4 domande ai professionisti del palcoscenico: Thomas Mugnano

Intervista pubblicata il 28 febbraio 2016

THOMAS MUGNANO, attore, regista, autore teatrale, cabarettista e poeta napoletano.

IL TEATRO UNISCE TUTTI QUELLI CHE LO FANNO, SIA COME PROFESSIONE CHE COME HOBBY.  LEI È D’ACCORDO?
Il Teatro è passione, è cultura, è tradizione ed io sono solito dire che è una gran brutta cosa se non genera “tachicardia” e “dipendenza”. Esso familiarizza, associa, confronta e crea gruppi di persone che con nobili scopi lo utilizzano a scopo filantropico. Purtroppo, però, bisogna ammettere che non sempre avvicina tutti quelli che lo praticano. Per molti è solo un un gran bel lavoro da svolgere per questioni di lucro. Per altri è motivo per invidiare, denigrare e sminuire colleghi e registi che hanno un maggior ascendente sul pubblico.

COME È INIZIATA LA SUA PASSIONE PER IL TEATRO?
L’ho sempre avuta! E’ nata e cresciuta con me fin da bambino quando la maestra ci faceva interpretare le classiche e noiose recite di Natale o Carnevale. Poi da ragazzo continuai con una compagnia parrocchiale e successivamente mi iscrissi ad un’accademia di recitazione a Napoli e precisamente al Don Bosco….l’ho frequentata per 3 anni e mezzo fino a conseguire il desiderato “diploma”  e pian piano, tra Cabaret e Teatro, eccomi qui a scrivere, dirigere e interpretare lavori teatrali da ormai più di 28 anni.

COSA NE PENSA DEL TEATRO FATTO DA SEMPLICI APPASSIONATI?
È il migliore! Quello fatto con il cuore, con la passione, con l’impegno e la dedizione, magari dopo una dura giornata di lavoro. Il teatro degli amatoriali è quello più genuino perchè spesso e volentieri è messo su senza sovvenzionamenti, senza convenzioni e senza nessunissimo aiuto finanziario. Nonostante ciò c’è gente che, spesso e volentieri, ci rimette anche di tasca propria pur di rendere servizio ed onore a quella che reputo la più bella di tutte le passioni: la recitazione.

LE È MAI CAPITATO, DOPO AVER ASSISTITO A UNO SPETTACOLO AMATORIALE, DI PENSARE: “QUESTI QUI SONO PIÙ BRAVI DI ALCUNI PROFESSIONISTI”?
Ma sta scherzando? Allora, premetto che il divario tecnico, artistico e formativo tra i professionisti e gli amatoriali è notevole. Un po’ come vedere una partita di seria A e di “Interregionale”. Ma io sono uno che mangia “pane e teatro”. A me non piace solo essere sul palco per recitare ma adoro anche,  con mia moglie, rinnovare l’abbonamento per vedere altri spettacoli e lo faccio regolarmente da ben  oltre 20 anni. Le assicuro che ogni anno, nei vari cartelloni di professionisti che si susseguono, ci imbattiamo in rappresentazioni indecenti che vedono le platee alleggerirsi (per non dire dileguarsi) tra il primo e il secondo atto. Spettacoli messi su dai professionisti  con superficialità,  incuria e approssimazione. Eh si, ha capito bene, attori illustri che, a causa del loro mediocre lavoro, vengono lasciati soli sul palco. Il motivo? La routine, la noia, il dio danaro e la voglia di “arronzare” per andar presto a casa. Con i filodrammatici questo non accade MAI. C’è passione, impegno e desiderio di recitare. Insomma per fare un esempio….i professionisti a volte sono delle Ferrari che viaggiano a 130 km orari, gli amatoriali, invece, viaggiano sempre a 130 Km orari ma con una Fiat 500. I primi potrebbero dare molto di più ma non lo fanno e i secondi si dannano l’anima per dare il massimo ma devono fare i conti con le loro limitate capacità. Infatti, con i dilettanti accadono altri problemi altrettanto gravi. Quali? La mancanza di competenza di alcuni pseudoregisti che si ergono a tale ruolo pur non avendo nessuna preparazione di base per poter formare i loro allievi. L’assenza di studio dell’ ABC del teatro tipo lo sgangio, l’accavallamento, la postura, la dizione, l’inclinazione di scena, le inflessioni ecc ecc. Tutte queste regole teatrali,  che sono indispensabili e fondamentali sia per gli amatoriali che per i professionisti, vengono puntualmente e quasi regolarmente disattese ed ignorate da molti gruppi amatoriali rendendo spettacoli spesso indecenti. Poi c’è un altro aspetto odioso: l’autoacclamazione e l’autoincensamento. Sono questi due elementi famigerati del teatro amatoriale. Infatti, in questi spettacoli  il 95% delle volte il pubblico è costituito solo da parenti, amici e conoscenti che vengono a vedere lo spettacolo, essi non capiscono un fico secco di teatro e appassionati e coinvolti nel vedere un loro parente sul palco li induce a lasciare commenti paradossali come se avessero visto in scena un grande “mattatore”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *