4 domande all’Autore: Oreste De Santis

Ecco le risposte alle nostre domande che ha dato Oreste De Santis, autore teatrale e compositore campano

QUANDO HA COMINCIATO A SCRIVERE PER IL TEATRO E QUALE È STATA LA MOLLA CHE L’HA SPINTA A FARLO?
L’anno del mio debutto teatrale è stato il 1994, in qualità di Autore e Regista del giallo comico musicale “Tutto è possibile, ma…”; circa la spinta, come spesso cuccede è iniziato tutto come uno scherzo tra amici che volevano mettersi in gioco più per divertirsi che per altro, ma il debutto fu così convincemte ed entusiasmante che poi si è deciso di continuare.

COME NASCE UN TESTO TEATRALE?
I miei testi teatrali nascono sempre da un’idea di base, quasi sempre comica, possibilmente originale e che permetta di costruirci sopra una storia che può sembrare incredibile ma che a volte capita di vedere nella realtà. Chiaramente devo essere prima io a ridere di quello che scrivo. Alla fine quello che mi preme di più è di mettere lo spettatore in condizione di chiedersi: “ma io, al posto del protagonista, che cosa avrei fatto?”.

LE SUCCEDE MAI CHE UN SUO TESTO VENGA INTERPRETATO DAL REGISTA IN UN MODO CHE LEI NON AVEVA NEANCHE CONSIDERATO?
Certo! Il più delle volte è quello che spero, lascio sempre molto spazio ai Registi, i miei copioni non hanno molti suggerimenti se non quelli strettamente necessari, mi piace essere sorpreso e sorprendere; a volte può andare bene altre volte no, ma apprezzo sempre molto chi osa e cerca nuove soluzioni. Chiaramente bisogna anche misurarsi con il proprio ego e non essere presuntuosi nello stravolgere il testo, bisogna sentirsi all’altezza; quando non è così è meglio rispettare il copione originale, che è sicuramente frutto di tanto lavoro, esperienza e notti insonni.

COSA PENSA DELLE COMPAGNIE AMATORIALI CHE METTONO IN SCENA I SUOI LAVORI?
Le Compagnie teatrali amatoriali fanno un lavoro incredibile e possono essere solo ringraziate; è vero che ce ne sono tantissime, alcune veramente degne e molte altre che non sono all’altezza, ma sono ugualmente da apprezzare per la passione e l’impegno che ci mettono. Svolgono un lavoro sociale di aggregazione incredibile, portando il teatro in posti dove il teatro professionistico non arriverebbe mai quindi ringrazio tutte le compagnie, che portano in scena i mie lavori; a loro posso solo dire grazie per la stima e la fiducia che ripongono in un mio testo. Per me, comunque, chi ha il coraggio di salire su un palco e mettersi in gioco merita sempre un applauso.

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