Presidente, ci dica. Intervista al presidente della compagnia Vicolo Primo

Paolo Primi è presidente della compagnia Vicolo Primo (il nome è solo una coincidenza) dal 2011. Sotto la sua presidenza la compagnia è riuscita a organizzare la Rassegna di Teatro Amatoriale che da 4 anni si svolge regolarmente al teatro comunale di Poggio Moiano (Rieti) e che, anno dopo anno, cresce in termini di prestigio.
Entrato in compagnia da una ventina d’anni come attore, ha preferito in seguito dedicarsi all’organizzazione logistica e amministrativa delle attività sociali, pur non disdegnando, di tanto in tanto, di calcare le tavole del palcoscenico.

Presidente, ci dica:

QUAL È LO SPIRITO CHE ANIMA LA COMPAGNIA E PER QUALI SCOPI È NATA?
La nostra esperienza ha avuto inizio nel rappresentare piccole opere teatrali estive chiamate “scenette”; ci siamo divertiti e abbiamo fatto divertire e, dopo queste esperienze, un gruppo di persone si sono unite dando vita alla Compagnia Teatrale Vicolo Primo. Tutto all’inizio era un gioco, il piacere di incontrarsi valorizzando le esperienze di ciascuno, consapevoli di essere partecipi di un progetto importante; da allora questo gioco continua ad esistere tra alti e bassi, come sono le storie della vita. Il successo che il pubblico ci ha riservato negli anni ci ha portato a continuare questa esperienza che ormai dura da ben 24 anni.

QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE DOVETE AFFRONTARE?
Io credo che la difficoltà maggiore che una Compagnia come la nostra deve affrontare, ad oggi, è dare continuità al progetto teatrale che ci siamo prefissi all’inizio della nostra esperienza.

IN CHE MODO, IN BASE ALLA SUA ESPERIENZA, QUESTE DIFFICOLTÀ POSSONO ESSERE SUPERATE?
Queste difficoltà, a parer mio, possono essere superate con il contributo e l’aiuto di tutti, facendo sì che l’associazione diventi attrattiva per chiunque voglia partecipare a far parte della nostra associazione.

COSA SOGNA, UN PRESIDENTE, PER LA SUA ASSOCIAZIONE?
Io, come presidente, sogno per l’associazione la possibilità di avere una continuità nei progetti e nei percorsi; e, perché no, anche il successo, la riconoscenza e le soddisfazioni con la speranza che anche il futuro possa proseguire con questi ideali, che oggi ci rendono ciò che siamo.

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