L’Angolo dei professionisti. 4 domande ai professionisti del palcoscenico: Maurizio Lastrico

Intervista pubblicata il 6 settembre 2015

Le risposte di MAURIZIO LASTRICO, attore comico, cabarettista e autore, noto al grande pubblico per le numerose partecipazioni a Zelig e per l’interpretazione della parte di Ludovico in “Sole a catinelle”, film del 2013 di Checco Zalone, record di incassi.

IL TEATRO UNISCE TUTTI QUELLI CHE LO FANNO, SIA COME PROFESSIONE CHE COME HOBBY. LEI È D’ACCORDO?
Il teatro crea un’intimità unica, quell’intimità che avevamo coi nostri amici da bambini. Condividere un gioco e’ una cosa molto preziosa. Il rischio è solo quello di rimanere imprigionati in quel mondo.

COME È INIZIATA LA SUA PASSIONE PER IL TEATRO?
Imitavo sin da piccolo le persone che mi colpivano ed ero affascinato da chi riusciva a far ridere col linguaggio; Poi le prime recite a scuola mi hanno fatto conoscere quella sensazione di scambio col pubblico che ricerco ancora oggi: una droga ecosostenibile.

COSA NE PENSA DEL TEATRO FATTO DA SEMPLICI APPASSIONATI?
Molto meglio di quello fatto da professionisti non appassionati. La voglia, la paura e la follia di salire sul palco sono più incisive di qualsiasi buona tecnica. Questo non deve essere un alibi per fare tutto alla garibaldina ma ogni volta che vedo uno spettacolo amatoriale bello o brutto che sia, noto sempre uno spirito anche nei piccoli ruoli che mi sprona ad averlo anche io.

LE È MAI CAPITATO, DOPO AVER ASSISTITO A UNO SPETTACOLO AMATORIALE, DI PENSARE: “QUESTI QUI SONO PIÙ BRAVI DI ALCUNI PROFESSIONISTI “?
Ho visto ultimamente la Compagnia del Ronco (compagnia teatrale amatoriale sorta nel 2000 a Poasco, una frazione di San Donato Milanese, n.d.r.)  e alcuni spettacoli de “La Manifattura” (associazione culturale di Macherio, provincia di Monza e Brianza, operante dal 2005 in ambito nazionale, n.d.r.) e anche la Compagnia del Teatro di Carosino (costituita sul finire del 2005 tra veterani del teatro amatoriale di Carosino, provincia di Taranto, n.d.r.). Ah, anche un gruppo di cui purtroppo non ricordo il nome, a Verona, che faceva “Sarto per signora” di Georges Feydeau; ecco, in quel caso, avendo fatto quel testo da professionista, posso dire che c’erano scelte di regia e alcuni personaggi, compreso il mio, che mi sono sembrati più efficaci.

Per informazioni su Maurizio Lastrico
Il suo Sito ufficiale
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