Poggio Moiano (RI), 6 aprile 2019: si chiude la VI Rassegna di Teatro Amatoriale con la compagnia Vicolo Primo

Sabato 6 aprile alle 21.00, al Teatro Comunale di Poggio Moiano (Rieti), la compagnia Vicolo Primo chiude la sesta edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale con Sarrà viro?, commedia di Carlo Gentile liberamente tratta da Nu turco napulitano di Eduardo Scarpetta, per la regia dell’autore, con Giuseppe Angeloni, Marco Braconi, Mariella Angeloni, Gianni Ioannilli, Rita Angeloni, Valentina D’Orazio, Massimiliano Ballerini, Luciano Desideri, Antonello Villani, Giovanna Cicolani e Barbara Pietrangelo.

Nella versione originale succede che il commerciante Giovanni Cesare è di fronte a una decisione importante per la sua famiglia: far sposare la figlia Rosetta con il bullo Romeo, nipote di un suo ex socio, Ignazio. L’uomo è preda di una gelosia irrefrenabile nei confronti della moglie e della figlia e per questo, per poterle sorvegliare, decide di assumere qualcuno che possa badare al proprio lavoro nei giorni che separano le annunciate nozze. La scelta cade su un giovane, tale Angelo Innocente, raccomandatogli da un deputato suo amico. Il giovane, vittima di uno scherzo di un suo cugino che modifica la lettera di raccomandazione, viene scambiato per un turco eunuco. Giovanni crede così di poter stare tranquillo, e mette subito il giovane a sorvegliare moglie e figlia. La situazione ha una svolta decisiva quando, durante una festa organizzata da Ignazio in onore del tanto annunciato fidanzamento tra Romeo e Rosetta, questa ripudia il suo spasimante che monta su tutte le furie, dichiarando che il giorno dopo, se Rosetta non lo avesse accettato scusandosi, avrebbe messo a soqquadro la bottega di Giovanni. Ma quando, il giorno dopo, Romeo si presenta esigendo le scuse di Rosetta, trova Angelo a sistemarlo.
In questa versione, ambientata nel 1958, però, “Nu turco napulitano” è presa solo come spunto a fare da corollario ad altri aspetti della vita di quel tempo. E’ il 1958, la guerra è finita da poco e l’economia sta risalendo. E’ questo il periodo in cui il retaggio culturale mantiene ancora in piedi concetti come dote e matrimonio combinato. Ma è anche l’epoca in cui vengono a galla le prime insofferenze a tali usanze, con il contrasto tra il mondo femminile ancora sottomesso e in vena di riscatto. Riscatto portato avanti dalla giovane figlia del commerciante arricchito e da tutte le donne che partecipano alla scena. Contro tutto e contro tutti per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Lo stipendio medio è intorno alle 30.000 lire al mese e un caffè costa 30 lire. E’ l’anno di “Nel Blu Dipinto di Blu”, un volo verso la libertà, del Rock ‘n roll, la rottura degli schemi e, dell’icona dell’emancipazione femminile, importata dagli americani, “Rosie the riveter”. In questa commedia ci sono due mondi ben distinti: il femminile, “il serio” con la manifesta volontà di affrancarsi dalla sottomissione all’uomo, che mette in risalto la comicità del “faceto”, il maschile. C’è la credulità di alcuni soggetti, più semplici di quanto sembra, e la cui bonomia viene messa in risalto anche da un semplice scherzo. C’è l’arroganza del solito prepotente/vigliacco che ha quel che si merita, in una sorta di speranza che questo avvenga davvero prima o poi. C’è anche la solita raccomandazione politica, dalla quale c’è un abbozzo di affrancamento e viene messa in evidenza lo scontato mai accertato: “Un giovane raccomandato da un deputato deve essere buono per forza!”.

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