Emozioni e sensazioni dopo lo spettacolo per la compagnia PianoB Teatro.

All’indomani dello spettacolo della compagnia PianoB, andato in scena al cineteatro Val d’Esino di Esino Lario (Lecco), abbiamo contattato video-telefonicamente Stefano Andreoli, regista della compagnia, per una chiacchierata. Con grande piacere ha risposto alla videochiamata tutto il cast dello spettacolo: da sinistra nella foto Jacopo “Faust” Buttiglieri, Manuela Clerici, Stefano Andreoli, Velia Brambilla e Guido Santi che hanno voluto partecipare a questo incontro virtuale.

«People, la natura umana» (questo il titolo) è stato il primo spettacolo che la compagnia PianoB Teatro ha messo in scena dopo il lockdown.

“È andato, molto bene!”, hanno dichiarato praticamente in coro Velia, Guido, Manuela, Jacopo e Stefano. “Eravamo molto carichi, ci siamo divertiti tantissimo sia noi che il pubblico, cosa chiedere di più? Inoltre avevamo proprio voglia di ricominciare; c’era anche abbastanza gente, seppure coi limiti di distanziamento.”

D: Quali sono state le vostre sensazioni, al ritorno sul palcoscenico?
R: È stato emozionante, forte. Il contatto con il pubblico ci ha dato un sacco di energia. Un’esperienza solo positiva. È stato bellissimo. Il pubblico ci ha caricati e noi abbiamo dato il meglio. Stanotte, poi, non si riusciva a dormire perché, ovviamente, con l’adrenalina in corpo è stato difficile prendere sonno. È stato bello, da rifare subito. A breve abbiamo altri due spettacoli, stavolta all’aperto (il 14 luglio a Mariano Comense e il 15 ad Albavilla, n.d.r.) e non vediamo l’ora. Ci sentiamo veramente carichi.

Manuela Clerici: Maschietto o femminuccia?

D: E come avete percepito le sensazioni che venivano dal pubblico?
R: Il pubblico, sicuramente, ha voglia di tornare a teatro, e questa cosa l’abbiamo avvertita anche dall’intensità degli applausi che ci sono arrivati. Esino Lario è un paese piuttosto piccolo, ma il pubblico è stato numeroso e calorosissimo, compatibilmente alle limitazioni che bisogna osservare.

Jacopo Buttiglieri: Un’ombra nella notte

D: Come è stata la preparazione dello spettacolo? Come avete affrontato le limitazioni dovute alla pandemia?
R: Durante il lockdown abbiamo provato individualmente, ognuno per conto proprio. Abbiamo usato molto le videochiamate poi quando ci siamo finalmente rivisti abbiamo messo insieme lo spettacolo. Per fortuna tutto ha funzionato, gli ingranaggi sono andati tutti al loro posto, il pubblico aveva voglia di divertirsi ed è stato fantastico. Tutto il lockdown l’abbiamo gestito praticamente con le videochiamate. Non siamo mai rimasti fermi. L’idea era quella di fare un spettacolo costituito da monologhi, uno dietro l’altro, in modo che non ci fossero interazioni. E poi crediamo che in questo modo abbiamo più possibilità di essere ospitati nei teatri rispettando le varie normative. L’utilizzo delle videochiamate, sia soltanto col regista che in “videoconferenza” con tutti, ha rappresentato un modo nuovo di preparare lo spettacolo, con i suoi limiti e le sue difficoltà: posizionare il telefonino in modo tale da trovare l’inquadratura giusta, magari perché bisognava che si vedesse la figura intera, oppure stare attenti a non disturbare i vicini di casa mentre provavamo di sera… È stata una sfida però ce l’abbiamo fatta. E poi è stato fantastico quando ci siamo finalmente rivisti tutti insieme.

Guido Santi: Prima mi faccio una tisana

D: Il periodo che, almeno si spera, ci stiamo lasciando alle spalle è stato veramente difficile, soprattutto in Lombardia. Cosa ha lasciato, anche nel senso dei rapporti interpersonali? Molte associazioni, ad esempio, hanno visto alcuni membri allontanarsi a causa del lungo periodo di stop…
R: Noi siamo in pochi e molto motivati. Questa situazione non ci ha assolutamente scalfito, anzi questo periodo sicuramente difficile ci ha unito ancora di più, siamo stati ancora più coesi. Se qualcuno di noi ha avuto qualche momento di demotivazione, c’erano sempre gli altri a sostenerlo, a caricarlo e a fargli tornare l’entusiasmo.

Velia Maria Brambilla: Suor Filomena (ti mena)

D: Quali sono i vostri rapporti con le amministrazioni locali?
R: Bene ma non benissimo. Dobbiamo cavarcela in autonomia. Noi ci proviamo sempre a chiedere supporto, ma non sempre le risposte sono quelle che spereremmo. Quello che speriamo è che ci possa essere una collaborazione più continua.

Stefano Andreoli, Regista

D: Che progetti ci sono per il futuro, non soltanto nell’immediato ma anche a medio/lungo termine? Avete intenzione di ampliare la compagnia?
R: Noi siamo un gruppo piccolo ma molto unito. La nostra intenzione è di rimanere così. Sappiamo come lavoriamo insieme, abbiamo tutti la stessa determinazione. Per il futuro, stiamo già pensando al prossimo spettacolo che inizieremo a preparare il prossimo ottobre. E poi ci sono sempre gli spettacoli del nostro repertorio che abbiamo messo in scena negli anni passati e che abbiamo intenzione di riproporre. Comunque ci sono per adesso almeno un paio di attrici che hanno lavorato con noi in diverse occasioni e che potrebbero unirsi al gruppo. Noi cerchiamo di partecipare a tutti i bandi e le soddisfazioni arrivano. E poi abbiamo un regista veramente molto bravo (Stefano fa il modesto ma si sente che il complimento gli fa piacere, n.d.r.) e quindi non possiamo far altro che mettercela tutta.

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