Stefano Palmucci

Si è è formato presso il Piccolo Teatro “Arnaldo Martelli”, la Filodrammatica della Repubblica di San Marino, sotto la direzione di Elda Bardelli.
Sie è avvicinato alla scrittura dagli anni 2000, inizialmente per gli allestimenti in occasione della Festa nazionale della Repubblica di San Marino del 5 febbraio, di fronte ai Capitani Reggenti e alle più alte cariche istituzionali dello Stato.
Dal 2010 ha cominciato ad esportare i suoi lavori, dapprima in ambito regionale, poi un po’ in tutta Italia.
La sua prima commedia, “Il cuore sullo Stradone”, è stata proposta negli USA, a Detroit, per la comunità dei Sammarinesi del Michigan nel 2002. Nel dicembre 2014 la commedia “Che bel mestiere fare il giardiniere” è stata rappresentata presso l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. “La badante” è stata rappresentata nel Canton Ticino, in Svizzera, nella stagione 2015-16.
Vari allestimenti dei suoi lavori hanno vinto numerosi premi. Da menzionare, tra gli altri, il Premio Autore alla Xa Rassegna “Fausto da Longiano” nel 2011, il I° classificato all’VIIIa edizione del Premio biennale per testi teatrali Città di Savignano, nel 2013, il Premio Miglior Testo alla Rassegna “Un teatar par tott” di Fognano (RA) nel 2017. “Apparenze”, già finalista al premio “In punta di penna” di Castiglione di Sotto (PI), ha vinto il Premio Letterario Nazionale Umberto Bozzini – Città di Lucera nel giugno 2016, 1° Classificato nella sezione Teatro. Il primo quadro di “Apparenze” è stato pubblicato sulla rivista teatrale on-line “Perlascena” e rappresentato dal Gruppo GNuT di Roma, con il quale ha vinto la IIa Edizione del Concorso per corti teatrali “Diversamente stabili” presso il Teatro Abarico di Roma.
Dal 2010 è iscritto alla SIAE. Il sito Wikipedia, sotto la voce “Lingua romagnola”, lo cita come uno dei più quotati autori viventi di teatro romagnolo.


Posizione SIAE: 201804
Generi: Commedia
Dialetto utilizzato: Romagnolo (Emilia-Romagna)
Copioni anche in italiano: Sì
Indirizzo: Strada La Creta, 31, Falciano, 47891 Repubblica di San Marino
Telefono: 3382015713
email: spalmucci@omniway.sm
Sito: www.stefanopalmucci.com
Facebook: https://www.facebook.com/stefano.palmucci.5


Le sue risposte alle nostre 4 domande:

QUANDO HA COMINCIATO A SCRIVERE PER IL TEATRO E QUALE È STATA LA MOLLA CHE L’HA SPINTA A FARLO?
Io nasco anzitutto come attore, ho mosso i primi passi sul palcoscenico nella Filodrammatica di San Marino, sotto la direzione di Elda Bardelli. Poi dopo aver tanto letto e studiato i testi altrui, ho sentito l’esigenza di esprimere tutte quelle esperienze che forse, inconsciamente, avevo immagazzinato.

COME NASCE UN TESTO TEATRALE?
A me piace molto la metafora già proposta da Stephen King nel suo “On writing”, dove dice che trovare un nuovo soggetto è un po’ come cercare lo scheletro di un dinosauro in un campo di sassi. Ogni spuntone di roccia potrebbe essere l’agognato scheletro, così cominci a scartare quelli che sicuramente sono sassi, ti concentri su quelli più promettenti e cominci a scavare intorno a quelli. La maggior parte delle volte ti accorgi che sono sassi dopo aver scavato un po’, altre volte devi scavare più a fondo, fino a quando scavando e scavando scopri di esserti imbattuto in un nuovo scheletro. Quindi completi lo scavo, estrai lo scheletro e poi cominci a lavorare di pennello per rifinire.

