4 domande all’Autore: Giovanni Allotta

Ecco le risposte che ga dato alle nostre 4 domande Giovanni Allotta, autore siciliano.

Poeta, scrittore e drammaturgo, nasce nel settembre del 1982 e all’età di sette anni scrive il suo primo racconto. Si innamora del teatro l’anno successivo, in occasione della partecipazione ad una recita scolastica. Nel 2000 entra a far parte dell’Associazione Teatrale “La bottega dei sogni” e nel 2002 si trasferisce a Roma per seguire gli studi di cinematografia sotto la guida del regista Giovanni Ferrara. Nel 2006 entra nell’associazione teatrale “Il tesoro ritrovato”, costituita per lo più da persone diversamente abili. Nel 2007 inizia a scrivere testi teatrali e soggetti cinematografici. Da allora ha preso parte a numerosi film, cortometraggi e video musicali, continuando a scrivere e talvolta a dirigere i suoi testi teatrali che riscuotono successi e premi sia in Italia e all’estero.

QUANDO HA COMINCIATO A SCRIVERE PER IL TEATRO E QUALE È STATA LA MOLLA CHE L’HA SPINTA A FARLO?
Il mio amore per la scrittura è innato. Sin dalla tenera età, ricordo che ho sempre scritto.
Mi bastava un pezzo di carta ed una penna o un qualcosa che potesse “scarabocchiare” quella carta
per scrivere le mie emozioni. Conobbi il teatro all’età infantile.
Dieci anni fa decisi di unire la passione del teatro all’amore per la scrittura. Da lì, iniziò la mia carriera!

COME NASCE UN TESTO TEATRALE?
Principalmente da un’idea. Nel mio caso, alle volte mi capita che è la storia che mi da spunto per creare l’idea.

LE SUCCEDE MAI CHE UN SUO TESTO VENGA INTERPRETATO DAL REGISTA IN UN MODO CHE LEI NON AVEVA NEANCHE CONSIDERATO?
Sì, mi è capitato e devo dire che mi sono irritato! Il regista, credendo di fare cosa opportuna al testo sia per esigenze di personaggi o per altro, rattoppa un qualcosa di cui non conosce la matrice. È come se un ladro entrasse a casa vostra senza le chiavi, vi sconvolgerebbe la vita. Io ho la chiave della storia! Posso aprirla
e chiuderla senza che nessuno se ne accorga. Chi lavora con me sa che sono molto disponibile ed umile nel collaborare.

COSA PENSA DELLE COMPAGNIE AMATORIALI CHE METTONO IN SCENA I SUOI LAVORI?
Seppure io sia molto rappresentato dalle compagnie, principalmente al sud, tutte le volte che qualcuno mi rappresenta, umilmente dico sempre:
“Grazie che avete creduto in me”; credo che l’umiltà debba essere alla base! Se le mie commedie hanno avuto, e continuano ad avere grandi consensi
di pubblico, il merito non è solo mio, ma anche da chi le porta in scena. Il nostro è un gioco di squadra!

 

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