Poggio Moiano (RI), 22 febbraio 2020: quarta serata della Rassegna di Teatro Amatoriale Vicolo Primo

Prosegue al Teatro Comunale di Poggio Moiano (Rieti) la settima edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale organizzata dalla compagnia Vicolo Primo.
Ieri sera è salita sul palcoscenico la compagnia Scémë Sèmbë Nujë che ha presentato La lettera de mamme, adattamento di La letteera di mammà di Peppino De Filippo, regia di Nicolangelo Licursi.

La vicenda è ambientata alla fine degli anni 40 del secolo scorso e si svolge presso la casa dei commercianti Bentivoglio. La famiglia, borghese e benestante, vuole puntare ai piani alti della società e prova a farlo facendo sposare la giovane Claretta, figlia del capofamiglia, con un giovane ed ingenuo nobile, Riccardo Bassi. Il matrimonio si celebra ma, a causa del contenuto di una lettera che il giovane sposo ha ricevuto dalla defunta mamma, non procede come dovrebbe. A farne le spese è soprattutto lo zio di Riccardo, lo spiantato Barone Edoardo che vorrebbe, per escusivo interesse economico, sposare la zia di Claretta, Teresa. Ma questo secondo matrimonio è subordinato a una condizione particolare.

Anche se un po’ lenta all’inizio, la performance degli attori ha reso la commedia un crescendo di situazioni molto divertenti, a tratti decisamente esilaranti.
Da sottolineare l’interpretazione data ai rispettivi personaggi da Antonio Macchiagodena (il baroncino Riccardo), Nicolangelo Licursi (il barone Edoardo) e soprattutto da Maria Petroniro, una vulcanica e applauditissima zia Teresa. Intensa Simona Cappiello nei panni della giovane Claretta e molto applaudita Elisa Amoruso, ansiosa cameriera di casa Bentivoglio.

Nicolangelo Licursi e Giuseppe Cappiello

Abbiamo scambiato due chiacchiere, prima dell’apertura del sipario, con il presidente della compagnia Giuseppe Cappiello e il regista dello spettacolo Nicolangelo Licursi.

“Noi siamo nati come un gruppo folk – ha esordito Licursi – e nei nostri spettacoli rappresentavamo, oltre al folklore e quindi canti e danze popolari del nostro paese, anche brevi scene di vita popolare, scritte da noi o da autori locali. In seguito abbiamo scoperto che questa vena teatrale era più consona a quello che avevamo in mente di fare.”

Come si sostiene, la compagnia, anche da un punto di vista economico?

“All’inizio – risponde il presidente – abbiamo fatto molti sacrifici personali, anche autotassandoci. Adesso, grazie a Dio, riusciamo a financiarci con gli spettacoli. Ovviamente ognuno di noi non ci guadagna nulla, e tutto quello che ricaviamo lo reinvestiamo in atterezzature, scenografie eccetera.”

Quali sono le difficoltà che dovete affrontare?

Cappiello: “Difficoltà ci sono state, anche dal punto di vista dell’organico. Però le abbiamo superate brillantemente ricreando un gruppo di giovani di qualità. Magari qualche difficoltà c’è sul fronte del rapporto con le istituzioni, col comune. Ci sono sempre degli alti e bassi: alcune amministrazioni credono di più in iniziative come la nostras, altre un po’ meno, ma questo è normale.”
Licursi: “Al di là di questo la nostra è una compagnia molto forte, molto unita. Abbiamo avuto un ricambio generazionale importante e attualmente, tra attori, tecnici e collaboratori a vario titolo, abbiamo un organico di una ventina di persone ben affiatate che stanno veramente bene insieme e ci fanno ben sperare per il futuro. Abbiamo tanti giovani che possono continuare questa avventura. Merito anche di noi anziani che siamo riusciti a trasferire questa forza e questa passione.”

Qual è il sogno per la vostra associazione?

Cappiello: “Sogni ce ne sono tanti. Di farci apprezzare fuori regione, per esempio. Abbiamo avuto esperienze di questo genere, per esempio al Teatro Piccinni di Bari. Il nostro sogno è di crescere e di farci conoscere.”
Licursi: “Ma un sogno è enche quello di oggi, quello di stare qui. Sono sogni che poi si avverano, diventano realtà. Siamo stati al Piccinni, un teatro storico, oggi siamo qui e sicuramente avremo altre possibilità. Ieri abbiamo avuto la notizia che siamo stati selezionati per un’altra rassegna a Turi, in provincia di Bari. Insomma, già uscire fuori dll’ambito locale a presentare i nostri lavori, a mostrare quello che riusciamo a realizzare come compagnia amatoriale, già questo è un sogno che si realizza. Sogniamo un futuro ancora ricco di esperienze, di contatti, di conoscenza con gente che ha la nostra stessa passione.”
Cappiello: “Vogliamo far crescere il Teatro, sensibilizzare il pubblico. Alcuni magari vengono a teatro perché tra gli attori c’è il nipote, il parente, l’amico, ma non sono veramente appassionati di Teatro. Ecco, uno dei nostri sogni è anche quello di educare il pubblico e far avvicinare più gente possibile.”
Licursi: “E questo è un obiettivo che, attraverso la UILT Molise stiamo cercando di perseguire anche con tutte le altre compagnie amatoriali molisane. E poi, personalmente, mi piacerebbe prima o poi portare in scena qualcosa scritto da noi. Finora abbiamo realizzato opere di autori importanti, come Scarpetta, De Filippo e altri, ma sarebbe bello portare sul palco lavori originali, che riusciamo a partorire noi, dalle nostre coscenze e dalle nostre anime.”

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