La Giuria

Fabio Cicolani, Bologna

Laureato in DAMS Cinema a Bologna, lavora come sceneggiatore, grafico 3D, editor e insegnante di scrittura creativa freelance nelle scuole elementari e medie. Tra il 2009 e il 2012 ha pubblicato per La Corte Editore la trilogia fantasy “Le Magie di Omnia” (2013). Per lo stesso editore nel 2013 esce “Il Bambino dei Draghi”.
Nel 2014 pubblica una nuova serie per bambini, “Monsters’ Park” sempre per La Corte Editore. Nel 2017 il ritorno allo Young Adult con lo Sci-Fi supereroistico “Millennials”. Alla stesura di nuovi romanzi, Fabio Cicolani affianca il progetto di scrittura creativa nelle scuole elementari e medie. Dall’inizio del progetto sono state pubblicate oltre 30 antologie con il logo Bravi Maestri, nato da un collettivo di scrittori che hanno fatto dell’avvicinamento di bambini e ragazzi alla scrittura e alla lettura, una vera e propria missione.

Antonio Di Nota, San Nicola La Strada (CE)

Nato a Napoli nel 1951, appassionato di teatro, inizia fin da ragazzino il suo percorso di attore che, pur avendo avuto diverse parentesi nel professionismo, è sempre rimasto profondamente amatoriale. Poeta, per lo più dialettale, con diversi riconoscimenti in campo nazionale, ha firmato diversi copioni teatrali; recentemente ha curato diverse regie teatrali, pur rivestendo anche il ruolo di attore. Di tanto in tanto si cimenta nel canto, altra sua passione.

Alessandro Di Virgilio, Poggio Moiano (RI)

Sceneggiatore di fumetti napoletano, vive e lavora in un paese della Sabina, collaborando con le principali case editrici del settore.
Ha vinto il Premio Giancarlo Siani con “E lui che mi sorride” (Ed. Round Robin), il Premio Santa Barbara nel mondo con “ThyssenKrupp – Morti Speciali SpA” (Ed. Becco Giallo) e il Premio Serravalle Noir con “L’amore malato”.

Salvatore Ladiana, Milano

Fondatore e Presidente Onorario dell’Associazione “TeatroInBolla”, è da oltre vent’anni nel mondo del Teatro. Formatosi presso la Scuola di Formazione in Teatroterapia di Milano, vanta esperienze nell’ambito del teatro sperimentale, teatro sociale e nel campo riabilitativo con progetti tenuti nelle carceri e nelle comunità di riabilitazione psichiatrica.

Rita Pasquetti, Rieti

Nata a Rieti, è docente di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico “C. Jucci” di Rieti. Da sempre interessata agli studi umanistici, ha collaborato alla organizzazione e gestione della Biblioteca di filologia classica “Benedetto Riposati”.
Ha pubblicato articoli sulla rivista quadrimestrale di cultura e studi sabini “Il Territorio” e sul suo supplemento “L’altra pagina”. Scrittrice di saggi di argomento letterario, ha pubblicato nel 2019 il testo “La voce della cicala” edito dalla casa editrice Amarganta, presentato a Liberi sulla carta 2019, fiera dell’editoria indipendente.

Pascale Saccone, Roma

Nata in Francia, apprezza da subito lo spirito leggero del teatro francese. Terminata la scuola di Mario Scaccia, partecipa a diversi stage, tra cui uno con G. Albertazzi e si specializza in teatro brillante. Attrice, regista, conduttrice radio tv Rai, scrive e realizza musical  su tematiche sociali che spaziano dal rispetto per ambiente ed animali, alle dipendenze, ai conflitti e alla tutela dei diritti umani. Numerosi i suoi laboratori di recitazione, rivolti anche a gruppi con varie difficoltà , tra cui il parkinson. Docente al master di giornalismo dell’università Luiss Guido Carli. Il fil rouge di tutta la sua attività è una attenta ricerca ed espressione della autenticità e carisma ,di ognuno, che troppo spesso sono da spolverare e riportare alla luce.

Fabio Sciarpelletti, Roma

Lavora presso una multinazionale di costruzioni. Ha curato, su Barbadillo.it, una rubrica intitolata “Storie d’Italia”, dove scriveva di cronaca nera e misteri irrisolti. Da autodidatta ha approfondito temi esoterici e tecniche crittografiche da cui ha trovato ispirazione per la sua prima opera. Nel 2013, ha pubblicato per Miso Editore il romanzo “L’orizzonte delle verità”, presentato in anteprima al Caffeina Festival di Viterbo. Nel 2017, ha pubblicato per David & Matthaus, la sua seconda opera, “In treno vicino a Dante”.
Nel 2020 è uscito per la Astroedizioni “Il Gene del Male”, prima tiratura terminata in meno di un mese.

Giovanna Vannini, Montespertoli (FI)

“Artigiana, attora e scrittora”, cosi le piace definirsi. Una qualifica di addetto all’assistenza di base, in procinto di essere conseguita, tanti gli anni passati tra i banchi di scuola come operatore teatrale, con l’intento di trasmettere, a piccoli e grandi, la magia del teatro.  Collabora con  Associazioni come Auser e Vivere in Libertà, con corsi di scrittura creativa, teatro e lettura espressiva, gestisce un suo blog di scrittura e da qualche tempo anche una pagina Facebook a quello legata.  Diversi sono i suoi racconti pubblicati in antologie. All’interno di centri diurni per anziani e RSA, conduce progetti di narrazione rivolti ai malati di alzheimer. Da un numero imprecisato di anni, fa parte della compagnia teatrale amatoriale La Bottega del Canovaccio di Empoli (FI)

Marina Vitolo, Roma

Nasce a Napoli nel 1969 e la chiamano Marina perché il suo papà voleva che portasse sempre con se il mare. Incontra il Teatro in parrocchia all’età di cinque anni e da allora non lo lascia più. Sogna di fare l’attrice e di entrare nella compagnia di Eduardo. Il primo contratto da professionista arriva all’età di 20 anni con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, con lo spettacolo “Sona Sona”, e si laurea in sociologia delle masse e delle Comunicazioni con (ovviamente) l’indirizzo dello spettacole tra una tournée e l’altra. Poi Novecento Napoletano con la Laurito, mastodontica macchina teatrale che per quattro anni la porta in giro per l’Italia eper il mondo.
Si trasferisce a Roma a 23 anni e comincia a lavorare anche un po’ nel doppiaggio poi, dopo una lunga tournée in Giappone, decide di sposarsi. Dopo 10 anni nei quali scrive ed insegna teatro, ricomincia in TV con Zelig che la porta, per vie traverse, alle “Bambine Cattive” di Giulia Ricciardi. Con lei, Barbara Foria, Alessandra Sarno e Bruno Cabrerizo va in scena con “Gli uomini preferiscono le tonte”, con la regia di Marco Simeoli con il quale fa altri due spettacoli.
Torna a Napoli ed al teatro napoletano solo per fare uno spettacolo con Federico Salvatore, breve parentesi della sua vita lavorativa che invece continua a riportarla fuori dalla sua città. Scrive ed interpreta uno spettacolo (“Giusto a metà”), autobiografico ed ironico sulla sua vita di donna divisa fra famiglia e teatro. Poi gli spettacoli con la regia di Sebastiano Rizzo al fianco di Raimondo Todaro e Gigi Miseferi e l’esperienza con Pietro Romano le restituiscono la consapevolezza di una femminilità nascosta sotto il suo essere “carattere comico-brillante”.