Giuseppe Braconi

Nasce a Roma nel 1963 ma vive da sempre a Poggio Moiano, in provincia di Rieti. Fa il poliziotto per vivere e il Teatro per amore.
Ha iniziato ha scrivere per il teatro dai tempi del liceo, iniziando con una commedia in strettissimo dialetto poggiomoianese ispirata alle poesie di Giuseppe Coccia, detto Pecione, poeta dialettale poggiomoianese degli anni 20/30 del secolo scorso: SIGNORE TE RENGRAZIO, due atti struggenti sulla vita delle persone poverissime nel primo dopoguerra. Dopo aver contribuito alla fondazione della compagnia Vicolo Primo di Poggio Moiano ne diventa l’autore principale scrivendo e portando in scena molte altre opere teatrali, sia in dialetto sabino che in lingua, rappresentate, oltre che dalla Compagnia Vicolo Primo, dalla Compagnia La Torre di Scandriglia (RI), di cui è stato per diversi anni Direttore Artistico, e da Il Palco e la Torre di Torricella Sabina (RI).
Sul suo sito http://www.giuseppebraconitesti.it/ tutte le opere, scaricabili gratuitamente.

 


Posizione SIAE: 114336
Generi: Commedia
Dialetto utilizzato: Sabino (Lazio)
Copioni anche in italiano: Sì
email: giuseppebraconi@libero.it
Sito: http://www.giuseppebraconitesti.it/
Facebook: https://www.facebook.com/icopionidibraconi/?fref=nf


Le sue risposte alle nostre 4 domande

QUANDO HA COMINCIATO A SCRIVERE PER IL TEATRO E QUALE È STATA LA MOLLA CHE L’HA SPINTA A FARLO?
Ai tempi del liceo, credo addirittura in quarto ginnasio. C’erano due gemelli, in classe con me, e allora ho cominciato a immaginare gli equivoci che sarebbero sorti in situazioni particolari, con due persone pressoché identiche. Solo che non li immaginavo come una storia raccontata a parole, ma come un susseguirsi di scene che vedevo nascere, come le vedrebbe uno spettatore.
Non so dire di preciso cosa mi abbia spinto. So che è successo, e questo mi basta.

COME NASCE UN TESTO TEATRALE?
Un testo teatrale, per me, nasce sempre da una domanda: “Che succederebbe, se…?” e da lì parte tutto. A volte lo spunto viene da un ricordo, o da un’immagine, o da una parola ascoltata per caso in un momento particolare, o da un volto sconosciuto che per qualche motivo mi colpisce. Da quel momento in poi, la storia si scrive da sola: io mi limito a “batterla a macchina”. Qualche volta ho provato ad indirizzare la vicenda secondo uno schema, a far parlare i personaggi in base a un carattere che avevo deciso io, ma non c’è mai stato verso: la storia sa già come deve andare, i personaggi lo decidono loro come essere, cosa dire e come agire, e se cerco di forzare possono verificarsi due ipotesi: la storia abortisce, non funziona, muore ancor prima di essere completata; oppure vede la luce, nasce dopo un parto travagliatissimo, ma gravemente handicappata.

LE SUCCEDE MAI CHE UN SUO TESTO VENGA INTERPRETATO DAL REGISTA IN UN MODO CHE LEI NON AVEVA NEANCHE CONSIDERATO?
Altroché! All’inizio mi incazzavo come una iena, ogni volta era una discussione. Poi ho capito che se un regista individua una particolare chiave di lettura che a me non era venuta in mente e che stravolge a volte quella che avevo dato io (la chiamiamo “chiave di scrittura”?) la colpa non è la sua, del regista. È colpa della storia, che fa sempre come gli pare.
E poi sono regista anch’io, e quindi…

COSA PENSA DELLE COMPAGNIE AMATORIALI CHE METTONO IN SCENA I SUOI LAVORI?
Che sono una vera manna per gli autori. Se non esistessero le compagnie amatoriali la scrittura teatrale sarebbe riservata a un ristrettissimo gruppo di fortunati. Invece, come succede spessissimo e come è successo anche a me, c’è sempre una compagnia amatoriale della quale fa parte un amico, un parente, o della quale si fa parte di persona, disposta a mettere in scena le commedie di quelli che, come il sottoscritto, non fanno il teatro per denaro, ma solo per pura passione.


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I COPIONI SONO DISPONIBILI ANCHE SU http://www.giuseppebraconitesti.it/testi-teatrali/…

N.B.: Le commedie dialettali nascono come tali. Si consiglia quindi di tradurle nel dialetto in cui si intende rappresentarle. La versione in italiano serve infatti soprattutto per facilitare il lavoro di traduzione. A tale scopo ogni battuta è numerata (alla battuta numero x della versione dialettale corrisponde la battuta numero x della versione in italiano).


UNA MOGLIE DA TRE MILIARDI, tratta da “Na mugliera zetella” di E. Scarpetta
N°Reg.SIAE: 847665A
Lingua originale: Dialetto Sabino
Traduzione in Italiano: Disponibile
N° Atti: 2
Scena: Unica (soggiorno)
Ambientazione: primi anni 2000
Personaggi: 4 M, 4 F
Durata: circa 90 min.

Felice, scapolo impenitente, vive con una anziana zia che lo vizia, ed ha una relazione con Bianca, attrice di teatro. Ninetta, giovane e intraprendente figlia di un vecchio amico di Felice, innamorata di un uomo sposato, eredita da una lontana parente una notevole somma di denaro, ma a una condizione: deve sposarsi prima di compere 25 anni. Chiede allora a Felice di accettare di sposarla in cambio di una notevole percentuale dell’eredità. Felice accetta, ma…
Il testo in dialetto sabino: Una moglie da 3 miliardi (dialetto)
Il testo in italiano: Una moglie da 3 miliardi (italiano)


I PROMESSI SPOSI, originale
N°Reg.SIAE: 826751A
Lingua originale: Dialetto Sabino
Traduzione in Italiano: Disponibile
N° Atti: 2+epilogo
Scena: Unica (soggiorno)
Ambientazione: anni 80
Personaggi: 6 M, 4 F
Durata: circa 90 min.

Vittorio, ultraquarantenne scapolo, vive con sua madre Cesira la quale ha un unico sogno nella vita: prima di morire, vorrebbe vedere finalmente il suo “bambino” sistemato. Decide perciò di scrivere a un suo nipote, prete missionario in Sud America, pregandolo di adoperarsi per trovare una brava ragazza da dare in moglie a Vittorio. Inaspettatamente Don Lorenzo, il missionario, si presenta un bel giorno in casa di Cesira e Vittorio, accompagnato da una sensualissima colombiana….
Il testo in dialetto sabino: I promessi sposi (dialetto)
Il testo in italiano: I promessi sposi (italiano)


LA TRAVIATA, originale
N° Reg.SIAE: 826766A
Lingua originale: Italiano
Atti: 2+epilogo
Scena: Unica (camera da letto)
Ambientazione: oggi
Personaggi: 3 M, 3 F, 1 indiff.M/F, 2 comparse
Durata: circa 100 min.

Che ci succede, dopo la morte? Sandro e Violetta sono sposati da un po’ di tempo, ma il loro matrimonio è sull’orlo della crisi. Dopo l’ennesimo litigio Sandro muore di infarto. Il suo fantasma fatica ad accettare l’accaduto, mentre una forza misteriosa gli impedisce di uscire dalla camera da letto. Nemmeno l’intervento di un (piuttosto pasticcione) inviato dall’altro mondo, incaricato di trasferire Sandro “di là”, riesce a sbloccare la situazione, fino al colpo di scena finale.
Il testo: Versione 1 (3M, 3 F, 1 indiff. M/F) La traviata (1) – Versione 2 (2M, 4 F, 1 indiff. M/F) La traviata (2)


S.P.Q.R., originale
N°Reg.SIAE: 830828A
Lingua originale: italiano
Atti: 1
Scena: Unica (soggiorno)
Ambientazione: oggi
Personaggi: 3 M, 3 F
Durata: circa 80 min.

Si tratta di una sit-com che vede protagonista Rita, aspirante pittrice iscritta all’Accademia di Arti Figurative, che invita a casa un aitante giovanotto per fargli un ritratto. Ma la cosa non è così semplice come sembra, quando si ha tra i piedi una sorella più piccola, un padre severo, una madre isterica e a un certo punto arriva un maresciallo dei carabinieri che minaccia di sbattere tutti in galera…
Il testo: S.P.Q.R.


SECONDA COLONNA, originale
N°Reg.SIAE: 909009A
Lingua originale: Dialetto Sabino
Traduzione in Italiano:Disponibile
Atti: 2
Scena: Unica (cucina)
Ambientazione:oggi
Personaggi: 4 M, 4 F
Durata: circa 90 min.

Chi di noi non ha mai sognato di “sbancare” il superenalotto? Questo è quanto accade a uno dei protagonisti di questa commedia, una non più giovanissima guardia giurata che vive in casa della sorella, sposata e con due figli. Un sognatore, uno con mille progetti di cui nessuno riuscito bene, che pertanto non è apprezzato minimamente soprattutto da suo cognato. Ma quando tutti scoprono la clamorosa vincita, le cose cambiano improvvisamente.
Il testo in dialetto sabino: Seconda colonna (dialetto)
Il testo in italiano: Seconda colonna (italiano)


SOR TEOTORO BUBBULONE, tratta da “Sior Todero brontolon” di C.Goldoni
N°Reg.SIAE: 830719A
Lingua originale: Dialetto Sabino
Traduzione in italiano: Disponibile
Atti: 3
Scena: Unica (sala comune)
Ambientazione: XVII secolo
Personaggi: 6 M, 4 F
Durata: circa 100 min.

Questa è la traduzione dal veneziano settecentesco di Goldoni della celebre “Sior Todero brontolon”, la commedia che ha portato al ruolo di protagonista il personaggio del “Mercante Vecchio”, più noto come Pantalone. Un vecchio avaro, brontolone, convinto che tutti gli debbano cieca obbedienza. Ma vera protagonista della vicenda è Mariuccia, sua nuora, sposata con Pellegrino, figlio inetto di Teodoro. Hanno una figlia, Giovannina, ormai in età da marito. Il nonno vuole darla in moglie a un giovane scelto personalmente da lui, ma Mariuccia non è d’accordo, e si adopera per cambiare le carte in tavola.
Una commedia nel classico stile goldoniano, adatta anche ad un cast di giovanissimi.
Il testo in dialetto sabino: Sor Teotoro bubbulone (dialetto)
Il testo in italiano: Sor Teotoro bubbulone (italiano)


IO SONO MIO NONNO, originale
N°Reg.SIAE: 912206A
Lingua originale: Dialetto Sabino
Traduzione in Italiano: Non disponibile. Questa commedia è rappresentabile soltanto in dialetto (qualunque esso sia), in quanto i protagonisti parlano una strana commistione fra il dialetto e l’italiano. Per facilitare il lavoro di traduzione sono state aggiunte note a pié di pagina.
Atti: 2
Scena: Unica (studio di avvocato)
Ambientazione: estate 1982
Personaggi: 5 M, 4 F
Durata: circa 80 min.

Una strana “famiglia allargata” fa irruzione nello studio di un avvocato il 10 agosto del 1982 per una consulenza legale. Il loro problema? Essere da poco tornati dalla Svizzera dove erano emigrati e ritrovarsi la chiamata per il servizio militare indirizzata al capofamiglia che, in quanto residente all’estero, non lo aveva svolto. La vicenda si sviluppa da qui in modo inaspettato e sorprendente, in una girandola di comicità che, tra le righe, suscita anche qualche spunto di riflessione sul tema dell’emigrazione.
Il testo: Io sono mio nonno


LA COMMEDIA CHE SI E’ SCRITTA DA SOLA, originale

N°Reg.SIAE: 826760A
Lingua originale: Italiano
Atti: 1
Scena: Unica (panchina in un parco pubblico)
Ambientazione: oggi
Personaggi: 6 M, 3 F
Durata: circa 60 min.

Il Teatro visto con gli occhi di una ragazza qualunque attraverso quelli di un commediografo. L’atmosfera che si respira è surreale e fantastica, con personaggi che si alternano sul palcoscenico vivendo spezzoni della loro vita, ai quali assistono lo scrittore stesso e la ragazza.
Il testo: La commedia che si e’ scritta da sola


VENERDI’: PESCE, originale

N°Reg.SIAE: 831342A
Lingua originale: Dialetto Sabino
Traduzione in Italiano: Disponibile
Atti: 2
Scena: Unica (soggiorno)
Ambientazione: anni 90
Personaggi: 6 M, 5 F
Durata: circa 90 min.

La vecchiaia è una brutta bestia, si dice a volte. Ma se la vecchiaia arriva sul finire di una vita piena, intensa, vissuta veramente, allora può essere altrettanto piena e intensa. E non importa come il corpo fisico la affronti, conta lo spirito, la mente, il cervello. E lo spirito di Cosimo, la sua mente, il suo cervello, non hanno niente da invidiare a quelli di un giovane. Una commedia amara, questa, perché a volte è la vita stessa ad essere amara.
Il testo in dialetto sabino: Venerdì pesce (dialetto)
Il testo in italiano: Venerdì pesce (italiano)


VIA COL VENTO, originale
N°Reg.SIAE: 826765A
Lingua originale: Dialetto Sabino
Traduzione in Italiano: Disponibile
Atti: 2
Scena: Unica (interno bar)
Ambientazione: anni 90
Personaggi: 6 M, 3 F, 6 indiff.M/F
Durata: circa 90 min.

