4 domande all’Autore: Stefano Palmucci

Ecco cosa ha risposto Stefano Palmucci, autore sanmarinese,  alle nostre domande:

QUANDO HA COMINCIATO A SCRIVERE PER IL TEATRO E QUALE È STATA LA MOLLA CHE L’HA SPINTA A FARLO?
Io nasco anzitutto come attore, ho mosso i primi passi sul palcoscenico nella Filodrammatica di San Marino, sotto la direzione di Elda Bardelli. Poi dopo aver tanto letto e studiato i testi altrui, ho sentito l’esigenza di esprimere tutte quelle esperienze che forse, inconsciamente, avevo immagazzinato.

COME NASCE UN TESTO TEATRALE?
A me piace molto la metafora già proposta da Stephen King nel suo “On writing”, dove dice che trovare un nuovo soggetto è un po’ come cercare lo scheletro di un dinosauro in un campo di sassi. Ogni spuntone di roccia potrebbe essere l’agognato scheletro, così cominci a scartare quelli che sicuramente sono sassi, ti concentri su quelli più promettenti e cominci a scavare intorno a quelli. La maggior parte delle volte ti accorgi che sono sassi dopo aver scavato un po’, altre volte devi scavare più a fondo, fino a quando scavando e scavando scopri di esserti imbattuto in un nuovo scheletro. Quindi completi lo scavo, estrai lo scheletro e poi cominci a lavorare di pennello per rifinire.

LE SUCCEDE MAI CHE UN SUO TESTO VENGA INTERPRETATO DAL REGISTA IN UN MODO CHE LEI NON AVEVA NEANCHE CONSIDERATO?
Devo dire che, ahimé, è sempre più raro trovare registi che sappiano interpretare con la dovuta sensibilità un testo. O forse lo sanno interpretare ma non riescono o non possono trasmetterlo ai proprio attori, ricordiamoci che stiamo parlando di teatro amatoriale. Devo dire che ci sono state alcune esperienze, rarissime ma accadute, in cui un regista abbia interpretato una scena ancora meglio di come l’avevo pensata io. Mi auguro di trovarne altri.

COSA PENSA DELLE COMPAGNIE AMATORIALI CHE METTONO IN SCENA I SUOI LAVORI?
Le compagnie amatoriale che mettono in scena i miei lavori sono le più disparate e variegate. Si va dalla Compagnia strutturata a livelli di produzione egregi, al gruppo di buontemponi che decidono in maniera estemporanea di mettersi a recitare. Devo dire che per me la soddisfazione è la stessa: in ogni caso si tratta di persone amanti del teatro che hanno scelto il mio testo e non quello di altri!

 

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