Cecchina (RM), 7 ottobre 2018: I Millepiedi rievocano il conflitto nordirlandese

Domenica 7 ottobre alle 20.30, al “Km 8.700” di Cecchina (Roma), l’associazione teatrale I millepiedi presenta lo spettacolo L’allodola non cambia mai, tiocfaidh ar la di Ian Goots. Una commedia che vede anche la partecipazione del gruppo musicale The Old Mice e che racconta la triste vicenda avvenuta in Irlanda tra la fine degli anni sessanta e la fine degli anni novanta del XX secolo e che ha causato oltre 3000 morti.
Lo spettacolo verrà replicato il 14 ottobre, sempre alle 20.30, al Teatro Oratorio San Giovanni Piamarta di Cecchina.

Tiocfaidh ar la” è una frase in gaelico che significa “Verrà il nostro giorno”, riferendosi al giorno in cui l’Irlanda sarà nuovamente unita e libera dall’ingerenza britannica. È diventato lo slogan non ufficiale del movimento repubblicano irlandese, utilizzato spesso dalla Provisional Irish Republican Army.
La frase è stata per la prima volta pronunciata da Bobby Sands, membro della PIRA che fu il primo di dieci detenuti repubblicani a morire durante lo sciopero della fame del 1981 nel carcere di massima sicurezza Maze a Long Kesh.
Al motto è legata una leggenda:
“C’era una volta un’allodola che era stata rinchiusa da un uomo in una piccola gabbia, e soffrendo per la perdita della sua libertà non cantava più a squarciagola. L’uomo che aveva compiuto tale atrocità, esigeva che l’allodola facesse ciò che lui desiderava: cantare più forte che poteva, obbedire alla sua volontà, cambiare la sua natura per soddisfare il suo piacere. L’allodola si rifiutò.
L’uomo allora si arrabbiò e diventò violento, prima cominciò a far pressioni su di essa affinchè cantasse, poi non ottenendo alcun risultato, ricorse a mezzi più drastici: coprì la gabbia con un telo nero, privando l’uccello della luce del sole. Le fece patire la fame e la lasciò marcire in una sporca gabbia, eppure lei si rifiutò ancora di obbedirgli. Alla fine l’uomo la uccise. Ma l’allodola possedeva uno spirito, lo spirito di libertà e di resistenza, desiderava ardentemente essere libera e morì prima di essere costretta ad adeguarsi alla volontà del tiranno che aveva cercato di cambiarla con la tortura e la segregazione.”

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