Al bar di Amedeo arriva una notizia sconcertante: una ragazza del paese, trasferitasi anni prima in città, è rimasta coinvolta in una sparatoria nel corso della quale due poliziotti sono rimasti gravemente feriti. Le ipotesi sull’accaduto vanno dalla rapina all’azione terroristica e ben presto il coinvolgimento della ragazza appare verosimile: in fondo, come dice a un certo punto uno dei personaggi: “Ma sta’ zitta, non l’hai vista come andava in giro?…sempre con la minigonna fino qui (indica molto in alto) , che pretendi?”
Il testo in dialetto sabino: Via col vento (dialetto)
Il testo in italiano: Via col vento (italiano)


SIGNORE TE RENGRAZIO, originale ispirato alle poesie dialettali di Giuseppe Coccia
Lingua originale: Dialetto Poggiomoianese
Versione in italiano: Di questo testo non esiste, né potrebbe esistere, una traduzione in italiano. Esso nasce come tipicamente poggiomoianese, e non potrebbe essere messo in scena in nessun’altra lingua.
Durata: circa 100 min
Personaggi: 4M, 4F
Ambientazione: anni 30 del ‘900
Scena: Unica (cucina)

“Signore te rengrazio” è una espressione tipica del dialetto poggiomoiane­se, che da sola riesce ad esprimere, nei diversi contesti in cui veniva e viene pronunciata, tutta una serie di sentimenti contrastanti: gratitudine o risentimento, speranza o rassegnazione.
Signore te rengrazio vuole evidenziare questi sentimenti scavando nella vita vissuta da una povera famiglia poggiomoianese come tante altre, nell’arco di una giornata come tante altre, nel periodo compreso tra le due guerre, quando i valori della famiglia, dell’amicizia, della solidarietà prevalevano nonostante la miseria estrema costringesse ai più duri sacrifici.
Signore te rengrazio è anche un pretesto per far conoscere e per valorizza­re, in un contesto il più vicino possibile alle reali condizioni di vita del tempo, la poesia di Giuseppe Coccia (Pecione), a cui palesemente si ispira il personaggio di Bastianu.
Il testo: Signore te rengrazio


ISTINTO MATERNO, originale
Lingua originale: Italiano
Corto Teatrale
Durata: circa 15 min.
Ambientazione: oggi
Personaggi: 3F
Scena: Unica (poltrona e tavolinetto)

Il dramma di una madre alcolista e depressa che scopre qualcosa di sconvolgente sul conto della figlia e sull’uomo che la ragazza sostiene di amare.
Il testo:
istintomaterno


VELLA E’ MONELLA!, originale ispirato alle poesie dialettali di Giuseppe Coccia
Lingua originale: Dialetto Poggiomoianese
Versione in italiano: Di questo testo non esiste, né potrebbe esistere, una traduzione in italiano. Esso nasce come tipicamente poggiomoianese, e non potrebbe essere messo in scena in nessun’altra lingua.
Corto Teatrale
Durata: circa 15 min.ù
Personaggi: 3F, 1M + 1 Narratore
Ambientazione: primi anni del ‘900
Scena: unica (Esterno sera, vicolo)

Uno spaccato della vita quotidiana in paese ambientato ai tempi di Pecione, poeta dialettale poggiomoianese vissuto nei primi anni del secolo scorso, periodo in cui le figlie femmine erano poste sotto lo strettissimo controllo delle famiglie, ma non per questo certi “incidenti” non capitavano, sotto gli occhi di madri convinte che la loro bambina fosse al di sopra di ogni sospetto.
Un corto scritto in sestine di endecasillabi, in rima secondo lo schema ABABCC, all’interno del quale sono incastonati due tra i più celebri sonetti di Pecione, quel “Botta e risposta” tra suocera e genero noto anche come “Passacallate”. Anche per questo motivo non è possibile la rappresentazione in una lingua diversa dal dialetto originale.
Il testo: vellaèmonella


Tutti i copioni sono scaricabili gratuitamente anche su www.giuseppebraconitesti.it

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