Milano, 26 ottobre 2019: la compagnia Ronzinante si sdoppia con due diversi spettacoli a Vimodrone e a Milano.

Sabato 26 ottobre la compagnia Ronzinante Teatro in scena su due diversi palcoscenici con due spettacoli:
l’Auditorium San Remigio di Vimodrone (Milano) vedrà il cast di Un giardino di aranci fatto in casa, di Neil Simon per la regia di David Zampieri, esibirsi alle 21.00 mentre sempre alla stessa ora andrà in scena Un due tre… Shakespeare, di Emiliano Zatelli, alla Cascina Merlata in via Pierpaolo Pasolini a Milano.

Un giardino di aranci fatto in casa è ambientata in una modesta residenza californiana, all’ombra dei colossi di Hollywood, in cui abita e (con scarsi risultati) cerca di lavorare uno sceneggiatore che dello stare all’ombra ha fatto il suo stile di vita. Un uomo come tanti, con un lavoro incerto, un amore vissuto in modo superficiale, con poca voglia di reagire o emergere. Un uomo annoiato, anche di sé stesso. Questo finché dal nulla, dal capo opposto dell’America, da un passato abbandonato e poi dimenticato, arriva la figlia, Libby, di diciannove anni e che da sedici non vede più. Libby saprà risvegliarlo e in qualche modo anche fargli riconsiderare la sua relazione con l’affascinante, sensibile e paziente Steffy. Anch’essa, ora, determinata ad uscire dall’ombra in cui aveva accettato di adagiarsi. Ma quindi cosa è venuta a fare Libby? A portare luce al padre e alla sua compagna o semplicemente a conoscerlo? Oppure a chiedergli un favore e a farsi restituire il debito, come le ha consigliato la nonna, durante uno dei loro dialoghi circa una settimana fa? A proposito, la nonna è il quarto personaggio. Di lei si sa che non ama molto l’ex genero e che è morta sei anni fa.

In Un due tre… Shakespeare, spettacolo comico ed esilarante che, in modo assolutamente unico, celebra l’opera del più grande drammaturgo di tutti i tempi, la quarta parete non esiste e gli attori parlano e interagiscono con il pubblico per tutta la durata della rappresentazione. I tre attori si presentano con i propri nomi e dichiarano apertamente di voler affrontare la sfida della messa in scena di tutte le opere di Shakespeare. Fin da subito però appare evidente la totale distanza dai canoni del teatro elisabettiano: anzi i personaggi vengono stravolti e spesso pare di assistere ad uno spettacolo giullaresco, ad una parodia dissacrante o addirittura ad un cartone animato giapponese. Gli stessi attori danno l’impressione di trovarsi lì per caso è di non essere per nulla organizzati su come portare a termine l’impresa. Sta di fatto, però, che alla chiusura del sipario i tre saranno riusciti a regalare agli spettatori l’opera completa del grande William Shakespeare.

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