Magliano Sabina (RI), 4 e 5 maggio 2019: la Compagnia Oscena al teatro Manlio

Sabato 4 alle 21.00 e domenica 5 maggio alle 18.00, al teatro Manlio di Magliano Sabina (Rieti), la Compagnia Oscena presenta 2019: odissea sul palco, di Daniele Vessella, musiche originali di Carlo Alberto Mazza, regia di Maurizio Antonelli.

Una tragedia in due atti ispirata ad alcune opere cinematografiche di Stanley Kubrick, a vent’anni dalla sua scomparsa. Un cast accompagnato da una colonna sonora originale, per dare vita a sei scene fanta-grottesche connesse tra loro da un ammaliante oggetto misterioso e dominate da un’atavica domanda: “Cosa si è disposti a desiderare pur di non affrontare sé stessi?”.
“2019: ODISSEA SUL PALCO” è un viaggio attraverso le brame dell’essere umano, compromesse da un labile senso di appartenenza che elude la profonda conoscenza (e coscienza) di sé; un labirinto introspettivo ideato da Daniele Vessella, diretto da Maurizio Antonelli ed accompagnato dalle musiche di Carlo Alberto Mazza.
Il testo affronta le serie problematiche intime ma sociali di quattro personaggi (disabilità, omosessualità, integrazione, indigenza) e le loro relative scelte, condizionate dal giudizio altrui e la profonda paura di relazionarsi col prossimo per affrontare i propri disagi.
Ognuno di loro subirà un’irrazionale trasformazione dopo essere entrati in contatto con un ammaliante oggetto misterioso, conducendo le loro prossime esperienze fino a gravi degenerazioni, con apici di violenza, inquietudini e meschinità degni del peggior essere umano.
Un drammatico viaggio fanta-grottesco all’insegna del pessimismo, che attraversa sei scene, ognuna delle quali contiene citazioni che corrispondono ad alcune famose pellicole del controverso regista statunitense, da “2001: odissea nello spazio” a “Eyes Wide Shut”.
Lo spettacolo fornisce alcune chiavi di lettura, tra le quali spicca un messaggio, ossia l’invito ad avere estrema cautela con i propri desideri ardenti, poiché quando non sono frutto di coscienza e razionalità, bensì solo un prodotto di impulso ed emotività, le conseguenze potrebbero danneggiare, non solo sé stessi, ma anche il prossimo.
L’intero percorso è sostenuto anche dalla sottile metafora che rappresenta ormai questo inizio di secolo, ovvero la globale influenza da utente social che può far emergere il peggio di una persona, ponendo allo spettatore un riadattato quesito filosofico: dietro ad un monitor o attraverso un’applicazione, risiede l’essere umano mascherato o quello autentico?

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