Agugliano (AN), 25 luglio 2018: Dopo una parentesi con le “Marche… adè se ride”, riprende la gara per la “Guglia d’Oro”

Tre date di sosta del concorso per il Festival nazionale di Teatro dialettale ed è tempo di rientrare nella competizione con “1861 – La brutale verità”

di Ufficio Stampa Ass. La Guglia

Dopo la pausa con la mini-rassegna “Marche… ade’ se ride!”, il Festival nazionale del Teatro dialettale di Agugliano (Ancona) riprende il suo percorso di gara, con una compagnia che arriva da Reggio Calabria. Il Gruppo CarMa, acronimo che rappresenta i cognomi di Michele Carilli (autore e regista teatrale) e Mimmo Martino (cantante calabrese, leader del gruppo Mattanza, scomparso nel 2015), inizia la propria attività nel 2013, con la convinzione che l’arte e nello specifico una forma particolare di teatro – canzone, possa far riscoprire agli uomini e alle donne del sud un’identità comune, con la consapevolezza di avere un grande passato e con l’orgoglio di appartenere a questa terra. E con questa intenzione portano in scena lo spettacolo “1861 – La brutale verità”, un testo tratto dal libro “La brutale verità” di Michele Carilli che ne cura la regia insieme a Lorenzo Praticò. La scena è essenziale e fatta di strumenti musicali, sullo sfondo tre bandiere, quella del Regno delle Due Sicilie, quella italiana e quella dello Stato Sabaudo. La formula particolare dello spettacolo è quella di un’alternanza tra parti recitate e parti cantate e attraverso questo teatro – canzone si ripercorre la storia pre e post – unitaria, dal Regno delle Due Sicilie alla spedizione dei Mille, al brigantaggio, alla repressione del Regno d’Italia appena nato. Il narratore, Gabriele Profazio, accompagnerà gli spettatori attraverso il racconto del periodo storico, dalle dirette voci dei protagonisti che saranno identificabili dai costumi che indosseranno a scena aperta: l’uniforme di Francesco II, la toga dell’uomo di legge che declamerà alcuni passi della legge Pica, il cappello piumato del bersagliere Carlo Margolfo che partecipò all’eccidio di Pontelandolfo e Casalduni, fino alla logora camicia del deportato della fortezza di Fenestrelle. A sottolineare i passaggi dell’intera storia, come detto, c’è la musica, i brani della tradizione popolare come la conosciutissima “Vitti na crozza” e quelli composti appositamente per la rappresentazione teatrale. La parte canora spetta a Marinella Rodà che ha, oltre a quello di voce cantante, il ruolo specifico di rappresentare la condizione femminile all’epoca dell’Unità d’Italia, presentando anche la figura della brigantessa. Insieme a Profazio e alla Rodà, saranno sul palco i musicisti Alessandro Calcaramo e Mario Lo Cascio.
Lo spettacolo, all’Anfiteatro al Parco delle Querce di Agugliano, avrà inizio alle ore 21.30.

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