L’angolo dei professionisti: 4 domande ai professionisti del palcoscenico: Daniela Giordano

Intervista con Daniela Giordano, pubblicata il 26 luglio 2015

DANIELA GIORDANO, attrice, regista, autrice, studiosa di teatro contemporaneo internazionale, membro e docente di ITI- International Theatre Institute -UNESCO, nota al grande pubblico soprattutto per la sua interpretazione del personaggio di Agnese Borsellino nel film “Borsellino” di Gianluca Maria Tavarelli (2004).

Il Teatro unisce tutti quelli che lo fanno, sia  come professione che come hobby. Lei è d’accordo?
Il Teatro, come luogo e come contenuti, è desiderio di condivisione e riflessione. Misurarsi con la parola poetica, con la pratica scenica, approfondire linguaggi con il desiderio di trasmettere un punto di vista, un’analisi, una storia,  creando occasioni di partecipazione, non ha un confine che distingua,  il coltivarlo solo per passione o averne fatto la ragione di vita.  La passione è un ingrediente fondamentale sia per chi lo fa come lavoro, sia per chi ci si dedica per divertimento.

Come è iniziata la sua passione per il Teatro?
Guardando in televisione le commedie che la RAI trasmetteva. Incredibile, pensando a cosa incuriosisce i bambini di oggi, ora, nessun bambino guarderebbe il teatro in televisione, neanche per punizione!  Io, mi incantavo a guardare Morelli, Stoppa, Pagnani, De Filippo, Govi. Attori meravigliosi, che mi hanno fatto nascere il desiderio di raccontare delle storie per migliorare la vita delle persone. Perché il Teatro cos’è se non quel meraviglioso codice segreto nel quale tutto diventa possibile e credibile, nel quale si esprime il desiderio di giocare molto seriamente a qualsiasi età? Mi sono formata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e devo dire grazie a tutti i Maestri che ho incontrato nel mio lavoro da Ronconi a Cobelli, da Sepe a Calenda, e a tutti i magnifici colleghi con i quali ho lavorato: Umberto Orsini, Carla Gravina, Gabriele Lavia, Eros Pagni e tanti altri. Non si finisce mai di impararlo il lavoro dell’attore!

Cosa ne pensa del Teatro fatto da semplici appassionati?
Il Teatro migliora chi lo fa e chi lo riceve. E’ importante che sia fatto onestamente e con sincerità.La passione nel fare  Teatro è indispensabile. Trovo fantastico che in questo momento di totale distrazione e avvilimento per l’arte e la cultura, ci siano persone che amano il Teatro e si confrontano con la materia poetica e drammatica. Si migliora se stessi, si crea valore ed è una forte affermazione di quanto sia importante che il Teatro sia vivo.

Le è mai capitato, dopo aver assistito a uno spettacolo amatoriale, di pensare: “questi qui sono più bravi di alcuni professionisti”?
Mi è capitato spesso di assistere a repliche di compagnie amatoriali. Filodrammatiche si chiamavano una volta, intendendo che c’era un profondo amore che legava chi lo faceva alla scena. Apprezzo sempre l’impegno, soprattutto quando è frutto di amore per il racconto . Ma dedicare la propria vita al Teatro è un’altra cosa. Puntare tutto sulla propria professionalità e sull’amore che si ha per questo mestiere,  è un rischio incalcolabile. Non paragonerei mai uno spettacolo realizzato con passione ma solo per divertimento a uno spettacolo dove gli attori sono tali perché si sono assunti per intero i rischi di una professione, che sono tanti, e il prezzo per essere un attore di professione è altissimo e incondivisibile, e si studia tutta la vita. E’ bene che cresca la consapevolezza del  valore del Teatro, è bene che le persone decidano di fare comunità usando il teatro come luogo di incontro e di crescita personale.  Sicuramente, se non ci fossero tanti appassionati, i teatri sarebbero tutti vuoti. Per cui, viva le compagnie amatoriali se sono brave,  e se  educano il pubblico ad andare a Teatro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *