4 domande ai professionisti del palcoscenico: Gabriele Guarino

Intervista pubblicata il 31 gennaio 2016

Riproponiamo l’intervista a GABRIELE GUARINO, Direttore Artistico della Compagnia di Commedia dell’Arte “La Bottega dei Comici” di Roma e del Festival Internazionale di Commedia dell’Arte “Come d’Arte”

Il Teatro unisce tutti quelli che lo fanno, sia come professione che come hobby. Lei è d’accordo?
In linea di massima dovrebbe essere così. Il teatro unisce chi lo vive con passione, e questo può avvenire a tutti i livelli, così come può anche accadere che si faccia teatro per altri motivi, che personalmente ritengo poco utili, come il desiderio di esibirsi, di dare soddisfazione al proprio Ego, per ergersi al di sopra degli altri e illudersi di sembrare migliori, per dimostrare qualcosa a qualcuno o a se stessi, per il successo, per invidia, per ripicca e così via. E questo vale sia per il professionista, sia per l’amatoriale.

Come è iniziata la sua passione per il Teatro?
La mia passione per il teatro è iniziata in una piazza della mia città natale, Taranto, quando un regista mi chiese se volessi sperimentarmi nella parte “dello scemo del villaggio” in una commedia in vernacolo. Fu immediato per me riconoscere quel palco come una mia casa segreta e sconosciuta.

Cosa ne pensa del Teatro fatto da semplici appassionati?
Il semplice appassionato è proprio colui che mette il suo cuore nel teatro, quindi non posso che pensarne tutto il bene del mondo. Se con semplice appassionato si intende colui che lo fa “solo” per passione, gli posso dire solo “grazie” perché ci ricorda continuamente, anche a noi professionisti, quale sia la polpa che vive dentro ogni attore. Poi il professionista investe tempo e soldi nello studio della tecnica per offrire una recitazione di qualità, me è tutto subordinato a quella passione, quel fuoco, che resta la vera essenza originaria.

Le è mai capitato, dopo aver assistito a uno spettacolo amatoriale, di pensare: “questi qui sono più bravi di alcuni professionisti”?
Mi è capitato molto spesso di assistere a spettacoli di cosiddetti amatoriali che offrissero un livello più alto di alcuni professionisti e a tal scopo mi fa molto piacere citare la compagnia tarantina “Napoli in Scena” che fa del teatro di ottima qualità, che potrebbe insegnare molto a tanto professionismo “sciatto” di cui purtroppo siamo intrisi in questo Paese, e non solo nell’ambito del teatro e della cultura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *