Presidente, ci dica. Intervista al presidente della compagnia La Bottega del Teatro

Classe 1948, pensionato, Vincenzo Parisi è il presidente e tra i fondatori della compagnia La Bottega del Teatro.
Reatino D.O.C., vero appassionato del Teatro Amatoriale, è convinto che da esso possano venire insegnamenti infiniti, primo fra tutti lo spirito di gruppo, poi il fare per avere voglia di fare.

Presidente, ci dica:

QUAL È LO SPIRITO CHE ANIMA LA COMPAGNIA E PER QUALI SCOPI È NATA?
Tutto è cominciato un po’ di tempo fa: sotto la guida artistica ma anche emotiva e motivazionale, di un professore di inglese un po’ particolare, il bene amato Aldo Vella, nasceva nel 1969 una scuola di Teatro presso l’Istituto Tecnico Commerciale di Rieti da cui, nel 1971 fonderà “Sipario Aperto”. Ma di acqua ne è passata sotto i ponti ed ecco nascere alla fine del 1994 una nuova scuola di pensiero ed azione (scenica bene inteso): “LA BOTTEGA DEL TEATRO”, perché dal teatro, quello vero, quello che si ama e si persegue solo per amore, non certo per fama né per denaro, da quello, certo, non si può stare lontani. Nessuno dei componenti fa teatro per professione, ma con grande professionalità svolge il proprio ruolo nell’ambito del gruppo, il vero teatro è perenne crescita, dopo qualche stagione di Teatro sperimentale, La Bottega del Teatro si è fatta apprezzare anche in tanti lavori in vernacolo. Il gruppo si è arricchito di uomini e donne di tutto rispetto, e che dire poi degli scenografi   Franco Guercilena, Titti Saletti, Walter Eleuteri, Enrico Vella e Francesco Sacco che hanno saputo inventare scene fantastiche per La Bottega del Teatro. Il nostro impegno è rivolto anche al sociale; una iniziativa del tutto innovativa è quella della teatro-terapia ai centri Alzheimer di Cantalice e Rivodutri, opera apprezzata a livello nazionale da luminari della materia.  Rappresentazioni presso case di riposo per anziani o presso Carceri completano la ns. attività benefica. Queste iniziative fortemente volute dalla Bottega hanno sempre avuto la spinta dei suoi fondatori e trovano seguito negli attori che formano oggi il Gruppo. Il nostro motto è: Siamo pronti per un nuovo impegno

QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE DOVETE AFFRONTARE?
La mancanza di strutture che possano essere alternative al Teatro Flavio Vespasiano (il Teatro comunale di Rieti, n.d.r.), unico luogo dov’è possibile effettuare degli spettacoli (peraltro a costi proibitivi). Con vivo rammarico dobbiamo sottolineare che la politica ha sempre pensato al “Teatro” come al Teatro dei professionisti, senza alcuna attenzione alle numerose compagnie di dilettanti che operano in Città. Oggi, ma dopo tantissimi anni, c’è una struttura alternativa, il “Piccolo Teatro dei condomini” ma, seppure ben organizzato, ha un affollamento non indifferente e la esiguità dei posti disponibili per il pubblico costringe ad una serie di repliche che per un gruppo amatoriale diventa pressoché insostenibile (teniamo conto che attori e tecnici dei gruppi amatoriali sono chiamati al loro lavoro quotidiano ed è difficoltoso per essi distogliere tempo per un Hobby)

IN CHE MODO, IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA, QUESTE DIFFICOLTÀ POSSONO ESSERE SUPERATE?
Un maggiore impegno ed una maggiore attenzione della politica, i comuni le province hanno a disposizione spazi inutilizzati che vanno a rotoli, una seria politica di trasformazione di essi con recupero dei costi dagli stessi incassi degli spettacoli o + porterebbe nuove strutture a disposizione del Teatro Amatoriale e di chi lo sostiene…. Consideriamo ad esempio che il nostro gruppo sostiene le spese di affitto per un locale dove riunirsi ed un locale ad uso magazzino, con i costi del teatro non riusciamo nemmeno a pareggiare i conti.

COSA SOGNA, UN PRESIDENTE, PER LA SUA ASSOCIAZIONE?
Prima di tutto l’afflusso di tanti giovani che si avvicinino al Teatro Amatoriale e magari qualche uccellino che voli verso successi diversi. Poi spazi per poter rappresentare i nostri lavori, diminuzione dei costi di pubblicità (tasse), insomma una strada meno irta di difficoltà….. Sognare non è proibito.

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