Intervista ad Alfonso Giannattasio, presidente della compagnia Amate San Vito di Pagani (SA)

Alfonso Giannattasio, presidente della compagnia Am.a.te. San Vito: né laureato, né diplomato, ama raccontare di problematiche attuali, cercando anche di far ridere. Gli piace definirsi “autodidatta” spinto dalla passione per il teatro.
Il suo primo racconto, UN AVARO DEI GIORNI NOSTRI, pubblicato nel 2017, narra la storia di una famiglia che vive tre contesti paralleli, ma in situazioni diverse, dove la presenza o meno della fede cristiana, cambia il modo di vita dei personaggi.
Non passa un anno e subito esce un nuovo lavoro, TUTTA COLPA DEL DIRETTORE, dove stavolta vengono messe le generazioni attuali a confronto. Tutto da ridere nel cappellificio del Signor Coppola, dove il direttore con la sua mentalità arretrata combina solo guai..

Presidente, ci dica:

Qual è lo spirito che anima la sua compagnia e per quali scopi è nata?
Lo spirito che anima la nostra compagnia, è lo spirito comunitario. Infatti la compagnia è nata così per gioco mettendo in scena un inedito a cui io tenevo molto. Eravamo tutti alla prima esperienza e stiamo continuando Grazie proprio allo spirito che ci tiene uniti.

Quali sono le maggiori difficoltà che dovete affrontare?
La difficoltà più grande, senza dubbio, è lo scetticismo delle persone. Ma pian piano stiamo imparando a superarlo. Infatti la compagnia, che è nata da poco, pian piano acquisisce sempre più autostima, con il successo. Un’altra difficoltà non indifferente, è la mancanza di spazi dove poter dare contributi, come ad esempio poche rassegne e pochi spazi per partecipazioni e coinvolgimenti. Diciamo che è molto faticoso per una nuova compagnia farsi strada.

In che modo, in base alla sua esperienza, queste difficoltà possono essere superate?
L’unico modo per superare queste difficoltà, è credere in quello che si fa. Credere in quello che si fa è un primo traguardo.

Cosa sogna, un presidente, per la sua Associazione?
Per la mia associazione sogno uno spazio tutto per noi, dove poter portare anche altri senza chiedere il permesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *