Salerno: nel salone del Dopolavoro Ferroviario grande successo per il debutto dello spettacolo  della compagnia I Pappici

ANNO 1799 DONNA LIONORA GIACUBINA, IL BREVE SOGNO DELLA REPUBBLICA NAPOLETANA

Anno 1799 a Napoli, il sogno di una Repubblica napoletana finisce in pochi mesi nella repressione. Una nobile, Eleonora Fonseca Pimentel ardente di idee giacobine viene condannata  all’impiccagione. Dacia Maraini la immagina in una cella della Vicaria nelle ultime ore di vita, che racconta di sé all’altra detenuta  Caterina, figlia illegittima del marito. E’ assalita dai ricordi. Una vita divisa tra la passione politica e la condizione di moglie  tradita, si separerà dal marito dopo un procurato aborto tra le mura domestiche. Il testo Donna Lionora Giacubina è stato adattato, con sensibilità e maestria, da Rosita Sabetta che ne ha curato la regia con Paola Petrillo. Il  Laboratorio teatrale Controscena dell compagnia I Pappici ha felicemente debuttato sabato 29 settembre nel salone del  Dopolavoro ferroviario di Salerno, con la compagnia divisa su due palchi, uno grande per i momenti corali che danno corpo ai ricordi, il più piccolo  a sinistra cella della  prigione.

Donna Lionora, un tempo nelle grazie della regina Carolina, colta e con un appannaggio reale da  bibliotecaria, dopo i fatti sanguinosi di Parigi, che costarono la vita anche alla regina Maria Antonietta, sorella della regnante a Napoli, pagherà con la vita la sua convinta adesione alle idee giacobine. Lo spettacolo alterna i momenti di piazza, ben strutturati ed a tratti molto coinvolgenti,  ai dialoghi a corte tra la regina Caterina e il re Ferdinando, la festa per la  proclamazione della Repubblica ai ricordi personali e familiari della protagonista. Una vita ed un sogno, entrambi troppo brevi. I ‘lazzari’ e popolani arruolati a difesa della città dai francesi del generale Championnet ed il fervore controrivoluzionario dei sanfedisti repressero ogni anelito libertario. E Donna Lionora che parla in nome del popolo, vedrà quel popolo rivoltarsi contro la libertà. Intanto tra la scaltra Caterina e donna Lionora, nonostante il difficile passato, scatterà una delicata e insospettabile sorellanza, oltre il rango e la cultura.  Silvana Vitale (donna Lionora) e Angela Mari (Caterina), insieme a Loredana Senatore, Dora Milo, Loredana Cocco, Mary Mazziotti, Sabrina Gambaro, Antonio Carinci, Luigi Prete, Bruno Rocco, Francesco Zona e Francesco Tommasino hanno interpretato con entusiasmo ed egregia resa una messinscena coerente, attentamente ricostruita nei diversi accenti del testo, curata nei costumi di Fausta Petraglia e nelle luci di Sandro Calabrese, con le fotografie di Emilio Bonadies che hanno colto i più bei momenti. Calorosa la presenza di pubblico e gli applausi finali, da riportare assolutamente in scena, come minimo,  per la scelta coraggiosa di un testo complesso e non facile da allestire.

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