4 domande ai professionisti del palcoscenico: Marina Vitolo

Intervista pubblicata il 1 novembre 2015

Marina Vitolo, attrice, cabarettista e regista reatrale napoletana.

IL TEATRO UNISCE TUTTI QUELLI CHE LO FANNO, SIA COME PROFESSIONE CHE COME HOBBY.  LEI È D’ACCORDO?
Sono pienamente d’accordo. Il teatro è una delle forme di comunicazione più grande e più completa che esiste e come tale è universale. Esprimersi e trovare un nuovo canale per poter dire e dare è qualcosa di così importante che rende poco rilevante chi si cimenta nel farlo.

COME È INIZIATA LA SUA PASSIONE PER IL TEATRO?
La mia passione per il teatro nasce fin da piccola. Ho avuto la fortuna di incontrare il teatro a 5 anni nella parrocchia del mio quartiere e da allora non sono riuscita a farne a meno. Ho frequentato l’università dello Spettacolo e pur avendo ottenuto il mio primo contratto da professionista con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, ho continuato a partecipare agli spettacoli della compagnia amatoriale di cui facevo parte. Lo consideravo un gesto di riconoscenza nei confronti di una realtà che mi aveva dato tanto, da cui avevo imparato molto.

COSA NE PENSA DEL TEATRO FATTO DA SEMPLICI APPASSIONATI?
Il teatro è magia! E negli spettacoli amatoriali ne ho vista tanta. C’è la fatica non remunerata, l’armonia, la voglia di mettersi in gioco, la naturalezza , l’intuizione, la capacità di improvvisare e soprattutto il gusto di fare le cose che spesso noi professionisti abbiamo perso.

LE È MAI CAPITATO, DOPO AVER ASSISTITO A UNO SPETTACOLO AMATORIALE, DI PENSARE: “QUESTI QUI SONO PIÙ BRAVI DI ALCUNI PROFESSIONISTI”?
È successo e come! Nei miei corsi di teatro mi è capitato di portare in scena degli spettacoli con dei veri talenti. E’ chiaro che la bravura non può fare a meno della tecnica e dell’esperienza che si conquista con il tempo….quello che in gergo si chiama mestiere. Si impara da tutti e tutti hanno da dare.

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