Bracciano (RM), 17 agosto 2018: La compagnia Suaviter in scena sul lago a sostegno del volontariato

Venerdì 17 agosto, presso il “Viva Sporting” sulle sponde del Lago di Bracciano, la compagnia Suaviter partecipa alla seconda serata evento organizzata dal locale, presentando due corti teatrali di Massimo Valori, regia di Stefano La Malfa.

“SORRIDI”: La solitudine ci porta a cercare l’amore fin dentro le più palesi illusioni. A volte basta un attimo, anche se breve, anche se fittizio e menzognero, per sentire la gioia nel cuore, e sorridere. Uno spaccato di una vicenda umana solitaria e triste, dipinto sullo sfondo del cinismo e della freddezza del mondo mediatico di oggi, nel quale troppo spesso si cerca di entrare senza riguardi per i sentimenti altrui.
Si sorride, un po’ amaramente.
“LEZIONE FINALE”: Il professor Raimondi fa conoscere a tre suoi studenti Erasmo, un uomo che da anni attende il ritorno della sua amata, affinché ne studino la mentalità e il comportamento. Le risposte alle domande degli studenti tracceranno una storia d’amore delicata e intensa, nella quale Erasmo crede fermamente. E per le studenti sarà un osso duro! Un corto tinto di rosa in cui si sorride, ci si commuove, si ride…

Stavolta tutto l’incasso della compagnia verrà devoluto all’ A.R.V.A.S.(Associazione Regionale Volontari Assistenza Sanitaria).
L’A.R.V.A.S. è nata come Associazione nel 1980 a Roma, con un primo nucleo di volontari presso l’Ospedale S. Giovanni Addolorata e presto ha ampliato la sua presenza in numerose Strutture Ospedaliere della Città e poi della Regione, attualmente con 40 ospedali assistiti e oltre 2000 volontari attivi.
L’Associazione, che si autosostenta con le quote annuali dei propri associati, opera nell’assistenza volontaria e gratuita ai malati ricoverati nelle strutture ospedaliere proponendosi di prestare un servizio di assistenza qualificata nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana, senza discriminazione alcuna. I volontari A.R.V.A.S. fondano la propria modalità di intervenire sull’idea che il paziente non sia la malattia che ha: è prima di tutto una persona, una storia di vita, un organismo complesso. Per questo, al di là di ogni approccio ideologico, il pensiero del volontario A.R.V.A.S. affonda le sue radici nel rispetto della dignità della persona, dal quale far derivare l’intervento assistenziale.

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