Sant’Arsenio (SA), 12 gennaio 2019: il Gruppo Giano Teatro al festival teatrale

Sabato 12 gennaio alle 18.30, al teatro “G. Amabile” di Sant’Arsenio (Salerno), il Gruppo Giano Teatro va in scena, nell’ambito del Festival Teatrale Santarsenese, con Fino alla morte, di Maria Adele Popolo per la regia dell’autrice.

Un uomo e una donna, fratello e sorella.
La sorella, più vecchia del fratello di molti anni, affetta in giovane età dalla sindrome di Gilles de la Tourette, ne mostra ancora i sintomi in una sorta di loop tra finzione e verità, costringendo il fratello e costringendosi a un isolamento forzato dalla realtà e dalla vita sociale.
Il fratello è paranoico e ipocondriaco, divenuto tale dalla convivenza forzata
con la sorella stramba. Rimasti orfani, dalla morte dei genitori la sorella, a
modo suo, si è presa cura del fratello che, a modo suo, si è preso cura della sorella, sono vincolati l’uno all’altra dalle loro malattie mentali e da un testamento, redatto dai genitori, che li obbliga a condividere l’appartamento e il fondo in denaro lasciati in eredità e con cui sopravvivono non lavorando nessuno dei due.
La loro vita è un contrasto di sentimenti, di odio e amore, di complicità e repulsione, di protezione e persecuzione. In questo altalenare di sentimenti conducono una vita miserevole e ai limiti dell’assurdo, prigionieri più di sé stessi che l’uno dell’altro.
Il mondo degli altri è fuori dalle mura della casa genitoriale che li tiene legati e al chiuso come in un grembo materno; gli altri individui, quelli che vivono fuori con cui hanno a che fare in qualche modo, sono solo immaginati dai loro discorsi. Le uniche due persone che appaiono in casa sono la suora laica, donna di fede amica di lei, e la fidanzata (eterna) di lui. Due personaggi che rompono un equilibrio che, seppure profondamente instabile, funziona in qualche modo. Le due donne rappresentano una via di uscita sia per lei che per lui, una via verso la libertà, un modo per rompere finalmente l’oscuro circolo vizioso di un’altrettanta oscura convivenza. E difatti lo romperanno.
Tutta la commedia si svolge a scena unica, il soggiorno di casa, e il tempo è indefinito, è oggi o domani non ha importanza. Quello che è chiaro è che tutto il “fatto” avviene in un lasso di tempo ristretto, ventiquattro ore, dal pomeriggio dell’oggi al pomeriggio dell’indomani.  Un giorno qualsiasi di una settimana qualsiasi, che diventerà un giorno speciale per i due protagonisti.
Questo struggente contenuto è reso leggero e brillante dal ritmo e dal linguaggio utilizzato, e da battute con cadenza dialettale che, seppure amare nella loro essenza, strapperanno sicuramente qualche allegro sorriso, poiché non c’è nulla di più divertente della debolezza umana. Quella debolezza che a volte fa pena, a volte indigna e a volte fa riflettere, si spera, magari con una bella risata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *