Merate (MB), 3 novembre 2018: la compagnia Gada al Festival di Teatro “Città di Merate”

Sabato 3 novembre, all’Auditorium di Piazza degli Eroi a Merate (Monza e Brianza), la compagnia teatrale Gada presenta, nell’ambito del Festival Teatrale “Città di Merate”, la commedia Sganarello, medico per forza e per amore, tratta dall’opera di Molière, per la regia del tandem Francesco Faccioli e Scilla Sticchi.

SINOSSI
L’amore tra Lucinda e Leandro è ostacolato dall’avaro Geronte, padre di lei, convinto a darla in sposa al vecchio e ricco conte Strummolo. Per salvarsi da questo matrimonio indesiderato, Lucinda si finge affetta da una strana malattia che l’ha resa improvvisamente muta.
Intanto Sganarello, un taglialegna burlone e perdigiorno, litiga violentemente con la moglie Martina, che, dopo l’ennesimo scontro, medita vendetta. Martina si imbatte per caso in Pierina e Valeria, serve di Geronte, incaricate dal padrone di andare alla ricerca di un dottore che possa guarire Lucinda. Martina ne approfitta furbescamente per descrivere loro Sganarello come il più straordinario medico del mondo, così le due serve, credendo al suo inganno, adescano il taglialegna. Dopo un iniziale diniego, Sganarello si presta infine alla finzione, incoraggiato da una bella dose di bastonate e dalla promessa di un facile e lauto guadagno.
Valeria e Pierina introducono il finto guaritore in casa di Geronte. Qui la balia Giacomina, che è l’unica a essere a conoscenza della finta malattia della ragazza e della relazione segreta con Leandro, tenta in tutti i modi di persuadere Geronte ad acconsentire alle nozze dei due giovani.
Sganarello diventa in breve tempo un medico molto richiesto: anche i due coniugi Assunta e Salvatore, disperati, si affidano a lui per curare la gravissima infermità della figlia.
Giunta ormai la sera, Lucinda ritrova di colpo l’uso della parola e si rivolge furiosa al padre dichiarandosi determinatissima a sposare Leandro, presente al suo fianco sotto mentite spoglie. Geronte è furibondo; la sua ira giunge al culmine quando scopre la vera identità di Sganarello. Accadrà tuttavia qualcosa che salverà inaspettatamente la situazione.

NOTE DI REGIA
«Vostra figlia è fuggita con il farmacista. Che non è un farmacista, ma Leandro vestito da farmacista, che fu portato in casa dal medico, che non è un medico, ma Sganarello vestito da medico. Che ha fatto il ruffiano da finto medico tra il finto farmacista e la finta muta. Tutto chiaro?»
Ecco nella battuta di Valeria, la governante di Geronte, tutto il gioco di finzioni e travestimenti di “Sganarello, medico per forza e per amore”.
Amori contrastati, rapporti di forza, intrighi, sberleffi, risoluzioni. Forza e amore: le due energie che da sempre muovono l’umanità e le sue scelte. Da sempre. L‘umanità non cambia, commette sempre gli stessi errori ed è capace sempre delle stesse grandezze. Il tempo passa, il carillon gira. Cambiano i linguaggi, i costumi, le abitudini, ma l’umanità resta uguale a se stessa.
Lo spettacolo gira come un carillon, un carillon che a ogni giro mostra una faccia nuova e diversa, per poi tornare alla precedente e poi a una diversa ancora. La satira di costume di Molière si fonde con l’energia della Commedia dell’arte degli Scenari di Casamarciano, in un continuo tourbillon di situazioni, gag, feroci critiche e riflessioni. Un linguaggio tagliente per una scena vivace, un caleidoscopio di costumi per una scenografia minimale. La riscrittura di un classico per un pubblico moderno.
In un tempo fuori dal tempo, in un luogo che forse è reale o forse è solo un luogo del pensiero, con personaggi che forse sono pupazzi di quel carillon della nostra vita. Un carillon che gira, gira e ci incanta, ci trattiene fino a far girare noi stessi e a farci prendere dal gioco. Per forza o per amore.

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