Biagio Santoro

 

Nato a Napoli nel 1956, ben presto comincia a calcare i palcoscenici e inizia l’amore per il Teatro, quello fatto di battute, risate, complicità sul proscenio, il lavoro e la vita non gli tolgono la passione, finchè nel 1991 forma una compagnia, poi fonda con gli amici l’Associazione Principe Antonio de Curtis a Vasto, in Abruzzo.
Scopre che la Commedia Napoletana è quella più apprezzata e comincia a scrivere, dirige, interpreta le sue opere teatrali con ampi successi di pubblico e di critica, da allora non ha mai smesso, l’appuntamento e l’impegno col pubblico è quello che ogni anno assisterà ad una nuova commedia, rigorosamente comica, rigorosamente napoletana (ma compresibilissima) e rigorosamente inedita.
C’è spesso qualcuno che esprime giudizi sulla commedia vista: “Ogni volta assisto a una commedia più bella dell’altra” e qualcuno che risponde :”Quella più bella ancora la deve scrivere!!!”

 

Commedie scritte e rappresentate dall’autore con la “Principe de Curtis” :

1992: la Compagnia dell’associazione Principe de Curtis di Vasto, decide di proporre al pubblico opere mai viste e rappresentate prima, chiede quindi a Biagio Santoro di scrivere i testi da allestire e presentare in esclusiva, correndo anche il rischio di non piacere, la sfida viene raccolta e…opera prima è “Renz’ e Luci’” (…a lu Wast) con oltre venti personaggi, tre scenografie differenti, ben tre ore di durata (da pazzi) ma…è un grande successo replicato tre volte a Vasto al teatro Rossetti e una a Gissi nella palestra dell’Istituto Comm.le.
Replicata anche da altre compagnie.

1993: A seguito delle innumerevoli richieste si decide di riportare in scena “Miseria e Nobiltà” rivisitata.

1993: Si debutta con O’ Sciupafemmen’ , venti personaggi, un’originale storia di amici – nemici, complicità di mogli e di mariti condita dalla comicità di un bel vivere napoletano ambientato in una trattoria, ripresentata anche negli anni successivi e rappresentate da compagnie di Bonefro e Palermo.

1994: Non contenti di cimentarsi in “opere prime” di genere comico, i Soci affidano al regista un desiderio da realizzare : fare una Commedia musicale! Ecco che Biagio Santoro scrive il testo della commedia e delle canzoni, Pierpaolo Sticca le mette in musica e Piera Carpi…fa le coreografie! Che pazzi scatenati! Sembrava già molto ma a Pierpaolo viene in mente di organizzare una serata in teatro ma non per le prove bensì per allestire una sala d’incisione e registrare i “pezzi” da far ascoltare durante la Commedia! Sei mesi di lavoro e…un grandioso successo apprezzato al Rossetti, al Ruzzi e a Nereto nell’Arena Bertold Brecht con la commedia “La Capanna dello Zio Totonn’.” La storia ricorda “Via col Vento” ma in un Sud Napoletano, con la Mamy bianca e con Rossella O’ Vast’ come protagonista, uno spasso!

1995: Questo è un anno che rimarrà negli annali della de Curtis! Quanto lavoro! E’ rimasta nel cuore dei Vastesi che hanno assistito alle rappresentazioni al Teatro Rossetti de “Il Mago di Napoli” che vede un “Mago netturbino” risolvere problemi di cuore, di esistenza e di “paranormale”, con situazioni comiche familiari e di amici, il tutto portato all’occhio dello spettatore con la “solita comicità.

1996: E’ la volta di “Emma”, una commedia tradotta dall’Inglese che racconta la storia vera di una donna Abruzzese emigrata in Australia, rappresentata all’Arena alle Grazie di Vasto in estate alla presenza di trecento emigranti australiani e due mila vastasi.

1997: Si decide di riportare in scena “O’ Sciupafemmen’” ed è un altro successo, il pubblico assiste con piacere per la seconda volta alle stessa commedia già vista ed entusiasma chi per la prima volta la vede al Politeama Ruzzi e in Piazza a Monteodorisio!

1998: Biagio Santoro raccoglie l’invito di Eduardo Scarpetta(riportato nella sua biografia) che lasciò detto al figlio, di non far morire Don Felice Sciosciammocca, protagonista di molte sue Commedie e in primis di Miseria e Nobiltà, nasce così “Bentornato don Feli’”, l’ipotetico continuo di Miseria e Nobiltà che comincia nel punto in cui finisce la famosa commedia, è un susseguirsi di battute, situazioni comiche e “malintesi” che vedono l’allegra “famiglia” di eroi squattrinati improvvisarsi bandisti musicali ed essere scambiati per “bandisti” di una gang. Tutto nel pieno rispetto della commedia Scarpettiana ma con la fantasia di un nuovo autore.

1999: “Fiesta in casa Tiengo Mondeza”, una commedia che vede in scena attori in costume “spagnolo”, parlare un Napoletano spagnoleggiante, con “messicani” in sombrero ed “elefanti” vestiti da angioletti, non si poteva avere più “estro” o meglio follia! Quattro repliche e risate.

2001: “Allegrament’ ch’e llacrem’ all’uocchie” (detto napoletano che vuol dire” mostra felicità anche se in cuor tuo sei triste”).

2002: Come resistere alla tentazione di rivestire i panni di don Felice lo scrivano e di don Pasquale il fotografo, Luisella e Concetta di Miseria e Nobiltà, sempre in lotta con la fame… ed ecco: “Dai Pennini alle Ante”, l’allegra e affamata compagnia per sfuggire alla perenne “fame” emigra e… sbarca a Vasto, dove grazie alla loro dimestichezza con “la nobiltà” fanno lezioni di noblesse ad una famiglia Vastaro la… Commedia con napoletano nel primo atto e Vastese e napoletano nel secondo.

2004: Colpito da una passione per la letteratura comica-horror, un nonno si cambia il cognome e dà origine alla Famiglia D’Adams, un figlio disoccupato si dà a piccoli “furti” per necessità e diventa “D’Adams il Gazzo ladro” generando liti e complotti in famiglia, c’è anche lo zio Rafester che confeziona intrugli magici per far dimagrire la moglie e Isia che combatte con la più stramba famiglia che le poteva capitare.

2005: Solita condizione precaria di Ferdinando, cameriere in stato di disoccupazione, sopportazione di Titina (la moglie), stramberie di un fratello gagà, le amiche del cuore e nobili decaduti, poi fanno un salto di qualità quando Titina ha “Na bott’ e furtun’” e cambia lo stato economico familiare… ma deve sudare per far saltare anche i familiari!

2006: Napoli ottocentesca è lo sfondo di un nobile che si finge prete per rimediare fondi a scopo benefico, pr scappare entra in una casa e lì si sbrogliano e si imbrogliano fatti e misfatti da risate a crepapelle, è là che si conoscerà “L’onestà ‘e nu prevet’ marjuol’”.

2007: In una piazzetta napoletana, venditori onesti e di sigarette di contrabbando, sono i protagonisti di storie, intrecci, inciuci e colpi di scena in “Vennenn’ e n’ciuciann’”!.

2011: Dopo una serie di riprosizioni di vecchie commedie, esordisce con la nuova “A cas’ da ricamatric”, un commerciante (di articoli mortuari) riceve amici e clienti nella sua abitazione dove una moglie e una figlia intrecciano e movimentano rapporti amorosi e di amicizia sincera, altra valanga di risate, partecipazione anche ad un Premio ad Atessa.

2012: Due fratelli intraprendenti si improvvisano indovini e consiglieri provenienti dalla Russia, con colbacco e divisa, ricevono i clienti, i famosi “I fratelli Sciuliamazof”.

2015: Prende vita una nuova commedia in cui un padre afflitto e una madre desiderosa di vedere la figlia sposata si affidano agli amici per consiglio… e cosi: “Finalmente mia figlia si sposa… forse”!


per richiedere i copioni:
biagiosantoro@gmail.com

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