Presidente, ci dica. Intervista al presidente della compagnia La Cantinella

Giulia Sebastianelli, reatina classe 1991, è la  presidente della compagnia La Cantinella. Nonostante la sua giovane età, vanta una discreta esperienza: ha fatto parte della compagnia teatrale “Circolo de’ li rapari” partecipando a diversi progetti storico-culturali e del gruppo teatrale “Sipario Aperto” di Rieti con cui ha partecipato ad alcune rappresentazioni storiche.
Per tre anni ha gestito l’aspetto teatrale dell’associazione storico-culturale “Reate Antiqua Civitas” organizzando diverse manifestazioni storico-culturali.
Per quattro anni si è occupata del gruppo teatrale “Ci vuole un senso” per il quale ha scritto ed interpretato commedie in vernacolo reatino, curandone la regia, la scenografia e i costumi;
Per otto anni ha gestito le attività teatrali della propria parrocchia.
È autrice, regista ed interprete di commedie in vernacolo reatino per le quali si occupa di curare anche l’aspetto scenografico e dei costumi.

QUAL È LO SPIRITO CHE ANIMA LA COMPAGNIA E PER QUALI SCOPI È NATA?
Posso affermare che prima della nostra compagnia siamo nati noi come compagni: intendo dire che il nostro gruppo teatrale è frutto di un affiatamento tra amici che condividono la stessa passione per il teatro da tempo. Siamo nati ufficialmente poco più di un anno fa ma la nostra unione va avanti da circa 6 anni, passando in blocco da un’associazione teatrale all’altra in cerca di esperienze e cose da imparare. Ci muoviamo come un’unica entità all’insegna della collaborazione, del rispetto, dell’amicizia e soprattutto del divertimento. Ciascuno di noi occupa un ruolo fondamentale all’interno del gruppo ed al contempo può essere facilmente sostituito dagli altri grazie alla nostra inclinazione ad occuparci di tutti gli aspetti che riguardano l’allestimento di uno spettacolo teatrale. Lo scopo della nostra attività è fondamentalmente la condivisione, il divertimento e l’accrescimento della nostra esperienza.

QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE DOVETE AFFRONTARE?
Con gli anni, le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare sono mutate, crescendo e trasformandosi insieme a noi. Certamente, un problema che c’era e permane è quello di avere una vera e propria sede in cui esercitare. Il costo degli affitti è troppo elevato per un’associazione che opera senza scopo di lucro ed è praticamente impossibile accedere a spazi pubblici messi a disposizione in maniera gratuita. Inoltre, col nostro divenire adulti, sono sopraggiunti impegni differenti per tutti, lavorativi, familiari, ed è per questo che diventa sempre più complicato organizzare prove, riunioni e spazi di condivisione in momenti ed orari compatibili con le esigenze di tutti.

IN CHE MODO, IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA, QUESTE DIFFICOLTÀ POSSONO ESSERE SUPERATE?
Chiaramente non è da questo che ci lasciamo intimorire o fermare, trattandosi di difficoltà risolvibili soprattutto grazie alla disponibilità e alla collaborazione di tutti. Per le prove risolviamo riunendoci nelle diverse abitazioni di ciascuno appellandoci alla comprensione delle rispettive famiglie che hanno sempre accolto con piacere le nostre richieste, oppure usufruendo delle sale parrocchiali del nostro paese.

COSA SOGNA, UN PRESIDENTE, PER LA SUA ASSOCIAZIONE?
Quello che da sempre sogno per noi è l’accrescimento delle nostre competenze e l’arricchimento delle nostre esperienze. Con questo scopo ho frequentato corsi di recitazione, dizione e regia riportando poi le mie “scoperte” a tutto il gruppo; è con lo stesso fine che abbiamo collaborato con diversi artisti reatini e con alcune compagnie teatrali più esperte di noi ed è per raggiungere l’obiettivo di continua crescita e rinnovamento che siamo sempre aperti a nuove proposte che possano migliorarci.

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