Teatro delle Piramidi

Compagnia Tetrale

Anno di fondazione: 2011
Sede: Maniago (PN)
Cap: 33085
Indirizzo: via Vittorio Veneto 24
Telefono: 377 401 4524 (Valentino Miun, Presidente)
email: teatrodellepiramidi@gmail.com

L’Associazione “TEATRO DELLE PIRAMIDI” nasce a Maniago nel febbraio del 2011.
E’ costituita da un gruppo di persone appassionate di teatro, alcune con precedenti esperienze, altre spinte dal desiderio di cimentarsi nell’affascinante ruolo-giuoco di attori. La denominazione “Teatro delle piramidi” è stata elaborata sul commento scherzoso di un attore-amico che ha definito “faraoniche” le mire teatrali del gruppo. L’obiettivo dell’Associazione è quello di “fare teatro” nel senso più ampio del termine, studiare ed interpretare testi noti, rielaborarne altri, crearne di nuovi, divertire e divertirsi, accogliendo al suo interno altri attori e persone che possano anche rivestire ruoli diversi da quello specifico della recitazione.

Repertorio:

Fissasions, 2011

Tra le mura domestiche del ricco possidente PIERI vanno in scena i suoi pregiudizi,le sue manie,i suoi sospetti.E’ però pronto a credere a tutto ciò che la moglie, gli avvocati e i medici gli dicono per i loro interessi. Paradossalmente nutre dell’ostilità nei confronti della fedele domestica e dell’amorevole figlia.Sarà grazie alle trame e ai consigli della saggia sorella che,finalmente rinsavito guarirà dai preconcetti. Potrebbe anche guarire dall’ipocondria, ma saprà rinunciare a questo appagante gioco scaramantico che gli permette di esorcizzare la morte? Siamo a Maniago nel 1895 in questa quasi estrema DESTRA TAGLIAMENTO la parlata friulana ha da sempre risentito dell’influenza dei dialetti veneti e qui, proprio negli ultimi anni dell’ottocento, ci fu una forte immigrazione della MARCA TREVIGIANA che ampliò il panorama linguistico locale. La commedia “FISSASIONS” ispirata all’immortale MALATO IMMAGINARIO di Moliere vuol dare voce a queste parlate ibride e periferiche,mal viste dalle classi dirigenti e sdegnate dai cultori di molte nobili Koinè.

Grops, 2013

Nei cuori che non hanno età dimorano sentimenti, speranze, emozioni, unite dal filo rosso dell’amore. E’ di amore che si parla e si vive nel piccolo bar di Manago, rilevato da due amiche negli anni ’80. I personaggi portano in scena un variopinto carosello di intrecci, a volte con grande intensità emotiva, a volte con la leggerezza della semplicità, colorata di allegria.La commedia vuole mettere in luce la realtà linguistica del maniaghese, dando risalto alle parlate di casa, veneto-friulano e a quelle dei paesi vicini.

Arsenico e vecchi merletti di Joseph Kesserling, 2015

Lo scrittore Mortimer Brewster, ex scapolo convinto, torna a casa dalle zie Abby e Martha per raccontare del suo fresco matrimonio con Elaine Harper, ma scopre che le due amabili e anziane ziette “aiutano” quelli che affettuosamente chiamano i “loro signori” (in realtà loro inquilini) a lasciare la vita con un sorriso sulle labbra, offrendo loro del vino di sambuco corretto con un miscuglio di veleni, e che li seppelliscono nel Canale di Panama, la cantina di casa dove il fratello di Mortimer, Teddy (che crede di essere Theodore Roosevelt), scava e ricopre di continuo nuove buche per occultare i cadaveri. Deciso a porre fine alla pazzia delle due zie e del fratello, Mortimer cerca di far internare Teddy in una casa di cura, ma i suoi piani vengono sconvolti dall’arrivo dell’altro fratello Jonathan, un efferato pluriomicida i cui lineamenti sono stati rovinati a seguito di numerosi interventi di chirurgia plastica subiti. Anche Jonathan, che è accompagnato dal suo fidato amico, il dottor Einstein, ha un cadavere di cui disfarsi e tenta di seppellirlo nella cantina, per poi eliminare anche il fratello Mortimer.Ormai credutosi l’ultimo erede di una famiglia di pazzi maniaci, Mortimer cerca di allontanare da sé Elaine per il timore di farle del male, ma poco prima della partenza di Teddy per la clinica, le due zie (che intendono seguire Teddy nella casa di cura) rivelano che in realtà Mortimer è il figlio illegittimo di una domestica che era andata a lavorare in casa Brewster poco prima che Mortimer nascesse.

Natale al basilico di Valerio di Piramo, 2017

Carla e Oreste sognano di passare le feste di Natale soli soletti come due novelli sposini,immaginando chissà quali sconvolgenti passioni… il fratello e la moglie dovrebbero trascorrere le feste fuori cas e niente sembrerebbe turbare il loro romantico intento. L’improvvisa venuta della suocera con evidenti problemi di salute legati alla perdita della memoria comincia ad innervosire Oreste ed il nervoso cresce in maniera esponenziale quando in casa arrivano altri due ospiti che definire “strani” è davvero riduttivo: il maltempo che impedisce le partenze, la prostata che non ne vuol sapere di fare il suo dovere, la suocera sempre più svanita ed inaffidabile, un intenso odore di basilico per casa, le valigie che non stanno ferme un attimo… tutti ingredienti necessari a fare di questa commedia un’irresistibile girandola di risate, che sfoceranno in un ulteriore e inaspettata sorpresa.

Bamboccioni (che noia il posto fissso) di Roberto d’Alessandro, 2019

Il sindaco, per dare una mano a introdursi nel mondo del lavoro e nel tessuto sociale a “giovani” laureati disoccupati che vivono ancora a casa con i genitori,mette a disposizione 30 appartamenti nella propria città. Succede così che iu 3 laureati di quarant’anni e passa”più passa che quaranta” nonché “geni” nelle materie di competenza, si trovano a vivere,loro malgrado,sotto lo stesso tetto mettendo in risalto la loro inadeguatezza alla quotidianità. L’unica cosa che il sindaco chiede in cambio a questi “giuovani laureati” è di impegnare qualche ora a settimana nei servizi sociali ed è proprio durante il tempo dedicato a ciò che i 3 conoscono Lucida (una prostituta per necessità) e Nevio (un barbone per vocazione) i quali finiscono per vivere, in maniera più o meno stabile, nella nuova dimora. Dal confronto tra le comprensibili difficoltà dei tre “Bamboccioni” e le drammatiche condizioni in cui sono costretti a vivere Lucida e Nevio, scaturisce non solo una ingenua comicità, ma anche una profonda riflessione sulle crepe della nostra società.

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