LE SUCCEDE MAI CHE UN SUO TESTO VENGA INTERPRETATO DAL REGISTA IN UN MODO CHE LEI NON AVEVA NEANCHE CONSIDERATO?
Devo dire che, ahimé, è sempre più raro trovare registi che sappiano interpretare con la dovuta sensibilità un testo. O forse lo sanno interpretare ma non riescono o non possono trasmetterlo ai proprio attori, ricordiamoci che stiamo parlando di teatro amatoriale. Devo dire che ci sono state alcune esperienze, rarissime ma accadute, in cui un regista abbia interpretato una scena ancora meglio di come l’avevo pensata io. Mi auguro di trovarne altri.

COSA PENSA DELLE COMPAGNIE AMATORIALI CHE METTONO IN SCENA I SUOI LAVORI?
Le compagnie amatoriale che mettono in scena i miei lavori sono le più disparate e variegate. Si va dalla Compagnia strutturata a livelli di produzione egregi, al gruppo di buontemponi che decidono in maniera estemporanea di mettersi a recitare. Devo dire che per me la soddisfazione è la stessa: in ogni caso si tratta di persone amanti del teatro che hanno scelto il mio testo e non quello di altri!


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I COPIONI SONO DISPONIBILI SU http://www.stefanopalmucci.com/commedie/

IL CUORE SULLO STRADONE
2 atti più epilogo
Personaggi: 3 F e 6 M
Marino e Leo Baldoni sono due fratelli che vivono con le famiglie a New York la loro struggente condizione di emigrati, quando un sacco di droga viene misteriosamente recapitato a Leo. E’ l’eredita di un boss mafioso, cui aveva per caso salvato la vita un anno prima. Il fratello del boss, divenuto capo-famiglia, ne tenta il recupero, ma viene scambiato per il direttore della moglie di Marino, con annessi equivoci e malintesi a non finire. La pochade comica si innesta su un tema estremamente serio quale quello della condizione di emigrato, che rimane sullo sfondo fino ad emergere prepotentemente in un finale dal sapore amaro.


LA FIRA DE BORGH
3 atti più epilogo
Personaggi: 7 M e 5 F
In una movimentata giornata di metà anni ’50, gli esilaranti gestori della mitica locanda “Fontana” di Borgo Maggiore, attendono con ansia il delegato della Guida Michelin per la valutazione. Il delegato viaggia però in incognito, per cui ogni strampalato avventore potrebbe essere l’atteso commissario. Gli ignari clienti si vedranno quindi trattati dapprima con servile ed untuosa deferenza, salvo poi essere liquidati con sbrigativa scortesia quando si scopre veramente ciò che in realtà non sono.


CHE BEL MESTIERE FARE IL GIARDINIERE
2 atti
Personaggi: 4 M e 4 F
Sergio Stambazzi, impiegato pubblico di 7° livello, organizza nell’appartamento della madre, vedova ipocondriaca in vacanza con la Federazione Pensionati, un incontro galeotto tra il proprio Capoufficio e l’amante, sperando che ciò possa favorire una sua promozione. Non sa, Sergio, che anche la sorella Carla ha deciso di approfittare dell’appartamento medesimo per un incontro, anche questo galeotto, con il proprio amante, il giardiniere di mamma. Il marito scopre la tresca e vi si precipita; intanto la mamma, a causa di un mal di testa, decide di non partire più, ed anche la badante russa, che doveva raggiungere la propria famiglia per qualche giorno, si trattiene a causa di uno sciopero degli aerei. Nonostante l’imprevisto sovraffollamento, Sergio tenta ugualmente di condurre a buon fine l’incontro del proprio capo ufficio, in un crescendo di sotterfugi, espedienti ed equivoci d’ogni genere. Ma dopo aver profuso ogni sforzo e speso ogni energia, scoprirà, suo malgrado, di avere malamente riposte le proprie speranze e che alla fine dei conti il più bel mestiere resta sempre quello del giardiniere.


IL DIAVOLO LI FA E POI LI ACCOPPIA
3 atti
Personaggi: 7 M e 4 F
Un simpatico demonio in sembianze umane balza un giorno dagli inferi su questo mondo per proporre a Giovanni Darloni, ruspante imprenditore romagnolo, di comprargli l’anima, promettendo in cambio di esaudire i suoi tre più grandi desideri. Incredulo e infastidito dal sedicente diavolo, Giovanni lo liquida in fretta, sparando a caso tre desideri impossibili. Lo scetticismo di Giovanni si incrina però di fronte al progressivo e sinistro concretizzarsi dei desideri espressi. Spalleggiato dal fido commercialista Fighini, Giovanni decide allora di rivolgersi ad un investigatore privato per chiedergli di indagare sulla vicenda, che però s’ingarbuglia ulteriormente. L’investigatore, infatti, pur rivelandosi maldestro e imbranato, riesce comicamente a portare a termine la missione, sentenziando l’assoluta veridicità della demoniaca identità. Messo di fronte all’elevatissimo prezzo da pagare, Giovanni si farà quindi sempre più coinvolgere in un’esilarante spirale di avidità e spassosa bramosia che lo porterà sull’orlo della perdizione. In un finale tutto a sorpresa, Giovanni riuscirà a liberarsi brillantemente dalle demoniache lusinghe dell’Avidità, per riscoprire che le cose veramente importanti nella vita sono in fondo le più semplici e le più genuine.


UNA FIGLIA DA MARITARE
3 atti
Personaggi: 6 M e 4 F
Cosa spinge la bella Agnese Farloni, virtuosa e contesissima figlia di Sebastiano e Lucia, a scegliere per marito Pancrazio, goffo ed imbranato figlio della vedova Persigatti? La madre di Pancrazio, Emma, non può che compiacersi della scelta, non scorgendo le ben evidenti magagne di bellezza e comprendonio del figlio. Ma alcuni segnali non possono non lasciarla perplessa, in particolare la nascita del nipote, troppo prematura e senza alcuna somiglianza tra padre e figlio. Neppure pare un matrimonio di interesse, poiché la bella Agnese aveva a disposizione ben altri pretendenti, altrettanto facoltosi ed assai più attraenti e perspicaci. La vedova Persigatti decide discretamente di indagare ipotizzando che dietro la strana scelta della giovine si celi in realtà un segreto inconfessabile. L’indagine coinvolge una miriade di spassosi e balzani personaggi: il dott. Fiaschetta, in avanzato alzheimer e ubriacone indefesso; don Sisto, prete manesco ed severissimo; Toni il contadino, dalle scarpe grosse ed il cervello troppo fino; Mariola la comare ed il galante cavalier Tremonti.


LA BADANTE
3 atti
Personaggi: 7 M e 5 F
Una famiglia composta di due fratelli e le rispettive mogli si trova alle prese con l’assurda impuntatura del padre ultrasettantenne, deciso come un pompiere a sposare la propria badante. Considerato che ogni tentativo di dissuasione, sia esplicito che perpetrato con vari imbrogli da parte dei figli, non produce effetto alcuno, la diatriba giunge alfine in tribunale. Con l’aiuto di uno strampalato avvocato e di fronte ad un curioso magistrato, i figli tentano di assumere la tutela – soprattutto patrimoniale – del padre, che invece dimostra di avere scarpe grosse, ma cervello ben fino. Un inconsueto colpo di scena rovescia però gli scenari e mostra la vera natura – non sempre edificante – dei vari personaggi protagonisti.


IL DIRETTORE DELLE SCUOLE
3 atti
Personaggi: 6 M e 4 F
Un maestrino di campagna pio e riservato si vede proporre dal direttore generale delle scuole in procinto di andare in pensione, di prendere il proprio posto. Per farlo, dovrebbe però superare lo scrupoloso e severissimo esame della Commissione per gli studi, composta dal Deputato alla Pubblica Istruzione, dal Priore conventuale e da una contessa benefattrice. L’esame verte a titolo pressoché esclusivo sull’assoluta integrità morale e la perfetta condotta privata del buon maestro, che avrebbero dovuto rivelarsi limpide ed indefesse, per superare la rigorosa valutazione. Il maestrino deve quindi cercare di nascondere, o perlomeno limitare, le numerose magagne che si presentano puntuali come ad un convegno, in occasione del sospirato esame. Tra queste, la rusticità della moglie, la pedanteria della madre, la spudoratezza di una spasimante, l’inettitudine dei due scalcinati bidelli, raccattati all’ultimo momento e fatti passare per improbabili domestici. A cavare le castagne dal fuoco, in un crescendo di sotterfugi, espedienti ed equivoci d’ogni genere, penserà la risorsa più nascosta e insospettabile del buon maestro.


