Lodi, 31 dicembre 2019: la compagnia Il Pioppo al Teatro delle Vigne

Martedì 31 dicembre alle 22.00, al Teatro alle Vigne di Lodi, la compagnia Il Poggio saluta il nuovo anno con Non ci resta che ridere, due atti comici di due autori che hanno fatto la storia del Teatro italiano, rispettivamente Dario Fo e Achille Campanile, per la regia di Luciano Paggetti.

Non tutti i ladri vengono per nuocere, una divertente commedia degli equivoci: un ladro si trova a rubare in un appartamento i cui proprietari, una coppia benestante, avrebbero dovuto essere in vacanza. Avrebbero, ma così non è .Sopraggiunge infatti il padrone di casa con l’amante terrorizzata all’idea di essere scoperta in “flagrante adulterio”. Il ladro, che fino a quel momento non ha potuto rubare nulla, bersagliato dalla telefonate di una moglie comicamente petulante, è costretto a rintanarsi nella pendola del salotto.
Quello che accade poi è un susseguirsi di copi di scena
La commedia propone dunque tanti spunti divertenti ma anche una provocatoria riflessione sull’importanza dell’unione tra uomo e donna nella società odierna.
Lo spettacolo acquista particolare rilevanza sociale per il periodo storico in cui è stato scritto, tra gli anni ’60 e ’70, quando ancora in Italia non esisteva il divorzio, la legge sulla legittima difesa e l’adulterio era un reato punibile con il carcere .
Centocinquanta, la gallina canta si svolge nella casa di Tito e sua moglie Cecilia, una coppia benestante ma con un rapporto alquanto conflittuale.
Sul punto di uscire per recarsi ad una festa, la moglie sente il marito canticchiare “cinquecento, la gallina canta…” e ciò è sufficiente a scatenare l’ennesimo litigio. La faccenda finisce addirittura nelle mani dei rispettivi avvocati, ma anche fra di loro ogni tentativo di mediazione risulta impossibile. Per dirimere la contesa sarà necessario l’intervento dell’ospite d’onore della festa, il celeberrimo soprano Palewskaya.
Achille Campanile (1900- 1977), considerato uno dei più acuti umoristi del Novecento. Il suo umorismo paradossale, amaro e sentimentale, pieno di trovate stilistiche, appartiene alla categoria dell’assurdo, che questo autore ha anticipato sin dagli anni Venti in teatro. Centocinquanta, la gallina canta è uno dei lavori dell’autore più famosi e più rappresentati a teatro

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