppo di danze storiche La Mandragora integrando alla formazione coreografica quella di scherma storica; consulente coreografico di Eugenio Allegri; ha svolto attività di animazione teatrale per bambini e corsi di espressione corporea; referente regionale per l’organizzazione COOPI per la quale ha organizzato più volte l’accoglienza dei Ragazzi di Bucarest di Miloud Oukili; produttore esecutivo di 4 opere liriche. Ha acquisito una vasta esperienza in campo produttivo e organizzativo professionale. Dal 2001 è Presidente dell’Ass.Cult. La Finestra sul Lago che organizza eventi culturali, gastronomici e musicali. E’ nel direttivo dell’Ass. Ernesto Ragazzoni, vicepresidente dell’Ecomuseo del lago d’Orta e Mottarone e presidente dell’Ass.Case Piemontesi. Fa parte della Bottega degli Specchi dal 1992. E stata attrice, trova robe e attrezzista, attualmente è la responsabile amministrativa.

Presidente, ci dica:

QUAL È LO SPIRITO CHE ANIMA LA COMPAGNIA E PER QUALI SCOPI È NATA?
La compagnia è animata dalla condivisione di una passione per il palcoscenico e per il teatro sotto ogni suo aspetto, sia quello artistico che tecnico. Nasce in un ambito parrocchiale ma presto si confronta e si arricchisce mescolandosi con alcune delle variegate realtà teatrali presenti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 con lo scopo di individuare un percorso che le consenta di comunicare attraverso questo strumento la sua particolare percezione della realtà.
La compagnia si incontra settimanalmente da quasi trent’anni con persone continuamente diverse o con le stesse che nel frattempo sono invecchiate di trent’anni: massima mutevolezza quindi, ma con lo stesso spirito che tende innanzitutto a far star bene i componenti non solo sul palco ma soprattutto lungo le fasi di costruzione dello spettacolo (regia, reperimento, scelta, modifiche o scrittura di sceneggiature, ideazione e costruzione della scenografia, scelte musicali, prove attoriali, costumi…)
Solo condividendo un buon cammino insieme si riescono a trasmettere empaticamente al pubblico contenuti ed emozioni.
In particolare una delle attrici della compagnia è cresciuta con la Bottega avendo iniziato a fare teatro da piccolissima. La Compagnia è come una seconda famiglia e il teatro una delle cose essenziali e irrinunciabili della vita. Recitare è il modo principale di esprimersi, “liberarsi” e liberare tante emozioni, anche quelle negative, commuoversi e divertirsi… la Bottega è il “posto” dove tutto questo è sempre stato possibile, dove ci si può sentire accolti, compresi, non giudicati e valorizzati.
La compagnia è animata da due sentimenti: l’ amore per la “creazione” di uno spettacolo in tutti i suoi aspetti e l’amicizia che regna fra i suoi componenti, che fa sì che si possa creare discutendo, portando idee e soluzioni, cercando testi non banali che abbiano qualcosa da trasmettere, divertendosi e facendo divertire chi entra a far parte del gruppo. Siamo certi che il pubblico percepisca questo affiatamento.

QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE DOVETE AFFRONTARE?
Le difficoltà di tipo logistico (trasporti e stoccaggio materiali) sono quelle più evidenti ma anche la ricerca di spazi adeguati per prove e rappresentazioni. Non ultima però quella di divulgazione e, di conseguenza, di reperimento di pubblico.
Mancano iniziative (rassegne, eventi, concorsi…) che diano luce agli sforzi compiuti e che garantiscano un’ adeguata visibilità e un rientro economico delle spese vive.

IN CHE MODO, IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA, QUESTE DIFFICOLTÀ POSSONO ESSERE SUPERATE?
Ricordiamo con un po’ di rimpianto il fermento nell’ambito del teatro amatoriale del suddetto periodo a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.
Manca oggi un punto di riferimento autorevole all’interno delle amministrazioni che coordini le realtà presenti sul territorio e metta a disposizione mezzi tecnici, spazi organizzati per prove e rassegne, oltre a facilitare l’accesso ai mezzi di informazione.

COSA SOGNA, UN PRESIDENTE, PER LA SUA ASSOCIAZIONE?
Il sogno per noi è che la Compagnia conservi, in modi sempre nuovi e creativi, lo spirito amatoriale (cioè il far teatro per amore e senza fini di lucro) ma allo stesso tempo professionale (mettendoci serietà, impegno, tutte le conoscenze nel campo e soprattutto le energie di ognuno) e che lo spettacolo sia più che un momento di esibizione un’importante celebrazione di idee, comunità, bellezza. Un presidente lavora faticosamente insieme al gruppo perché questo possa percorrere agilmente la strada verso il sogno di tutti quelli che fanno teatro per amore: emozionare il pubblico emozionandosi (il famoso sogno impossibile di Don Quixote sui cui stiamo lavorando proprio per la prossima stagione).
Lo scopo però, come suggerisce il caveliere dalla triste figura, resta sempre … la strada.
La nostra compagnia è in cammino, sempre, per migliorare e accrescere principalmente le sue componenti umane e relazionali che si sono conservate fresche e vivaci come all’inizio di questa bella avventura.


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