Quinta Scenica

Associazione Culturale – Compagnia Teatrale

Anno Fondazione: 2013
Sede: Castrolibero (Cosenza)
Cap: 87040
Indirizzo: Via Fausto Gullo, 19
Sala Prove: Sala delle Associazioni di Castrolibero; Centro di aggregazione giovanile all’Unical
email: quintascenica@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/QuintaScenica/?fref=ts
Youtube: https://www.youtube.com/user/QuintaScenica
Generi Rappresentati: Commedia
Lingua: Italiano, dialetto cosentino


Intervista al Presidente

Alessandro Chiappetta, 45 anni, giornalista professionista, sposato con due figli. Nato a Cosenza, si è avvicinato al teatro amatoriale da ragazzo grazie alle esperienze in parrocchia. Ha poi seguito corsi e stage condotti tra gli altri da Franco Monaco, Edoardo Erba, Peppino Mazzotta, Giancarlo Cauteruccio, Lindo Nudo, Roberto D’Alessandro. Nel 2008 ha conseguito la qualifica europea di “Operatore teatrale nel territorio calabrese”. Nel 2013 ha fondato la compagnia Quinta Scenica della quale è regista e attore. Nel 2005 ha pubblicato il romanzo “Il Migliore” (Klipper edizioni). È stato finalista nazionale dei concorsi per racconti Volo Rapido (2008) e Oceano di carta (2017).

Presidente, ci dica:

Qual è lo spirito che anima la Compagnia e per quali scopi è nata?
Lo spirito che anima la compagnia è legato alla passione che tutti noi abbiamo per il teatro. Una passione forte che ci spinge ad andare sempre avanti nonostante nella vita frenetica che tutti noi facciamo gli spazi per un’attività assolutamente amatoriale rischiano di ridursi sempre di più. Ma lo sapevamo fin dall’inizio e il nostro desiderio di essere veicolo culturale per noi stessi e poi, se ci riusciamo, anche per gli altri, riesce sempre ad avere il sopravvento. E l’amore per il teatro resta sempre travolgente e riuscire a diffonderlo e a contagiare nuovi amici resta la più grande delle soddisfazioni.

Quali sono le maggiori difficoltà che dovete affrontare?
Sarebbe facile rispondere che le maggiori difficoltà sono di tipo economico, ed è sicuramente vero. Ma quelle ancora più urgenti da risolvere, per piccole compagnie amatoriali, sarebbero di tipo strutturale. I teatri costano troppo per le risicate economie delle compagnie (che già fanno i salti mortali per pagare i service) e spesso sono difficili da trovare anche spazi per le prove.

In che modo, in base alla sua esperienza, queste difficoltà possono essere superate?
Deve intervenire il settore pubblico. Quando i sindaci riempiono di complimenti, dai palchi, le compagnie amatoriali devono piuttosto riconoscere, soprattutto nelle realtà più piccole, quella che è la vera attività culturale e di aggregazione che si fa nei quartieri per mesi e mesi. Lo spettacolo è solo la punta dell’iceberg. Invece sempre più spesso gli amministratori confondono l’attività di una compagnia con una semplice serata di spettacolo. Invece non è così, quello che rimane è anche quanto si riesce a produrre nel corso delle prove. Ecco perchè la presenza di una compagnia amatoriale è una ricchezza per un territorio, e i sindaci dovrebbero aprire e concedere gratuitamente l’utilizzo di sale, teatri, auditorium e spazi che spesso, invece, sono vuoti e destinati al non utilizzo.

Cosa sogna, un presidente, per la sua Associazione?
Di riuscire a essere punto di riferimento per il proprio territorio in termini culturali, di aggregazione e di crescita.


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