Poggio Moiano (RI), 25 gennaio 2020: prende il via la 7^ Rassegna di Teatro Amatoriale Vicolo Primo

Sabato 25 gennaio alle 21.00 si apre il sipario del teatro Comunale di Poggio Moiano (Rieti) sulla settima edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale organizzata dalla compagnia Vicolo Primo.

Oltre alla compagnia ospitante che presenterà i due spettacoli conclusivi, sono quattro le compagnie invitate quest’anno, che si esibiranno nei loro cavalli di battaglia: due di esse provengono da Roma (Il Teatro di Roma e Dateci un Nome), una da Ascoli Piceno (Arcoscenico) e una da Campobasso (Sceme Sembe Nuje).

Abbiamo incontrato la presidente della compagnia Vicolo Primo, Mariella Angeloni, durante i lavori di allestimento del teatro e le abbiamo rivolto qualche domanda:

Questa che si apre è la settima edizione: si comincia ad avvertire una sorta di “crisi” del settimo anno?

Effettivamente nei matrimoni si dice che il settimo sia l’anno della crisi. Diciamo che potrebbe verificarsi qualche momento di scoraggiamento, qualcosa che faccia un po’ demoralizzare e induca un po’ di “stanchezza” nel rapporto della compagnia Vicolo Primo con la Rassegna. Se però il legame è solido, come nei matrimoni, sicuramente si riusciranno a superare queste difficoltà. Basta soltanto riscoprire la passione e riscoprire cos’è che lega la compagnia alla Rassegna. Bisogna reinventarsi un po’, perché sicuramente è quella noia, quella monotonia, quel rivedere sempre la solita situazione senza trovare una novità o un imput che faccia trovare l’entusiasmo iniziale.

Il livello delle compagnie partecipanti è sempre stato molto elevato. Anche quest’anno si è rispettato lo standard?

Il mondo del teatro amatoriale è sempre una bella scoperta e non ha nulla da invidiare ai professionisti, se non magari l’aspetto economico (ride, n.d.r.). Quest’anno abbiamo avuto una trentina di richieste di partercipazione ed è stato bello poter visionare tutti i lavori che le compagnie ci hanno inviato per la selezione.
Ci sono pervenute richieste di diverse compagnie che presentavano monologhi o testi che non erano precisamente in linea con lo stile della Rassegna, che è da sempre incentrata sul genere della commedia brillante.
Tra quelli esclusi rientrano lavori che definirei veri “capolavori” ma che, purtroppo, non rispondono al requisito fondamentale della commedia brillante, che si aspetta il nostro pubblico.
È stato difficile dire di no, perché ci siamo resi conto che i lavori erano più che ottimi, ma non adatti alla nostra rassegna e al nostro pubblico.
Questo malinteso, probabilmente, è dovuto a un nostro errore nel Bando. Errore che provvederemo senz’altro a correggere in futuro.
Comunque sì, il livello è alto come negli anni precedenti, ed anche quest’anno ci sarà molto da ridere e il nostro pubblico scoprirà personaggi difficili da dimenticare.

Come ha risposto il pubblico? Ci sarà il soldout anche quest’anno?

La risposta del pubblico è in linea con quella degli anni passati. Qualcuno dei fedelissimi ha purtroppo dovuto rinunciare per vari motivi ma è stato rimpiazzato da nuovi spettatori, molti dei quali vengono da fuori. Questo ci fa molto piacere e ancora più piacere ci fa la presenza di quanti magari l’anno scorso sono capitati casualmente a teatro e quest’anno hanno chiesto l’abbonamento. Il soldout ce lo auguriamo, naturalmente, ma fino all’ultima serata non possiamo azzardare nulla.
Quello che possiamo dire è che la risposta è buona e finché la “crisi” di cui parlavamo prima non riguarderà la presenza del pubblico, potremmo sempre affermare che la Rassegna funziona.

Vicolo Primo presenta due spettacoli: una faticaccia…

Era inevitabile. Abbiamo i ragazzi del Laboratorio che hanno raggiunto la maggiore età e che ormai sono anni che fanno parte della compagnia. Siccome ci teniamo a mantenere questo gruppo di giovani, abbiamo pensato di non assorbirli semplicemente all’interno del cast storico, anche perché non ci sembrava il caso di rischiare che qualcuno di questi ragazzi fosse semplicemente una “riserva”. Per questo è stata fatta la scelta di allestire due commedie (una realizzata con il gruppo “storico” e una con il cast dei giovani, n.d.r.). Una scelta che personalmente ritengo ottima perché così riusciamo a mantenere due gruppi all’interno di ognuno dei quali si è creato un ottimo affiatamento. Per quest’anno è così, per le prossime volte vedremo.

Vuole aggiungere qualcosa?

Solo una: la nostra è una compagnia di Teatro Amatoriale.Lo facciamo innanzitutto con lo spirito di divertirsi; se vogliamo è uno spirito piuttosto egoistico, nel senso che si recita, si fa il regista o ci si occupa dei mille altri aspetti del Teatro con lo scopo di avere una soddisfazione personale.
La Rassegna, però, ci ha portato a mettere da parte il nostro egoismo e a metterci a disposizione della comunità. Perché il sacrificio che si fa in questi mesi per rendere la rassegna “l’Evento” per eccellenza di Poggio Moiano vuol dire proprio questo.
La compagnia ricava ben poco a livello economico ma molto a livello di prestigio: si vede quello che facciamo e si vede che lo facciamo con passione.
Ma la soddisfazione più grande è di aver creato un evento, un vero e proprio servizio sociale in quanto rende attivo il paese in uno dei periodi meno vitali dell’anno, l’inverno che in un piccolo centro offre poco rispetto alla città.
In un paese come il nostro in cui magari può mancare un cinema, un pub o cose del genere, uscire il sabato per andare a teatro rende il paese più vivo, e il sapere di essere noi gli artefici di questo, ci rende orgogliosi.
Quindi voglio sottolineare questo: è vero, la rassegna la facciamo per noi stessi, per la compagnia Vicolo Primo e perché ci divertiamo; e la facciamo anche per uno scambio di esperienze con le compagnie che ospitiamo e con le quali ci divertiamo tantissimo. Ma la facciamo anche per rendere un servizio e mantenere vivo questo paese.
Poggio Moiano, spesso, è accostato a fatti negativi. Mi piacerebbe che tutte le cose belle e positive come la Rassegna venissero messe in luce, ma non per vanità: solo per far capire che ci sono delle persone che danno importanza al loro paese e che ci tengono a valorizzarlo. E mi piacerebbe che tutto ciò venisse pubblicizzato il più possibile, anche e soprattutto fuori dalle mura del paese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *