Una resurrezione: impressioni di un Teatrante per Passione al ritorno in scena

Intervista al Presidente della Compagnia Amici del Teatro di Pianiga.
Alberto Maretto

Ieri sera, nel parco di Villa Querini-Calzavara-Pinton di Pianiga (Venezia), la compagnia Amici del Teatro di Pianiga è andata in scena, nell’ambito della rassegna Teatro in Villa inserita nelle manifestazioni del Luglio Pianighese 2021, con la commedia Ancora sei ore, di Davide Stefanato, per la regia dell’autore. Si è trattato del debutto in pubblico della compagnia dopo il lockdown di questi lunghi mesi caratterizzati dalla pandemia. Abbiamo sentito al telefono Alberto Maretto, presidente della Compagnia, che ci ha cortesemente rilasciato questa intervista.


D: Allora, Presidente: ci dice come è andata, ieri sera?
R: Dopo tanti mesi è stata veramente una resurrezione. Sentire il pubblico dopo tanto tempo, ci è sembrata come una liberazione, una cosa bellissima. È vero che giocavamo in casa, ma è vero anche che c’era la Nazionale in televisione. Nonostante questo, abbiamo riempito quasi tutte le duecento sedie che erano disponibili. Tanta gente nuova in platea tra cui, e questo ci ha fatto molto piacere, il regista della compagnia “La Trappola” di Vicenza, che ha aperto la rassegna sabato scorso con “Una delle ultime sere di Carnovale” di Goldoni. Insieme con “La Trappola” siamo in finale al festival di Teatro Dialettale “Stefano Fait” di Laives, in provincia di Bolzano. Si tratta di un festival molto importante al quale partecipano alcune tra le migliori compagnie amatoriali italiane e noi Amici del Teatro di Pianiga siamo onorati di essere stati scelti.

D: Qual è stata la reazione degli attori sul palco dopo tanto tempo?
R: Dico solo una cosa: il protagonista dello spettacolo (Nicola Patron, n.d.r.), insieme a cui nell’88 ho cominciato coi primi sketch di cabaret e che quindi si può dire non gli manca certo l’esperienza… se la faceva sotto. È stata veramente come una “prima” assoluta. A dire la verità pensavamo sarebbe stata molto peggio e invece, forse anche grazie all’aiuto del pubblico di casa, è stato come andare in discesa, una esperienza molto fluida e molto bella. Nonostante il lungo periodo di stop non ci sono stati inconvenienti né errori, è filato tutto liscio.

D: “Ancora sei ore” è un testo che la vostra compagnia ha in repertorio da molti anni. Nonostante questo, prima di questo nuovo debutto avete certamente dovuto organizzare delle prove. Come avete fatto?
R: Questa commedia, con ieri sera, è già stata ripetuta trentatré volte e quindi possiamo farla praticamente ad occhi chiusi. Comunque ci siamo visti per tre volte prima di andare in scena, e devo dire che all’inizio c’erano dei buchi di memoria clamorosi. Per fortuna ieri sera è andato tutto liscio.

D: Ci sono altre uscite previste per questa estate?
R: Certamente. Per prima cosa ci ha fatto molto piacere iniziare questa stagione estiva in casa nostra. Intanto l’amministrazione Comunale di Pianiga ci ha dato la possibilità di concludere il Concorso San Martino sospeso nell’ottobre scorso. Nel mese di luglio, il 10 saremo a Cavaion Veronese per un concorso molto bello organizzato dagli Amici del Teatro dell’Attorchio, al quale partecipano molte compagnie venete. Noi ci teniamo in modo particolare perché sarà il nostro debutto in provincia di Verona. Provincia che comunque toccheremo ancora il 30 luglio per la rassegna estiva di San Pietro in Cariano. Il 31 saremo a Spresiano, in provincia di Treviso. Era il 2018 quando abbiamo fatto la nostra ultima data estiva: nel 2019 due dei nostri attori sono diventati genitori proprio nei mesi estivi e quindi abbiamo dovuto saltare la stagione; nel 2020 c’era il Covid e quindi siamo stati fermi per questo motivo. Devo dire che quasi non ce lo ricordavamo, ma allestire uno spettacolo all’aperto è una vera faticaccia.

D: A proposito di Covid: durante questo periodo, ci sono stati degli abbandoni?
R: Purtroppo sì. Soprattutto nel cast previsto per la nuova commedia. Il debutto era previsto inizialmente per marzo 2020. Già lì abbiamo avuto una defezione per problemi caratteriali. Poi nel pieno della pandemia, naturalmente, abbiamo dovuto sospendere tutti gli incontri. Abbiamo provato con le prove in videocall: un disastro. Problemi di connessione, i tempi di risposta sfalzati e cose di questo genere ci hanno convinti a lasciar perdere. Poi, a novembre, abbiamo provato a fare le prove con le mascherine, il distanziamento eccetera: siamo riusciti a farne una, il giorno dopo uno degli attori è risultato positivo e quindi abbiamo dovuto chiudere definitivamente. Abbiamo ripreso, con entusiasmo, a maggio ma una ragazza ha mollato anche per l’ansia che le ha messo il Covid. Tutto questo prolungare, questo rimandare le date, ha determinato per molti una drastica diminuzione dell’entusiasmo con conseguenti abbandoni. Conosco molte compagnie che non vanno in scena proprio per questo motivo. Per il Luglio Pianighese, ad esempio, abbiamo contattato più di venti compagnie; di queste, soltanto cinque hanno accettato di partecipare. Tutte le altre hanno dovuto rinunciare per mancanza di attori o perché alcuni ancora non sono tranquilli dal punto di vista della sicurezza. Una cosa, ho notato: tra i membri delle compagnie soprattutto gli ultimi arrivati hanno avuto problemi. I vecchi lo sanno che l’impegno e la costanza costano fatica, lo sanno che i problemi ci sono sempre: una gravidanza imprevista, un nuovo lavoro all’estero, sono cose che succedono e con cui bisogna convivere. Ci mancava solo la pandemia.

D: Come vede il futuro per il teatro amatoriale, specificamente per la realtà del Veneto i cui la sua compagnia è parte integrante?
R: Devo dire che in Veneto, per questa estate, c’è quasi un’inflazione di proposte teatrali: nel giro di pochi chilometri c’è l’imbarazzo della scelta, tra rassegne e spettacoli . Solo ieri ce n’erano tre o quattro proprio in questa zona. Ho notato che le amministrazioni locali, almeno in Veneto, stanno puntando molto sul teatro, forse perché uno spettacolo teatrale è relativamente facile da gestire in tempo di restrizioni causa Covid. In fondo si tratta di mantenere il distanziamento tra persone sedute. La voglia di teatro nel pubblico c’è e sta aumentando, almeno per gli spettacoli estivi all’aperto. Per il futuro, è tutto da vedere. Certo, questa storia delle varianti del virus non lascia tranquilli. Molte compagnie vorrebbero la sicurezza totale prima di ricominciare.

D: Come è organizzare uno spettacolo dal punto di vista burocratico in tempo di pandemia?
R: Per quanto riguarda l’organizzazione, il comune di Pianiga, per esempio, ha dovuto incaricare un tecnico di redigere un piano per la sicurezza di 25 pagine, tutto dettagliato che prevede persone incaricate di vigilare sul rischio incendio e sul pronto soccorso sanitario, con le varie planimetrie in cui sono specificate anche le distanze tra le sedie, il numero degli spettatori previsti, la registrazione di tutti i nominativi per il tracciamento, la temperatura da prendere a tutti quelli che entrano, l’installazione dei distributori di igienizzanti e via di seguito. C’è tanta più burocrazia rispetto ai tempi normali, questo è vero, ma si può fare.

D: E la risposta del pubblico?
R: Ottima, direi. Per esempio sono stato a Limena, in provincia di Padova, ai primi di maggio, e il teatro al chiuso, naturalmente con il dovuto distanziamento, era praticamente pieno. Anche gli spettacoli all’aperto o delle compagnie professionistiche a Padova, Cittadella, Piove di Sacco, è sempre pieno. Una “full immersion” di teatro che negli anni scorsi non c’era. Forse perché il Teatro è una forma d’arte che può abbastanza facilmente essere messa in scena. Certo, i problemi ci sono, ma la richiesta di Teatro è grandissima. Noi stessi abbiamo dovuto, per questa estate, dire di no a molte richieste che non sarebbe stato possibile, per vari motivi, soddisfare. Diversi organizzatori di rassegne, per lo più amministrazioni locali, ci hanno contattato per proporci di partecipare, cosa che gli altri anni non succedeva. A molti abbiamo dovuto dire di no. E questo, sicuramente, è qualcosa che ci dà molte speranze per il futuro.

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