I Teatranti per passione

In questa sezione pubblichiamo, in ordine alfabetico per autore, i pensieri che i Teatranti per Passione ci hanno inviato insieme alle loro foto in costume di scena. Chiunque fra gli appassionati di Teatro che si segue voglia, può inviarci una sua foto (preferibilmente in costume di scena) e un pensiero personale sul nostro mondo, tramite una mail a ilteatroamatoriale@gmail.com.


Mariella Angeloni, Poggio Moiano (Rieti)

Per me il Teatro amatoriale è come un figlio: ci si innamora a prima vista, gli si sacrifica la propria vita e il proprio tempo, lo si accompagna durante la sua crescita; i suoi successi sono il tuo orgoglio e quando si pensa di essere troppo vecchi è in quel momento che si è più utili, perché si mette a sua completa disposizione la propria esperienza.


Mena Antonelli, Fondi (Latina)

Il Teatro è la libertà dell’immaginazione che corre sul sentiero dell’azione.

Il vero Amattore:
1) Tutto il suo tempo libero lo mette a disposizione del Teatro;
2) Non può fare a meno di tre cose: la famiglia, il lavoro e il Teatro amatoriale;
3) Ogni minuto trascorso sul palcoscenico è la sua linfa vitale;
4) Un amattore non resterà mai solo né tantomeno si annoierà;
5) Un amattore mette sempre a disposizione degli altri la propria esperienza;
6) Un amattore profuma… di Teatro!

Ju tiatr’ t’ fa ambazzì e t’ fa rinsavì! (Per gli italiani: Il Teatro rende savi i pazzi e pazzi i savi!)


Davide Bracale, Roma

La recitazione deve esprimere la potenza dell’evocazione, è solo lì che si apre al mistero. Essa è vera e autentica solo quando è eterea, aulica, così da esprimere la sua vicinanza all’Olimpo degli dei.


Giuseppe Braconi, Poggio Moiano (Rieti)

Per me fare Teatro significa uscire dalla vita reale e entrare in un’altra vita, altrettanto reale; è tornare ad avere 9 anni, quando se a carnevale mi vestivo da Zorro, diventavo Zorro.

Per fare Teatro amatoriale è indispensabile rivedere la propria scala delle priorità. Se per voi dopo la famiglia e il lavoro (o la scuola, che è uguale) vengono: le cene con gli amici, i compleanni dei cugini, le partite di pallone, le puntate di Beautiful, le gite sulla neve o qualsiasi “imprevisto” dell’ultimo minuto, lasciate perdere. Se anche una sola di queste cose viene prima del Teatro, il Teatro non fa per voi.


Monia Ceccarelli, Gavena di Cerreto Guidi (Firenze)

Ogni volta che salgo sul palco è una forte emozione che fa andare il cuore a mille. Mi diverte tantissimo interpretare un personaggio che non sono io. Ogni momento è emozionante.


Fabio Chiaro, Napoli – Bologna

Per me fare Teatro significa anche potermi guardare da fuori attraverso l’attore con cui interloquisco. Questo amplifica smisuratamente la conoscenza di me stesso.


Gianluca Ciotta, Licata (Agrigento)

Il teatro è una vitamina. Arte, memoria, gesti e fratellanza.

L’ ESPRESSIVITÀ DI UN ATTORE È IL VOLTO DEL PERSONAGGIO
È un gioco sottile dove il confine tra realtà e finzione viene mancare quando le due vite diventano una sola.
È un parallelo sottile e meraviglioso, ma difficile da trovare… Solo scendendo a compromessi tra la tua vita e il personaggio, in un spazio piccolo piccolo, potresti dare una voce a qualcosa che non esiste o che è fortemente esistita. È probabile.


Lello Daniele, Salerno

Si lavora per vivere, si fa Teatro per sentirsi vivi.

Preferisco il Teatro: lì, almeno, è chiaro che stai recitando.

Mi piace quest’attesa: l’imminenza dello spettacolo, le prove che si susseguono senza sosta, la tensione, l’adrenalina che sale, il copione ormai stropicciato che già conosci a memoria ma che ti porti sempre dietro per proteggerti dalla sensazione di non ricordare più nulla. E conti i giorni che ti separano dal palco, dal pubblico, da quell’applauso finale che ti regalerà gioia, soddisfazione e voglia di ricominciare di nuovo, ancora di più, ancora meglio.


