Poggio Moiano (RI), 27 gennaio 2018: Grande successo de Il Teatraccio DLF di Grosseto alla Rassegna di Teatro Amatoriale

Grande successo per la compagnia Il Teatraccio nella serata di apertura della quinta edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale organizzata dalla compagnia Vicolo Primo.
Davanti a un pubblico delle grandi occasioni, col teatro comunale di Poggio Moiano esaurito, la compagnia grossetana si è prodotta in una performance di altissimo livello, sia dal punto di vista recitativo che scenografico.
Tutti gli attori, a cominciare da Claudio Matta che oltre al ruolo di regista ha ricoperto quello di protagonista della commedia, hanno dimostrato una padronanza di scena e delle capacità non comuni, alle prese con un testo (Ditegli sempre di sì di Eduardo De Flilippo) tutt’altro che facile.
Abbiamo incontrato il regista durante i lavori di allestimento della scenografia e, nella sua veste di presidente dell’Associazione, ha accettato di rispondere alle nostre 4 domande.

QUAL È LO SPIRITO CHE ANIMA LA COMPAGNIA E PER QUALI SCOPI È NATA?
Nel 1983 un gruppo di napoletani, casetrani, campani in generale si sono trovati trapiantati a Grosseto per motivi di lavoro: c’era quello che lavorava nell’Eserito, chi alle Imposte Dirette, chi nell’Aereonautica, chi nelle ferrovie, tutte persone che avevano già avuto, nei rispettivi luoghi di origine, esperienze più o meno ampie nel teatro. Cominciammo in cinque o sei, poi diventammo una decina, con il contributo anche di qualche Maremmano.
La nostra sede era la stessa del Dopolavoro Ferroviario di Grosseto. Ci chiamiamo Il Teratraccio perché il Dopolavoro non era un vero teatro, ma una sorta di sala polivalente con un palcoscenico piuttosto malconcio. Il primo spettacolo fu proprio Ditegli sempre di sì di Eduardo e fu un discreto successo che ci spinse ad uscire, prima nei paesi intorno a Grosseto, poi anche a partecipare a concorsi a livello nazionale. Siamo arrivati in Puglia, in Campania, in Piemnonte, in Veneto, a Pordenone e ad ora abbiamo partecipato a una circa quaranta concorsi nazionali che ci hanno portato a una “bacheca” contenente oltre settanta premi.
Ma la nostra gratificazione più importante è quando, alla fine di ogni spettacolo, la gente ci viene vicino, si complimenta, ci dice di essersi divertita; ecco, riuscire a trasmettere il divertimento, la passione per il teatro amatoriale è il nostro risultato più importante.
Noi ci mettiamo l’anima, nel teatro: si parte la mattina presto, si sta tutto il giorno in giro, si montano le scene, si fa lo spettacolo, si rismonta tutto soltanto per passione, cercando di rimetterci il meno possibile.

QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE DOVETE AFFRONTARE?
Le difficoltà principali sono quelle di riuscire a trovare spazi dove portare il Teatro. Per fortuna, piano piano, almeno nella provincia di Grosseto, ci stiamo riuscendo, anche a far appassionare persone che con il teatro amatoriale si avvicinano a questo mondo per la prima volta. E poi, naturalmente, le difficoltà economiche: in ogni trasferta l’obiettivo è quello di rimetterci il meno possibile, soprattutto con le spese di trasporto. Noi ci autotassiamo e se, per esempio, potessimo disporre di un furgone per trasportare scenografie, costumi e attrezzature… Ogni volta noleggiarne uno ci costa almeno duecentocinquanta/trecento euro tra gasolio e tutto. Ma lo facciamo volentieri.

IN CHE MODO, IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA, QUESTE DIFFICOLTÀ POSSONO ESSERE SUPERATE?
Questa è una bella domanda. A saperlo, le avremmo superate fin da subito. Sono trentacinque anni che facciamo Teatro e ancora non ci siamo riusciti. Forse, se fossimo un pochino più ambiziosi, qualche difficoltà di ordine economico si potrebbe superare, ma ci accontentiamo.

COSA SOGNA, UN PRESIDENTE, PER LA SUA ASSOCIAZIONE?
Di continuare a vedere, sui volti della gente che ci viene a vedere, il piacere, il sorriso, il divertimento. E questo è il premio più importante, è il nostro Oscar.

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