Arcoscenico

Associazione Culturale Teatrale

Anno di fondazione: 2015
Sede: Cava de’ Tirreni (SA)
Telefono:  3345989871 Luigi Sinacori (PRESIDENTE)
email: Luigi_sina@hotmail.it
Facebook:  https://www.facebook.com/labottegadellaribalta/
Generi rappresentati: Commedia, classici napoletani, testi inediti di L. Sinacori
Lingua: Napoletano, Italiano

 

L’A.C.T. Arcoscenico è un’associazione culturale che si pone come obiettivo principale la diffusione della cultura e dell’arte nelle sue più svariate forme. In particolare il gruppo “La Bottega della Ribalta” riveste la sezione teatro; si pone come gruppo aperto e pronto alle idee innovative che non rivestano sempre quelli che oggi sono ritenuti i canoni soliti, ma portando sempre al pubblico prodotti nuovi atti, appunto, a diffondere più svariati aspetti teatrali che troppo spesso non si ha la possibilità di approfondire. Gruppo formato per lo più da giovani, ma non solo, La Bottega della Ribalta è un progetto nuovo nel nome e familiare nelle conoscenze, essendo esso costituito da attori e soci non nuovi all’ambito e provenienti da diverse estrazioni in modo da poter sempre garantire una frizzante eterogeneità da portare con immenso piacere al pubblico.

DIRETTIVO ASSOCIAZIONE:
Luigi Sinacori: Presidente e Direttore Artistico
Laureato con lode presso l’Università degli Studi di Salerno al corso di Laurea Magistrale in Scienze dello Spettacolo e della produzione Multimediale, con una tesi in Questioni di Storia dello Spettacolo dal titolo: “Fra strategie registiche e manipolazioni drammaturgiche: Ancora sul Pulcinella di Eduardo”.
Cresciuto con la passione del teatro e delle arti visive in generale, si forma con un sostrato teorico e inseguendo il suo sogno universitario coronato con una Tesi Magistrale in Storia del Teatro su Eduardo De Filippo, indagando in particolare sul rapporto del drammaturgo napoletano con la tradizionale maschera di Pulcinella, tanto cara alla tradizione partenopea.
Il suo sogno di calcare palcoscenici, benché ancora amatoriali, nasce circa dieci anni orsono, come attore di un gruppo parrocchiale, poi diventato associazione autonoma.
Ha partecipato come tirocinante ad un progetto di teatro sociale con gli ospiti della casa di cura “Villa Alba”, realizzando il progetto della messa in scena dell’atto unico eduardiano “Gennariniello”.
Attualmente frequenta l’accademia di dizione e recitazione cavese del maestro Mimmo Venditti per affinare la sua tecnica recitativa; per quanto riguarda gli studi, prosegue la sua carriera universitaria con un secondo titolo magistrale in Storia e critica d’arte.
Nell’Associazione veste i ruoli di Presidente e di Direttore artistico della compagnia, dilettandosi anche, quando occorre, come autore di commedia comico-brillanti scritte ad hoc per il gruppo di artisti.

Gianluca Pisapia: Tesoriere
Laureando presso l’Università degli Studi di Salerno al corso di Laurea Triennale in Matematica, si avvicina al teatro grazie alla partecipazione al gruppo parrocchiale di S. Lorenzo e, inoltre, partecipa a vari progetti scolastici teatrali con il Prof. Franco Bruno Vitolo e il maestro Giuseppe Basta.
Inoltre, ha partecipato come attore al cortometraggio “Lola in punta d’ali”, con la regia di Luca Guardabascio e ad un progetto con gli ospiti della casa di cura ”Villa Alba”, portando in scena l’atto unico eduardiano “Gennariniello”.
Attualmente, oltre ad essere il primo attore della compagnia, occupa il delicato ruolo di tesoriere dell’Associazione.

Mariano Mastuccino: Segretario
Laureando presso l’Università degli Studi di Salerno al corso di Laurea Triennale DAVIMUS, attivista politico ed animo poliforme: scrittore, fotografo, attore e speaker radiofonico, ha fatto dell’arte una ragione di vita.
Come tutti i componenti del gruppo, nonostante la natura amatoriale del suo estro, è attivo, come detto pocanzi, su diversi fronti sia politici che artistici, arricchendo l’Associazione con la sua frizzante figura sempre pronta alla novità e aperta a nuove idee.
È stato anch’egli partecipe di vari progetti scolastici teatrali con il Prof. Franco Bruno Vitolo e col maestro Giuseppe Basta e ha, inoltre, contribuito a fondare un circolo culturale cavese dal pittoresco nome “I fiori del Vesuvio”.
Ricopre la carica di Segretario e di moderatore dell’Associazione.

Componenti gruppo teatro: Licia Castellano, Maria Fiungo, Anna Cortone D’amore, Antonella Mosca, Francesca Cretella, Federico Santucci.

TESTI RAPPRESENTATI:
– La gatta cenerentola (R. De Simone )
– Non ti pago! (E. De Filippo )
– La locanda di Emmaus (F. Baggio)
– Suicidio collettivo (P. De Filippo )
– Spacca il centesimo (P. De Filippo )
– Un’altra storia d’amore (F. Baggio)
– Non è vero ma ci credo (P. De Filippo)
– Questi fantasmi! (E. De Filippo)
– Canto di Natale (C. Dickens)
– Il settimo si riposò (S. Fayad )
– Teatro a pezzi (sketch rivisitati a tema dal gruppo)
– Paese Mio (A. Morgera)
– Gennariniello (E. De Filippo)
– Premiata Pasticceria Bellavista (V. Salemme)
– Serata cabaret (sketch rivisitati a tema dal gruppo)
– Un diavolo per capello (L. Sinacori)
– Un’eredità poco mancina (L. Sinacori)
– Il matrimonio… In bianco! (L. Sinacori)


L’intervista al Presidente

Luigi Sinacori, presidente dell’Associazione, si è laureato con lode presso l’Università degli Studi di Salerno al corso di Laurea Magistrale in Scienze dello Spettacolo e della produzione multimediale, con una Tesi Magistrale in Storia del Teatro su Eduardo De Filippo e i rifacimenti della maschera di Pulcinella. Ha partecipato ad un progetto di teatro sociale con gli ospiti della casa di cura “Villa Alba”, realizzando una messa in scena dell’atto unico eduardiano “Gennariniello”. Ha conseguito col massimo dei voti il diploma presso l’accademia di dizione e recitazione cavese del maestro Mimmo Venditti e ricopre i ruoli di Presidente e di Direttore artistico della sezione Teatro dell’Associazione Arcoscenico dilettandosi, quando occorre, come autore di testi scritti ad hoc per il gruppo.

Presidente, ci dica:

Qual è lo spirito che anima la Compagnia e per quali scopi è nata?
L’Associazione Arcoscenico, di cui fa parte la sezione teatro “La Bottega della Ribalta”, è nata ufficialmente nel 2015, ma il gruppo che l’ha fondata era già assieme, almeno in parte, da molto tempo. In un modo o nell’altro lo zoccolo duro del gruppo sta assieme da quasi diec’anni, ma ad un certo punto, coniugando anche i percorsi di studio affini di alcuni dei membri, abbiamo sentito la necessità di iniziare un percorso di crescita dandoci una struttura, un obiettivo: quello di creare un gruppo solido che sapesse non solo divertirsi a portare in scena classici del teatro tradizionale che amiamo profondamente, ma che lavorasse assieme a copioni inediti, diversificasse la proposta teatrale. C’ interessava non solo divertirci e divertire con le grandi commedie, ma metterci alla prova sui generi, imparare recitando, crescere scrivendo i testi da mettere in scena. E così, non senza difficoltà per far passare il messaggio a tutti i soci, è nato il progetto che oggi, piano piano, cresce ogni giorno di più.

Quali sono le maggiori difficoltà che dovete affrontare?
Premetto che non amiamo i pietismi. Ogni associazione ha le sue difficoltà generali date dalla situazione di crisi sociale e finanziaria, e difficoltà particolari, spesso generate dal sostrato culturale del proprio territorio. Per quanto ci riguardo la primissima difficoltà, quella più lampante, è il non avere nel nostro comune di appartenenza un teatro comunale. E’ una grave deficienza della nostra città, e ci costringe ogni volta a ricercare situazione alternative, sale teatrali anche accoglienti e super-dignitose, ma che non hanno tutti i crismi di un vero e proprio teatro. Non siamo campanilisti, ma alle volte avremmo voglia di poter presentare in anteprima nazionale un testo nella nostra città, soprattutto quando inedito e interamente scritto-diretto dai membri della compagnia, ma questo non è possibile. La mancanza di un teatro contribuisce a disabituare il cittadino medio dall’andare a teatro, e quindi la ricerca di un pubblico, che non si limiti ai propri amici e parenti, è spesso faticosa. Devo dire che spesso, da questo punto di vista, rimaniamo soddisfatti della risposta che i nostri concittadini danno ma, credetemi, è un vero lavoraccio.

In che modo, in base alla sua esperienza, queste difficoltà possono essere superate?
Per quanto ci riguarda l’avere tutti in testa lo stesso obiettivo è fondamentale. Nessuno di noi sale sul palco per mettersi in mostra di fronte a genitori, amici o coniugi. Sappiamo che il fine è dare vita ad un’opera d’arte unica ed originale, quindi farla conoscere a più persone possibile, soprattutto che non abbiano pregiudizi o interesse a compiacerci, è necessario, e l’impegno nella divulgazione è massimo. Non disdegniamo scendere in strada per volantinaggi in cui ci presentiamo ai passanti per pubblicizzare uno spettacolo, cerchiamo di rimanere in contatto con i rappresentanti dei media per utilizzare al meglio tv-radio-giornali, ricerchiamo il nostro pubblico coltivando il seguito sui social network, stringiamo rapporti con gli altri gruppi teatrali andando oltre le incomprensibili antipatie che la vulgata vuole serpeggino tra gli “attori” e gli “artisti” locali, e cerchiamo le più ampie collaborazioni sia nel settore pubblico che in quello privato.

Cosa sogna, un presidente, per la sua Associazione?
Probabilmente che non muoia mai; che il nome diventi conosciuto, la propria firma riconoscibile, e che tassello dopo tassello si raggiungano piccoli-grandi risultati che solo poco tempo prima sembravano insperati.


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