A RUBAR POCO SI VA IN GALERA
3 atti
Personaggi: 7 M e 4 F
Due sfortunati frontalieri, licenziati da oltre un anno e senza alcuna prospettiva di lavoro onesto, decidono di saltare il fosso e darsi alla delinquenza: individuata l’abitazione di un piccolo imprenditore, vi progettano un furto. Ma l’incompetenza e la goffa inettitudine dei due improvvisati malviventi emergono in maniera sempre più comica ed esilarante di fronte alle avversità della malasorte che li perseguita. Scoperti dalle vittime, i due tentano comunque di portare a termine il colpo, impegnandosi a celare la propria criminosa identità di fronte all’insolito e vorticoso andirivieni notturno di eccentrici familiari, strampalati vicini e persino di un paio di poliziotti particolarmente solerti e perspicaci. Il finale a sorpresa, pur mandando a monte il progettato furto, lascia emergere lo storico e congenito spirito di accoglienza e solidarietà sammarinesi che permette comunque ai due maldestri amici di intravedere un barlume di ottimistica speranza per il loro futuro.


TOL IN TE SACH, GIULIO
3 atti più epilogo
Personaggi: 12 M e 5 F
Una divertente rivisitazione dell’invasione del Cardinale Giulio Alberoni, avvenuta nel 1739: una fedele rappresentazione, naturalmente in chiave brillante, dello svolgersi degli avvenimenti in quei cruciali undici giorni di permanenza del Cardinale Giulio Alberoni nel territorio della Repubblica e della partita a scacchi, fatta di astute mosse diplomatiche ma anche di ricorso alla forza, che egli giocò con il Governo sammarinese. Come noto, la partita si risolse a favore della Repubblica, ma non dopo poche tribolazioni e momenti di estrema tensione. Con una ricostruzione storica rigorosa e una sceneggiatura inventata ma comunque verosimile, si scoprono inaspettate analogie con l’attualità.


AGENZIA MATRIMONIALE (moglie e buoi dei paesi tuoi, amanti e badanti di paesi distanti)
3 atti
Personaggi: 6 M e 6 F
Le peripezie di due fratelli, uno single e uno sposato, che si rivolgono alla medesima agenzia matrimoniale per trovare, l’uno, una moglie, l’altro la badante per la eccessiva e petulante suocera. Il fatto che, naturalmente, l’agenzia invii l’aspirante sposina al fratello maritato, e l’aspirante badante al fratello single, scatenerà una serie infinita di bugie e fraintendimenti, anche perché il fratello maritato si guarderà bene dal chiarire l’equivoco e disdegnare le attenzioni dell’attraente ragazza. Un’occasione per riflettere, divertendosi, sui repentini cambiamenti che ci sono stati nelle tecniche di approccio tra i sessi nelle ultime tre generazioni.


A CAVAL D’UN ASINO
2 atti
Personaggi: 4 M e 3 F
Due coppie di amici che si tradiscono a vicenda ciascuno con il partner dell’altro, si trovano bloccati da una improvvisa e copiosa nevicata nella casa di campagna di proprietà dello zio prete di uno dei protagonisti. Assieme a loro giunge un servizievole poliziotto e successivamente anche lo zio prete, accompagnato dalla propria invadente e petulante perpetua. Nel corso della forzata e comica convivenza verrà alla luce il doppio tradimento e ciascuno dei protagonisti scoprirà in che misura sia disposto a tollerare che il proprio vizio sia praticato anche dal proprio partner.


APPARENZE (5 pezzi facili per il teatro)
5 quadri
Personaggi: 5 M e 3 F (min.)
Oggi è sempre più difficile saper distinguere ciò che è da ciò che sembra, e viceversa, in ogni campo del vivere quotidiano. Il teatro può sintetizzare questa percezione mostrando come alle volte un velocissimo colpo di scena possa modificare drasticamente la prospettiva dello spettatore e confutare in un attimo quelle che prima erano considerate apodittiche certezze. L’autore si diverte a spiazzare il pubblico con questo sottile filo conduttore che lega tra loro i cinque quadri.


SI FA PER DIRE… (US DISG DAL VOLTI…)
3 atti
Personaggi: 5 M e 4 F
Focus sulla famiglia e i suoi cortocircuiti, in questi nostri tempi dissennati e caotici. La vicenda che vede coinvolto il povero capo famiglia Giacomo Tarloni, diventa quindi emblematica. Una vicenda normale (che di normale non ha nulla) durante un giorno qualsiasi (che non lo è affatto) in una famiglia ordinaria (che meno non potrebbe). Nello stesso giorno, il nostro Giacomo vedrà intrecciarsi le vicende dei propri familiari: una moglie che decide di rivelargli la propria infedeltà e l’intenzione di presentargli l’uomo che la condurrà via con sé, la figlia che porta a casa il fidanzato, figlio di un suo ex amico col quale ha rotto ogni rapporto venti anni prima, il vecchio padre sempre più irascibile e arteriosclerotico, un cugino superbo e vanesio, simpatico quanto un gatto aggrappato … addosso. Ciliegina sulla torta, sarà la visita di un paio di feroci agenti di polizia tributaria, sguinzagliate a dovere sulle tracce di evasori fiscali. Al nostro Giacomo non resterà che arrendersi di fronte alla ineluttabilità degli eventi che si intrecceranno tra loro in una girandola di esilaranti equivoci. Ma proprio questa inaspettata arrendevolezza lascerà sconcertati gli antagonisti, al punto di risultare, alla fine, la più irresistibile delle armi.


SCUSI, VUOL SPOSARE MIO MARITO?
2 atti
Personaggi: 6 M e 4 F
Guido, genuino insegnante alle scuole serali, si innamora ricambiato di Sara, una sua studentessa. In cinque giorni convocano prete e testimoni e organizzano il matrimonio. Guido ha però dimenticato di informare Sara di un piccolo particolare, e cioè che lui è già sposato e che il divorzio dalla moglie Angela non è ancora intervenuto. Angela capita a casa di Guido proprio nell’imminenza della cerimonia, dove convergono altresì testimoni e genitori della sposa. In un crescendo di equivoci e colpi di scena, la vicenda si dipana su ritmi brillanti e moderni, senza mai perdere un colpo fino allo scoppiettante finale. Un’occasione per riflettere, divertendosi, sulla fragilità dell’istituzione matrimoniale nella società odierna.


TRE COZZE PER IL MANDRILLO
2 atti
Personaggi: 3 M e 4 F
Il tranquillo tran-tran di un ameno Comando dei Carabinieri è turbato dall’avvento in Città di un maniaco seriale, che penetra negli appartamenti per assalire e violentare F sole. Urge il ricorso ad agenti civetta, sapientemente collocate in zone strategiche della Città, ad attendere l’assalto del bruto per scaltramente catturarlo. Ma le valorose volontarie di cui dispone il Comando non sono proprio perle di fascino e bellezza (anzi!), per cui il maniaco continua imperterrito le proprie turpi aggressioni, disdegnando sistematicamente le tre civette. Il malumore serpeggia, anche perché, sinceramente, le tre agenti avevano cominciato a farci un pensierino. Riusciranno comunque l’acuto Maresciallo Otelli e il suo perspicace Vice, Appuntato Brighetti, a risolvere il caso?


Novità: BUGIE FUORI CORSO
2 atti
Personaggi: 4M, 4F
Una galleria di grotteschi e strampalati personaggi ruota attorno alla vita di Gilberto Treccani, perenne studente fuori corso e in crisi esistenziale: il coinquilino Davide, indolente e un po’ cialtrone, l’adorata ragazza Laura, due vecchi zii che lo mantengono, la feroce padrona di casa, l’amico Fabio e un’eccentrica professoressa. Nonostante il lungo viaggio di Gilberto in Australia, questi personaggi restano indissolubilmente legati tra loro da una miscela esplosiva di bugie, raggiri e imbrogli congegnata da uno di essi per approfittare illecitamente della provvida trasferta. La miscela crescerà in maniera esponenziale fino a diventare talmente deflagrante da travolgere, per primo, l’impudente approfittatore.


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