Antonello Dattilo, Casoria (Napoli)

Io, tecnicamente, non so spiegare cosa sia il “Teatro”, ma conosco molto bene quel brivido che ti attraversa la schiena e quel senso di benessere quando si calcano quelle meravigliose tavole, da quando fai le prove fino al debutto, e penso che solo chi ama il Teatro può avvertire questa sensazione.


Alessandro De Stefano, Solfora (Avellino)

Fare Teatro è un privilegio dell’anima. Su di un palco è possibile incontrare le proprie ansie quotidiane e farle a pezzi… far proprio il divenire delle sensazioni che pervadono un personaggio… strappare dalle tavole del palco la sincronia dei gesti e dei movimenti, per usarli nel quotidiano d’ogni giorno. Il Teatro conferisce valore unico a quei pezzi di vita che altrimenti fuggirebbero nell’indifferenza.


Antonio di Nota, San Nicola La Strada (Caserta)

Le compagnie amatoriali sono spesso oggetto di feroci critiche da parte dei professionisti. Posso solo dire, io che da anni coltivo questa passione, che la sola molla che ci spinge a continuare è il grande amore per il Teatro e nulla, ma nulla da spartire con guadagni, introiti o aspirazioni future… e questo è un grande vantaggio per noi.


Barbara Fattori, Fucecchio (Firenze)

Amo il sacrificio delle prove, l’impegno dello studiare, il tempo perso ad immaginare quello che c’è al di là delle parole, delle espressioni, delle pause. Amo lo stomaco chiuso, i brividi, la tensione, il nervosismo, l’uggettina che ti porta a camminare ininterrottamente con il copione in mano. Amo l’odore dei mobili vecchi, del sipario polveroso, i rattoppi dei vecchi soprammobili, dei quadri. Amo tenere il pubblico in pugno, gli occhi che mi seguono, che capiscono chi rappresento appena dico la prima battuta. Amo i silenzi, gli applausi, i commenti, la presentazione finale, perché quell’inchino, preceduto dall’applauso solo per te, è quasi un prostrarsi, un ringraziamento profondo verso chi per due ore ti ha amato, detestato, rimproverato, deriso, compianto: ed è lì che capisci fino a che punto hai dato anima al tuo personaggio. Un amplesso che inizia con l’apertura del sipario, culmina in quell’applauso e sul più bello… chini il capo: la fine, la gioia, la soddisfazione, la fatica, la fame, il sonno, la voglia di rifarlo prima possibile, ancora meglio.


Francesco Ferro, Napoli

Il Teatro non è solo quello che si vede sul palcoscenico, è anche ciò che non si vede. Persone che si impegnano nella prearazione dello spettacolo e che si emozionano alla fine di esso, perché il successo è dovuto anche al loro contributo, piccolo o grande che sia.


Federico Mario Galli, Landriano (Pavia)

Il Teatro è quel luogo dove tutte le emozioni convergono. Alcune di esse sono volute dal copione, altre direttamente e inconsapevolmente dal cuore.

Il Teatro inteso come insieme di persone è qualcosa di veramente importante per le piccole e grandi comunità. All’interno di una compagnia gli attori si divertono, imparano e fanno qualcosa di bello per tutti. Il pubblico ha così l’opportunità di divertirsi nella propria comunità con attori che conosce. Ogni paese o città dovrebbe avere il proprio teatro dove far nascere e crescere piccoli gruppi, compagnie e associazioni per la comunità. Viva il Teatro e viva tutte quelle persone che lavorano per mantenerlo vivo!

Teatro non è far quello che si vuole, ma quello che si deve !


Michele Gallo, Boscotrecase (Napoli)

“Amatoriale” è solo un aggettivo col quale si individua chi non dispone di mezzi sufficienti come I professionisti, ma non attiene alla passione , quella vera, che contagia chiunque faccia questo tipo di Teatro. Fiero di essere un attore amatoriale da anni.


Rosario Gattuso, Vibo Valentia

Per me fare Teatro è ricerca, passione, arrabbiature, anima, cuore, organizzazione, litigi, fatica, risate, mail, applausi, sms, soddisfazione, telefonate, insonnia, cibo, whatsappate, amicizia… il nostro Teatro amatoriale è VITA!


Giuseppe Grande, Montepaone Lido (Catanzaro)

Il Teatro amatoriale ha la capacità di portare l’uomo comune a conoscere profondamente sé stesso, compresi i propri limiti e le proprie incertezze. Chi è così pazzo ma anche così saggio da calarsi in questo mondo, potrà respirare la stessa vita in una sola battuta, dalla prima parola all’affannato sudore che conquista l’applauso.


Salvatore Ladiana, Pioltello (Milano)

Il Teatro è una terapia. Ricercare il benessere individuale attraverso la mediazione teatrale può essere uno stimolo per chiunque.

Abbattendo il concetto di finzione teatrale si può arrivare alla definitiva consacrazione dell’essenza di noi stessi, dando vita al Teatro della Verità.


Giuseppe La Seta, Licata (Agrigento)

Differenze tra Teatro professionale e Teatro amatoriale? Il primo è fatto da professionisti che oggi lavorano per un regista e domani per un altro. Il secondo da persone comuni che creano scenografie, cercano musiche, montano scene e luci, recitano e poi smontano tutto. Ci mettono il cuore, ecco perché il loro si chiama Teatro amatoriale.


Sergio Lieto, Caserta

Il Teatro amatoriale è ricco di passione, vi regnano la semplicità e la familiarità, le persone si incontrano senza secondi fini; sono fiero, facendo Teatro, di donare un sorriso insieme ai miei amici.


Silvano Luca, Sant’Agata di Militello (Messina)

La prima volta che sono salito su un palcoscenico avevo appena nove anni, e dal quel momento non sono più sceso! Non solo, ma ogni volta è come se fosse la prima…l’adrenalina, la voglia di divertirsi ma soprattutto di divertire, di riflettere ma anche di far riflettere, di emozionarsi ma anche di emozionare. In quei momenti non sei “tu” ma stai dando vita a quel personaggio che con fatica, prove, sacrifici e sudore cerchi di cucire addosso a te stesso. E questo accade ogni volta che ci cimentiamo con un testo nuovo, come se si trattasse di una vera e propria sfida il cui esito finale è sempre una sana , sincera ed abbondante risata! Il teatro è passione, è amore, è quel momento in cui decidi di evadere da te stesso per entrare a far parte di quell’universo quasi parallelo al reale. “benvenuti a teatro, dove tutto è finto….ma niente è falso.”


Diamante Martone, Napoli

Per fare Teatro ci vogliono amore, sacrificio e impegno. Non deve essere un modo per riempire i giorni vuoti in cui non si trova altro da fare.

Il Teatro è un cerchio magico. La cultura é un bene primario. Viviamo insieme queste grandi emozioni! Grazie a tutti quelli che ci sostengono con amore!

Non è il grande palcoscenico che fa l’attore; un vero attore lo si riconosce anche se recita su una botte.


Roberto Mascia, Napoli

Di solito la parola “amatoriale” viene usata come dispregiativo ma, se si guarda dalla giusta prospettiva, significa “fatto da amanti del Teatro”.


Paolo Mellucci, Roma

Le compagnie amatoriali sono da sempre considerate di “serie B”. Mentre noi sappiamo di saper fare teatro e molto spesso di farlo alla stessa stregua dei professionisti se non meglio. Il nostro teatro è quello che per primo avvicina il pubblico all’arte dello spettacolo dal vivo. E quindi la nostra arte rappresenta un volano necessario affinché il pubblico possa riavvicinarsi al teatro.


Gerry Moio, Fasano (Brindisi)

Fare Teatro amatoriale significa, dopo una giornata di lavoro o di studio, rinunciare ad uscire la sera per andare alle prove. Ma nessuna, tra tutte le rinunce, è più piacevole di questa.


Lorenzo Moscatelli, Gavena di Cerreto Guidi (Firenze)

Ogni volta che salgo sul palco, in quell’attimo prima di entrare, che so che toccherà a me, ecco, lì con l’adrenalina a 2000 provo quell’emozione che non si può spiegare: questo ti dà il Teatro.


Italo Papini, Chiesina Uzzanese (Pistoia)

Non sappiamo se davvero facciamo teatro. Noi vogliamo condividere un gioco con le persone, senza la distanza di un palco. E’ fare teatro? Non è importante se si gioca con il cuore.


Vincenzo Parisi, Rieti

Dal Teatro amatoriale possono venire insegnamenti infiniti, primo fra tutti lo spirito di gruppo, poi il fare per avere voglia di fare. Faccio teatro con lo spirito di chi lo fa per la sola voglia di farlo.


Francesco Passafaro, Catanzaro

Per me fare Teatro significa non recitare! Significa vivere appieno tutte le emozioni del mondo… significa giocare, come spesso non si fa più, significa essere e non diventare. Significa vivere ogni volta due ore fuori dal mondo.


Gianmarco Passantino, Taranto

Il Teatro amatoriale, per chi lo vede dall’interno come me, è davvero una bella passione! Le emozioni che si vivono nella preparazione di uno spettacolo nonché nel giorno del debutto sono uniche . Tuttavia credo che in molte città, in particolare la mia, le Istituzioni dovrebbero valorizzare maggiormente e quindi investire di più nel Teatro amatoriale, perché noi, attraverso il nostro lavoro gratuito, contribuiamo alla crescita culturale della nostra cittadinanza.


Gabriele Perrini, Castelbuono (Palermo)

Il mondo di oggi è pervaso da una miriade di problemi che attanagliano l’umanità e il Teatro amatoriale è, e rimarrà per sempre, l’unica ancora di salvataggio. Lo spettatore vivrà un paio d’ore all’insegna della spensieratezza mentre un componente della Compagnia avrà sempre una “grande famiglia” a suo fianco!


Franco Polito, Vibo Valentia

Per me fare teatro significa fare Il possibile e l’impossibile per regalare gioie e sorrisi, chiedendo in cambio solo un battito di mani.


Maria Adele Popolo, Nova Siri Marina (Matera)

Spesso il teatro amatoriale è identificato come quel teatro fatto alla buona, terra terra, ridanciano, volgar-dialettale e privo di contenuto e di insegnamento. Per questo chi va a assistere uno spettacolo amatoriale ci va con la convinzione che più fa ridere, più è volgare e meglio è. Noi amatoriali dovremmo abbattere queste convinzioni, sfatare questa credenza. Il teatro amatoriale dovrebbe essere essenzialmente fatto di passione, di desiderio di sapere e di ricerca. Dovrebbe essere fonte di ispirazione e di conoscenza, dovrebbe formare giovani e meno giovani alla cultura teatrale. Quindi evitiamo di contare le repliche e cerchiamo di contare quanto abbiamo imparato e quanto insegnato.


Rosaria Prencipe, Foggia

Per me fare Teatro è vita! Quando entro in Associazione tutti i pensieri negativi si cancellano, perché in una piccola città come la mia costituisce un’alternativa alla solita pizza. I nostri assessori dovrebbero dare più valore alle associazioni che animano le città a costo zero per le amministrazioni.


Piero Procopio, Catanzaro

Fare Teatro è come inseguire un sogno: chi insegue un sogno non è un fallito, poiché chi sogna non fallisce mai.


Orlando Rea, Napoli

Per me fare Teatro amatoriale è dare materia a un sogno, in cui la passione e il sacrificio sono la massima esponenza di un lavoro eseguito con dedizione dando agonia alla presunzione.


Alfonso Rubini, Capaccio (Salerno)

Perché l’amatoriale è quello che ama veramente il Teatro, è quella persona che si sacrifica, si ammazza di lavoro,monta le scene, recita, smonta le scene e torna al suo luogo di residenza, magari dopo aver mangiato solo una pizza o un panino.


Carmen Ruggiero, Napoli

Per me fare Teatro significa avere la possibilità di emozionarmi… emozionando!


Virgilio Scafati, Roma

Scuola di vita, quasi psicoterapia. Ti insegna molto, ad esempio a fare miracoli con pochissimi soldi, a coinvolgere un manipoli di attori prima e un folto pubblico poi. Fatica, sudore, impegno, arrabbiature, lacrime, per un applauso o un bravo.


Mario Sei, Catanzaro

A proposito di Teatro: non si piange e non si ride in italiano o in dialetto; si piange e si ride e basta.


Raffaele Tancredi, Napoli

Bello o’ Teatro!
Puo’ vivere a vita e n’ato, tanto o sì bbuono o malamente, nun avé paura ca nisciuno te fa niente.
O’ Teatro è ammore, passione e tutto chell ca te passa p’a cervella, ma a cosa cchiù bella è quanno s’arape o’ sipario e te va o core pell’aria!


Valeria Vinciguerra, Casoria (Napoli)

Il Teatro è casa, ma in uno spazio che non conosci, ove le persone che incontri diventano poi la tua “famiglia”. Ascolti i silenzi, hai le giuste pause e digerisci parole, gente che entra, gente che esce là dove smetti di indossare il tuo abito ma indossi quello di un altro… quello

più comodo.


Angela Vitale, Sant’Egidio del Monte Albino (Salerno)

Una compagnia di teatro amatoriale è un gruppo di persone che scelgono di vivere insieme momenti e spazi di realtà nella grande recita quotidiana.


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