L’angolo dei professionisti, 4 domande ai professionisti del palcoscenico: Roberto D’Alessandro

Intervista pubblicata il 23 agosto 2015

ROBERTO D’ALESSANDRO, attore, regista, autore teatrale, allievo di Gigi Proietti e fondatore dell’associazione I PICARI.

IL TEATRO UNISCE TUTTI QUELLI CHE LO FANNO, SIA COME PROFESSIONE CHE COME HOBBY. LEI È D’ACCORDO?
Per me il teatro è un tempio laico, un luogo dell’anima dove l’Uomo ragiona di se stesso senza l’ingombrante presenza di Dio. Quindi unisce gli esseri umani tutti, chi lo fa a qualsiasi livello, chi lo vede e anche chi non lo vede!

COME È INIZIATA LA SUA PASSIONE PER IL TEATRO?
Credo di averlo inventato, non avevo mai visto niente in nessun teatro e nel mio paesello ho messo in scena una commedia…mi sono inventato quinte, luci, fari, fondali…non l’avevo mai visti, ne ne acvevo sentito parlare…l’ho ideati, progettati e costruiti….poi ho trovato tutto…l’avevano già inventato! forse da sempre!

COSA NE PENSA DEL TEATRO FATTO DA SEMPLICI APPASSIONATI?
È un modo straordinario per stare insieme e divertirsi… e riflettere, e far riflettere, e crescere umanamente e non solo….

LE È MAI CAPITATO, DOPO AVER ASSISTITO A UNO SPETTACOLO AMATORIALE, DI PENSARE: “QUESTI QUI SONO PIÙ BRAVI DI ALCUNI PROFESSIONISTI”?
Sì, mi è capitato. Ho degli amici ad esempio a Marsala che sono straordinari, ma lo fanno con metodicità da anni. Potrebbero scegliere la strada del professionismo, ma la paura della precarietà e del salto nel vuoto li frena. E poi conoscevo una vecchia signora che lavorava in banca che una volta in pensione ha deciso di dedicarsi al teatro e l’ha fatto, brava… grande passione… il mestiere dell’attore è così empirico che è difficile sulle prime distinguere un professionista (a meno che non sia di chiara fama) da un amatoriale, questo soprattutto nell’ultimo periodo sta generando una grande confusione, si accorgono della differenza dopo un po’ di repliche e quando capita un confronto davanti al pubblico, questo perché non esiste un pubblico teatrale in Italia, si va a vedere i famosi da vicino, non si va ad assistere al rito teatrale, allora se non si è famosi, un professionista vale un amatoriale, ma nel 99 per cento dei casi, mi creda, non è così ma così va. Godetevelo il teatro voi che potete, che a me che deve dar da mangiare non sempre riesce… troppo spesso i bocconi amari sono di più di quelli che assaporo.

Per informazioni su Roberto D’Alessandro
il suo blog
il sito de I Picari
Roberto D’Alessandro su Facebook

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