Presidente, ci dica: intervista con il Presidente della compagnia I Mattattori

Gabriele Di Battista è il presidente della Compagnia Teatrale I Mattattori.

Presidente, ci dica:

QUAL È LO SPIRITO CHE ANIMA LA COMPAGNIA E PER QUALI SCOPI È NATA?
Dopo diverse esperienze teatrali con altre compagnie, ci siamo ritrovati a frequentare per tre anni un corso di “Teatro popolare”. Ricordiamo alcune commedie di quel periodo: Casa Gori e Gran Bollito che ci hanno dato la possibilità di affiatarci e decidere di andare avanti con le nostre gambe, proprio per lo scopo principale che è quello di mettersi in gioco visto che, il luogo dove facciamo le prove e il teatro, sono diventati casa nostra. Poi è stato facile individuare la regista, la costumista, gli scenografi e i tecnici all’interno della compagnia.

QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE DOVETE AFFRONTARE?
Siamo una quindicina di persone che devono far coincidere, ferie, lavoro, famiglia con i programmi della compagnia, cioè le prove e le date per gli spettacoli con le esigenze anche dei Teatri. Un’altra difficoltà è la disponibilità dei Teatri che spesso chiedono cifre non alla nostra portata.

IN CHE MODO, IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA, QUESTE DIFFICOLTÀ POSSONO ESSERE SUPERATE?
I teatri dovrebbero dare la possibilità alle compagnie amatoriali di esibirsi organizzando rassegne amatoriali o inserendole all’interno della stagione teatrale, nei periodi vuoti o per occasioni particolari ( festa della donna, san valentino, festa del 25 aprile ecc.ecc).

COSA SOGNA, UN PRESIDENTE, PER LA SUA ASSOCIAZIONE?
Di andare avanti sempre in piena armonia, avendo fiducia ognuno nelle capacità dell’altro, sia per la scelta dei testi, sia per i luoghi dove esibirsi, sia per la gestione delle spese perché solo così si dà il massimo nella recitazione e nella organizzazione. Mai dimenticare che il pubblico va rispettato, essere pronti e dare il massimo in ogni rappresentazione senza mai accontentarsi del lavoro svolto. L’importante comunque è che per far divertire il pubblico dobbiamo principalmente divertirci noi e se c’è affiatamento, rispetto e amore per quello che si fa, il pubblico lo avverte.

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