Poggio Moiano (RI), 3 febbraio 2018: Seconda serata della Rassegna di Teatro Amatoriale

Un lunghissimo applauso al termine dello spettacolo ha salutato la compagnia Dateci un nome alla seconda serata della Rassegna di Teatro Amatoriale di Poggio Moiano (Rieti).

Davanti a un pubblico che come sempre ha riempito il Teatro Comunale, la compagnia romana ha offerto uno spettacolo veramente ben fatto, sostenendo magnificamente un testo molto divertente ed al tempo stesso amaro: Ben Hur, di Gianni Clementi, regia di Fabrizio Caiazzo.

Sergio Spurio, che insieme con Deborah Biagi e lo stesso Fabrizio Caiazzo è stato protagonista dello spettacolo, nella sua veste di presidente dell’Associazione, ha risposto alle nostre 4 domande poco prima di andare in scena.

QUAL È LO SPIRITO CHE ANIMA LA COMPAGNIA E PER QUALI SCOPI È NATA?
La compagnia è nata come moltissime altre: in parrocchia, tra ragazzi che si sono ritrovati a fare piccoli spettacoli un po’ per gioco. Poi, col passare del tempo, ci si è resi conto che avevamo tutti la stessa passione: il musical. Sognavamo di portare in scena i grandi spettacoli che si vedono nei teatri famosi, “Rugantino”, “Aggiungi un posto a tavola” e via di seguito.
Insomma abbiamo messo su questa associazione; al momento di scegliere un nome non lo abbiamo trovato e abbiamo deciso di chiamarci così. Nel corso dei primi spettacoli chiedevamo addirittura al pubblico, datecelo voi un nome, perché noi non lo abbiamo trovato.

QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE DOVETE AFFRONTARE?
La difficoltà più grande è forse quella di conservare la passione. Spesso ci sono persone che si avvicinano, partecipano all’allestimento di uno o due spettacoli e poi si rendono conto di non riuscire ad affrontare tutti i sacrifici che questa attività comporta: le prove fino a tardi, la stanchezza dopo lunghe giornate di lavoro, l’impegno, spesso spaventano e portano molti ad abbandonare. E ogni volta ricominciare con nuove persone è piuttosto dura.

IN CHE MODO, IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA, QUESTE DIFFICOLTÀ POSSONO ESSERE SUPERATE?
Ripartendo sempre dallo zoccolo duro: quelle tre, quattro, cinque persone che ci credono veramente e alle quali, piano piano, si aggregano quelli che vengono coinvolti dal loro entusiasmo.

COSA SOGNA, UN PRESIDENTE, PER LA SUA ASSOCIAZIONE?
Di fare più spettacoli possibile e, soprattutto, di divertire quelli che ci vengono a vedere. E divertirci anche noi.

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