Corto Circuito Teatrale all’epilogo: nostra intervista al presidente di Con.Te.A. Paolo Mellucci

I rappresentanti delle 9 compagnie che hanno partecipato alla rassegna

Si è conclusa ieri sera la prima edizione della rassegna di corti teatrali Corto Circuito Teatrale, organizzatta da Con.Te.A. (Consorzio Teatro Amatoriale), una “associazione di associazioni” fondata circa un anno fa grazie alla volontà di alcune compagnie amatoriali alle quali se ne sono aggiunte altre, tutte operanti nel Lazio. Attualmente Con.Te.A. riunisce al suo interno una quindicina di Compagnie Amatoriali con gli scopi illustrati nel suo Manifesto.
La rassegna “Corto Circuito Teatrale”, alla quale hanno preso parte 9 compagnie aderenti al consorzio, si è tenuta al Teatro Petrolini di Roma dal 23 al 28 maggio, ed è stata organizzata per sostenere il Nuovo Teatro Amatriciano, compagnia amatoriale che ha perso tutto (scenografie, costumi, attrezzeria) nel corso del sisma dell’agosto scorso. Al termine della manifestazione abbiamo sentito Paolo Mellucci, presidente di Con.Te.A.

PRESIDENTE, VOGLIAMO FARE UN CONSUNTIVO DI QUESTA MANIFESTAZIONE?
Dal punto di vista del cuore, della passione, il consuntivo è assolutamente positivo. Noi in questa settimana, sul palco del Teatro Petrolini, abbiamo condiviso con nove compagnie provenienti sia da Roma che da altre zone del Lazio come la Vicolo Primo di Poggio Moiano (Rieti) o la Suaviter di Bracciano, delle passioni e delle emozioni che hanno fruttato, dal punto di vista economico, una somma di denaro che abbiamo consegnato oggi stesso al Nuovo Teatro Amatriciano, per dare un segno, per dire loro “non fermatevi, possiamo ricominciare, dobbiamio ricominciare”. E allora, con questo piccolo contributo che è stato di mille euro in contanti, abbiamo dato un pezzetto di cuore, un po’ di passione che rappresenta ciò che maggiormente serve a chi fa Teatro Amatoriale.

I ragazzi del Nuovo Teatro Amatriciano

LE COMPAGNIE CHE SI SONO ALTERNATE SUL PALCOSCENICO NON HANNO RICEVUTO DENARO, NEMMENO A TITOLO DI RIMOBORSO SPESE?
Esatto. Non hanno opercepito nulla le compagnie, non hanno percepito nulla i tecnici, non ha percepito nulla nessuno di coloro che ha partecipato alla realizzazione della manifestazione, perfino il grafico che ha creato le brochure e le locandine né la tipografia che le ha stampate. L’incasso totale è stato di 1700 euro, di cui 700 sono serviti per l’affitto della sala Fabrizi del Petrolini e 1000 sono stati dati al Nuovo Teatro Amatriciano. Tutti gli attori che sono saliti sul palco e tutti quelli che a vario titolo sono intervenuti, per esempio Salvatore Marino che è stato nostro testimonial (e col quale abbiamo realizzato l‘intervista che pubblichiamo a parte, n.d.r.) e Cristian Carrara, consigliere regionale e presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio, lo hanno fatto in modo assolutamente gratuito e solo per l’amicizia nei confronti di Con.Te.A.

E DOPO QUESTO EVENTO, CHE È STATO IL PRIMO ORGANIZZATO DA CON.TE.A., CHE SI FA?
Si continua. In primis continueremo, anche nel periodo estivo, ad incontrare le compagnie per parlare con loro, per dialogare e fargli capire che, come dice il nostro motto, “l’unione fa il Teatro”. E poi, dopo il successo avuto in questa occasione, posso dire tranquillamente che l’idea è quella di mettere in cantiere un’altra rassegna, magari con cadenza annuale che, così come quella appena terminata ha avuto lo scopo di aiutare in qualche modo la compagnia amatoriale di Amatrice, individui altre realtà che abbiano bisogno di persone che scendano in campo, salendo su un palco, per dare un aiuto concreto.

E TUTTO QUESTO PERCHÉ LO SCOPO PRINCIPALE DEL TEATRO AMATORIALE NON È QUELLO DI GUADAGNARE DEL DENARO MA, ANZI, A VOLTE SUCCEDE CHE CI SI RIMETTA ANCHE, DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO?
Sì. Il fatto che a volte ci si rimetta è palese. Ci sono state compagnie, in questa settimana, che hanno pagato la Siae di tasca propria e hanno dovuto provvedere in proprio, per esempio, al trasporto delle attrezzature di scena anche da parecchi chilometri di distanza, senza neanche un simbolico rimborso delle spese sostenute. Il Teatro Amatoriale è una forza, è una realtà concreta, e noi dobbiamo lavorare affinché (e questo lo dico non tanto per lanciare un appello alle istituzioni e alla politica, quanto per ragioni “pratiche”) abbia la giusta considerazione e il giusto inserimento all’interno del panorama culturale sia di Roma che del Lazio che di tutto il resto d’Italia, perché in questo momento il Teatro ha bisogno di ripartire e di ricominciare.

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