San Miniato (PI), 29 ottobre 2018: Hystrio Teatro inaugura L’Estate di San Martino

Lunedì 29 ottobre a San Miniato (Pisa), presso la Sala congressi dell’Hotel San Miniato (ex chiesa del Complesso monumentale di San Martino), alle 21.30 si apre la 23^ edizione della rassegna di teatro amatoriale L’Estate di San Martino, organizzata dal gruppo teatrale Four Red Roses, dal Comune di San Miniato e dalla Fondazione San Miniato Promozione che, da quasi un quarto di secolo, offrono gratuitamente spettacoli di eccellente livello qualitativo.
Una settimana densa di appuntamenti, sette spettacoli tutti ad ingresso gratuito in altrettante serate consecutive che si concluderanno domenica 4 novembre.
“E’ importante che il teatro amatoriale, con la massima disponibilità delle compagnie, riesca ad esprimersi e a portare il suo messaggio alla cittadinanza in tempi dove le risorse economiche sono sempre meno – dichiara Lucia Pucci del gruppo teatrale Four Red Roses -. La rassegna vuole essere una ricerca degli spettacoli di qualità al livello nazionale, realizzati a partire da autori famosi nell’ambito della letteratura e del teatro, alla ricerca di una cultura elevata. E’ un’offerta di qualità che vuole avvicinare la gente a teatro”.

Ad aprire la rassegna Hystrio Teatro, in scena con lo spettacolo di Fabrizio Meini La ragazza dello swing, che ha meritato numerosi riconoscimenti di pubblico e di critica, tra cui il “podio” al concorso Folle d’Autore 2017, premio nazionale di drammaturgia “Aldo Nicolaj”.

La vicenda si svolge alla fine del secolo scorso.
Rosa ha 78 anni. È originaria di un paese della provincia pisana. Era emigrata con la sua famiglia nel 1944 per sfuggire agli orrori della guerra e cercare una nuova vita altrove. Dopo più di 50 anni, Rosa ritorna al suo paese natale, nei luoghi della sua adolescenza. Quando fu costretta a emigrare, Rosa non aveva niente da portare con sé, se non il ricordo di un unico bacio del suo amore di allora, un ragazzo di nome Piero. Per tutta la vita le rimarrà addosso quella “sensazione leggera di una semplice e umida carezza sulle labbra”, ma anche il rimorso di non avere aspettato il ritorno di Piero dalla lotta partigiana.
Sul filo dei propri ricordi, Rosa ci racconta la sua storia, che è la storia della gente comune in quegli anni, alternando momenti di leggerezza e momenti di drammaticità. Ma solo ora che ha trovato il coraggio di tornare scopre che la guerra ha disperso tutte le persone conosciute e amate in gioventù. Da un vecchio sopravvissuto apprende che anche Piero non è più tornato dai monti.
Rosa ripartirà, questa volta per non tornare mai più, portando ancora con sé un impalpabile bacio, quel bacio che lei sa che Piero, in un estremo atto d’amore, le avrebbe dato un attimo prima della fine della sua vita, un bacio “…per aiutarla a respirare… e un altro ancora… per morirci dentro”.

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