Alessandro Vitali

Nato il 9/11/90 a Macerata, studente presso l’Università degli Studi di Siena, iscritto al corso di Antropologia e Ricerca Sociale.
Precedentemente ha studiato Lettere Moderne all’Università di Macerata.
Coltiva la passione per la poesia e per i linguaggi artistici dall’età di
diciotto anni. Iimpegnato anche nella musica: attualmente, sta scrivendo delle parti di chitarra da accompagnare a varie sceneggiature per
il teatro. Ha recitato in una piccola drammaturgia presentata a Macerata in giugno 2018 ed ha appena pubblicato il sio primo libro: Cult. La Giovinezza di Fuoco con Aletheia Editore. Ha lavorato nel giugno 2019 come reporter presso la compagnia Virgilio Sieni di Firenze e nell’ ottobre 2019 come giornalista della redazione Fenysia in occasione del Festival “L’eredità delle donne” tenutosi a Firenze.

Contatti:

Telefono: 3890291981
email: vitalialessandro90@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/Alessandro-Vitali
Instagram: https://www.instagram.com/ale.vitali333/

SATURNO

L’opera, pensata per essere accompagnata da una colonna sonora suonata alla chitarra, è divisa in due atti ed è concepita per essere la prima parte di una Trilogia della Morte. Il linguaggio ha una forma poetica per conferire maggiore sacralità all’evento descritto, così come la ricorrenza del tre nel numero di personaggi per ciascun gruppo sottintende alla stessa funzione. Il topos principale è la ricerca dell’amore universale che si traduce in una disquisizione sull’amore tra i vari personaggi. Il titolo prende il nome dal protagonista Saturno, il cui significato è da leggere in senso astrologico, poiché Saturno è associato ad aspetti emotivi e psicologici quali la malinconia, la depressione, la sopportazione, la solitudine e l’austerità. La storia ha carattere metafisico ed è ambientata prima in un viale cittadino (I atto), poi nella piazza (II atto), nell’ora più tarda della notte. Saturno – il quale porta sulle spalle la sua Ombra che lo guida e lo consiglia – incontrerà gli altri personaggi (I Bifolchi, i Pazzi, i Giusti e i Tre Lampioni) che lo accompagneranno durante la sua ricerca. Già l’inizio dell’opera è una dichiarazione d’intenti: Saturno è destinato a morire, poiché il raggiungimento di una tale forma d’amore – che implica un’identificazione simultanea con tutto ciò che esiste – presuppone l’annientamento dell’individuo. Saturno, sin dall’inizio, si trascina con dolore a terra, ha una forma quasi liquida poiché è come se fosse stato spolpato dal peso della vita, e i suoi passi scandiscono di fatto la durata degli atti, dal momento che – essendo la sua forma particolarmente penosa, non solo per gli altri ma anche per sé stesso – si muoverà in scena molto lentamente. Nel II atto – in cui la ricerca dell’amore indiscriminato ha conferito a Saturno una forma più umana e ha introdotto nuovi personaggi (l’Uomo e la Donna Siamesi e i Ragazzi delle Finestre), la morte del protagonista, ora più vicina, è destinata a compiersi al centro della piazza, nel momento in cui egli conoscerà l’amore nella sua configurazione più generale. Solo allora la sua Ombra dimostrerà di averlo ingannato, uccidendo tutti i suoi compagni per mettere ulteriormente alla prova la fermezza di spirito del suo padrone.

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